Dal 19 al 31 marzo. Un affascinante incontro fra due protagonisti assoluti del teatro italiano, Massimo Ranieri e Giancarlo Sepe, che per la prima volta insieme mettono in scena uno dei testi teatrali tra i più noti e rappresentati di sempre: “Il gabbiano” di Anton Čechov. La storia di Treplev, scrittore incompreso, del suo amore per Nina, il suo rapporto di odio/amore con la madre Irina, un’anziana e famosa attrice.

Giovedì, 01 Novembre 2018 18:00

Barry Lyndon - Teatro Argentina (Roma)

Dal 23 ottobre al 4 novembre. Giancarlo Sepe, regista teatrale di grande qualità ed esperienza, apprezzato per la sua particolare capacità di mescolare, sul palco, lo stile teatrale e quello cinematografico, riuscendo ad offrire uno sguardo unico sulle opere di autori come Williams, Brecht, Sartre, Gogol, Pirandello, Cechov, Ibsen, De Filippo, Lorca e Strindberg, porta in scena, al Teatro Argentina di Roma, la sua rilettura del “Barry Lyndon”. Sepe compie un percorso a ritroso, partendo dalle suggestioni della trasposizione cinematografica di Stanley Kubrick per poi riconciliarsi con il romanzo originario di William Makepeace Thackeray. L’esito è coinvolgente, accattivante, ipnotico, da vedere e vivere.

Fino al 7 maggio. Ispirandosi al romanzo di fine ottocento di Henry James, Giancarlo Sepe, con fantasia ed esperienza, porta in scena uno spettacolo corale in cui movimenti, musiche, luci, coreografie, costumi e trucco sono insostituibili ingranaggi di un disegno generale minuziosamente costruito ed esteticamente rappresentativo. Attraverso azione e musica, “Washington Square” è una ballata d’amore e morte che sottende una tagliente critica sociale.

Il buon teatro di una volta, curato nelle scene e specialmente nella colonna sonora; costumi che non lesinano l’attenzione al particolare; valida interpretazione corale degli attori. Giuliana Lojodice si conferma una vera signora del teatro. E’ la recitazione dove protagonisti indiscussi sono la voce e la mimica più che gesti, grida e grandi prestazioni fisiche. Il testo, pur in alcuni aspetti datato, si gusta ampiamente, “ruminato” dagli attori: dialoghi ben scritti, temi attuali del rapporto complesso madri-figlie e del denaro come grande regolatore delle relazioni umane.

Dopo il riuscito ed apprezzato “Amletò (gravi incomprensioni all Hotel du Nord)" della scorsa stagione, Giancarlo Sepe porta in scena la propria versione di "Gente di Dublino" di James Joyce, raccolta di racconti, scritta all'inizio del '900, con lo pseudonimo di Stephen Dedalus. Lo spettacolo ha esordito con successo all'ultima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto ed ora riapre le porte della propria casa invitandoci alla festa dei Dubliners, goliardica, solenne e dolente come la verde Irlanda.

Dopo aver debuttato in prima nazionale il 17 ottobre al Teatro Traiano di Civitavecchia, "La professione della signora Warren" approda all’Eliseo, inaugurandone la stagione di prosa. Repliche fino al 9 novembre.

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