È uscito la scorsa settimana il nuovo omonimo disco de Il teatro degli orrori, una delle rock band indipendenti italiane più importanti. “Il teatro degli orrori” è, come nello stile della band, un mix tra rock viscerale e testi poetici. Dodici tracce che tramortiscono l’ascoltatore, proiettandolo nell’incubo sociale in cui versano i nostri tempi, e che affrontano temi quantomai attuali: emarginazioni ed esclusioni sociali, prigioni reali e metaforiche, il disagio psichico e il big business farmacologico, l'alienazione del lavoro e il consumismo compulsivo, la violenza omicidiaria dello stato, il dramma dei profughi in fuga dalle guerre. SaltinAria.it ne ha parlato con lo storico membro della band, bassista e produttore, Giulio Ragno Favero.

IL TEATRO DEGLI ORRORI - A sangue freddoTornano, con “A sangue freddo”, Il Teatro Degli Orrori, e non ci sarà pace e non ci sarà gloria e non ci sarà posto per gli inetti, i falsi e gli ingrati.

Primo lavoro molto convincente di questa band proveniente dall'incontro di membri di esperienze già collaudate come One Dimensional Man, e Super Elastic Bubble Plastic. Di non facile ascolto, l’album rende di più eseguito dal vivo.

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