Mercoledì, 02 Agosto 2017 17:56

“Nel paese del re pescatore” di Joan Didion

Un affresco inquietante e non edulcorato dell’America contemporanea. Questo rappresenta, nell’estrema sintesi, questo interessante volume di Joan Didion, scrittrice “cult” tra le più rappresentative degli Stati Uniti di oggi ma non conosciuta come meriterebbe, forse, nel nostro paese. Ebbene, “Nel paese del re pescatore”, questo il titolo del libro pubblicato di recente da “Il Saggiatore” di Milano (editore che nel corso degli anni ha costantemente mostrato di nutrire una particolare attenzione nei confronti della cultura e degli autori statunitensi), sembra essere un biglietto da visita in grado di ampliare in Italia la fama dell’autrice.

Usciti nelle librerie il 18 Maggio u.s., i primi due volumi della monumentale quadrilogia di Joyce Carol Oates - Epopea americana, (“Il giardino delle delizie”, pubblicato, nell’originaria edizione americana, nel 1967, e “I ricchi”, pubblicato, sempre negli Usa, nel 1968) le edizioni Il Saggiatore si apprestano a pubblicare, nel mese di Ottobre prossimo, gli ultimi due volumi della serie (“Loro”, pubblicato nel 1969, e “Il paese delle meraviglie”, pubblicato nel 1971). Il primo dei volumi usciti di recente, peraltro, sembra apparentarsi alla lontana con lo Steinbeck migliore, quello, tanto per intenderci, di “Furore” e “La valle dell’Eden”. Con i citati romanzi, “Il giardino delle delizie” sembra avere in comune quanto meno, rispettivamente, l’argomento delle tragiche e frequentissime vicissitudini di molte delle famiglie di lavoranti agricoli che vagano per l’America rurale profonda alla ricerca di mezzi di sostentamento e quello dei conflitti intergenerazionali. In verità le influenze della Oates, se consideriamo nel loro insieme i quattro titoli citati, appaiono ben più articolate. È, d’altro canto, la stessa Oates a sostenere che i romanzi “Il giardino delle delizie”, “I ricchi” e “Loro”, pur nel complesso concepiti dall’autrice come critiche all’America, alla cultura americana, ai valori americani, all’ American dream, tra loro differiscono notevolmente per linguaggio, tono e situazioni descritte. I tre romanzi facevano inizialmente parte di una informale trilogia oatesiana scritta negli anni Sessanta. “Il giardino delle delizie”, peraltro, è opera che, lo si scopre leggendo la postfazione dell’autrice, contiene anche qualche risvolto narrativo autobiografico.

Il Saggiatore pubblica per la prima volta Non finché vivo – Poesie inedite 1942/1996 di Allen Ginsberg (prefazione di Rachel Zucker, edizione e cura di Bill Morgan), che raccoglie opere del grande poeta beat quasi tutte ancora inedite nel nostro paese e inedite (ma soltanto in parte) anche negli Stati Uniti.

Domenica, 02 Aprile 2017 10:37

"Diario del ladro" di Jean Genet

Viene stampato in seconda edizione il classico di Jean Genet, Diario del ladro (prefazione di Walter Siti). Genet insieme a Ginsburg (a breve una recensione di Non finché vivo - Poesie inedite 1942/1996) può essere considerato un vero e proprio caposcuola e che non poco ha contribuito a far crescere la letteratura novecentesca del proprio paese.

Per addolcire il ritorno alla quotidianità dopo una bella estate, ci si può tuffare in una lettura avvolgente, divertente, profonda, frammentaria e al contempo unitaria, che porta alla luce inconscio e realtà personali e collettivi.

Moneta internazionale – Un piano per la libertà del commercio e il disarmo finanziario, edito dalla casa editrice “il Saggiatore” e la cui cura e traduzione è di Luca Fantacci, riporta all’attualità un pensiero affascinante dell’economista britannico John Maynard Keynes.

In una vecchia intervista degli anni Novanta (si veda il numero di Febbraio 1995 della rivista CD Classica, alle pagine 28-30) alla domanda su come fosse nel corso degli anni cambiata la sua visione dei grandi della musica, Claudio Abbado rispose che:

Innanzitutto, devo premettere che, oggi come oggi non sono assolutamente soddisfatto delle mie vecchie incisioni di Mahler, per esempio: salverei solo quella della Settima, mentre la prima, incisa con la Chicago Symphony, la trovo troppo schematica. Adesso cerco di interpretarla in modo più libero, soprattutto nel trio del secondo movimento. In secondo luogo, c’è una naturale evoluzione nel mio modo di intendere Mahler, dovuta all’esperienza, alle tante esecuzioni; poi Mahler, come tutti i geni, consente sempre di scoprire particolari nuovi nelle sue monumentali opere.

La casa editrice il Saggiatore è lieta di segnalare che Jaron Lanier, autore de La dignità ai tempi di Internet, è stato insignito del prestigioso Friedenspreis (Premio della pace) per l'edizione 2014.

La rivoluzione digitale distrugge più posti di lavoro di quanti ne crei. Ci rallegriamo di scoprire che sul Web tutto è «gratis» e «open», o sta per diventarlo, ma nel frattempo l’economia dell’informazione concentra sempre più potere e ricchezza nelle mani di pochi. Mentre celebriamo le virtù democratiche di Internet, consegniamo il futuro ai colossi che controllano i server centrali e traggono immensi profitti dai dati che ri- cavano osservando le nostre vite. Sono i Server Sirena che, ammaliandoci con il richiamo del «free», ci imprigionano in una stagnazione economica perenne, con ricorrenti crisi fi- nanziarie e disuguaglianze sempre più gravi. Com’è possibile che le straordinarie innovazioni degli ultimi decenni abbiano generato un sistema così oligarchico e di- sumanizzante? Unendo lo sguardo del tecnologo a un’acuta sensibilità sociale, Jaron Lanier illustra come e perché le tec- nologie di rete cambiano le dinamiche del potere economi- co. E con esempi di folgorante potenza evocativa ci avverte: quando prenderanno piede stampanti 3D, infermieri robo- tici e veicoli autoguidati, la disoccupazione dilagherà anche nell’industria, nella sanità e nei trasporti! Eppure, una via d’uscita realistica esiste. Se è vero che sono le informazioni a creare valore e arricchire i Server Sirena, bi- sogna concepire un sistema in cui gli individui siano retribuiti per le informazioni che producono e condividono ogni giorno. Non è utopia, è una via d’uscita fondata sul recupero di una caratteristica già presente nelle prime reti: la bidirezionalità dei collegamenti. Spetta a noi decidere per una rivoluzione digitale che crei prosperità equamente diffusa, riconoscendo dignità alle persone.

Jaron Lanier è un pioniere dell’informa- tica, musicista e scrittore, famoso per il suo lavoro di ricerca sulla Realtà virtua- le. Ha contribuito allo sviluppo di startup poi acquisite da Google, Adobe e Oracle, e attualmente lavora a un grande proget- to, non ancora reso noto, per Microsoft Research. Nel 2010 Time lo ha inserito tra i cento pensatori più influenti del no- stro tempo. Il suo primo libro, Tu non sei un gadget (Mondadori 2010), è stato un best seller internazionale.

€ 22,00
pp. 416 brossura

Fonte: Ufficio Stampa Il Saggiatore

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