“Ci sentiamo di dire che vogliamo stare con il pubblico, e non, viceversa, chiedere al pubblico di stare con noi. Invertire la direzione è importante, ci responsabilizza ancora di più, e ci induce a voler essere sempre vicini al nostro pubblico nei gusti, nelle tematiche, nelle idee. Perché noi siamo quelli diversi da tutti”. La stagione 2017/2018 di MTM Manifatture Teatrali Milanesi è “con te”: 3 teatri, 46 titoli, 270 repliche, 10 produzioni MTM, 11 prime nazionali, 3 progetti speciali.

Fino al 19 marzo, al Teatro Franco Parenti di Milano va in scena “Delitto e Castigo, una discesa agli Inferi tra lucidità e follia”, spettacolo che si muove a partire dal capolavoro di Dostoevskij e che, grazie all’adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni, sa rendere fortemente attuali temi, sensazioni, disagi e paure di un'epoca lontana eppure vicina.

C'è chi con granitica certezza si è convinto che Shakespeare fosse antisemita. Ma poi c'è anche chi, come Alberto Oliva e Mino Manni, considera tale questione essenzialmente secondaria, preferendo di gran lunga soffermarsi sulla bellezza inarrivabile della sua letteratura, sulla sterminata vitalità delle sue pagine, che manterranno inalterata la freschezza nei secoli dei secoli. Shylock. Io non sono come voi - in scena al Litta, Sala Cavallerizza, fino all'1 novembre - è un atto d'amore, niente affatto scontato, verso il Bardo.

Salieri contro Mozart nella prima “cena con delitto” della Storia. Un duello a colpi di musica, mentre il fuoco della passione brucia insieme al fuoco dell’invidia. L’inevitabile conseguenza di un dialogo fatto di “non detti”, parole schivate e sguardi incrociati, è il delitto, consumato subdolamente, senza il coraggio del gesto plateale, al punto che la morte di Mozart resterà per sempre avvolta nel mistero. A partire dal breve, ma potentissimo testo di Aleksandr Puskin, da cui Peter Shaffer e Milos Forman hanno tratto un grande film, lo spettacolo di Alberto Oliva e Mino Manni, in scena al Teatro Out Off dal 18 febbraio all'8 marzo, propone una discesa negli inferi della mediocrità, dell’ambizione artistica tarpata dal senso di inferiorità.

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