Sabato, 24 Gennaio 2015 17:12

La Locandiera - Teatro Litta (Milano)

Dal 13 al 25 gennaio il Teatro Litta ospita Corrado d’Elia, l’amatissimo direttore-attore-regista del Teatro Libero, il quale offre fuori casa una divertente messa in scena ‘bon bon’ creata per un celebre testo goldoniano, "La Locandiera". Si presenta con una compagnia nutrita, composta da Monica Faggiani, Alessandro Castellucci, Gustavo La Volpe, Andrea Tibaldi, Marco Brambilla e Tino Danesi. E’ di Corrado d’Elia, ovviamente, non solo la regia ma pure l’ideazione scenica, mentre le luci sono di Alessandro Tinelli e le foto di scena di Angelo Redaelli. Tutta questo concentrato di talento serve a produrre fin da subito un colpo d’occhio notevole: mentre il pubblico prende posto si ritrova a osservare il palco già illuminato, con un fondale di muri rosa confetto, luci diverse su vari scaffali e costumi indossati da chiunque appaia in scena contraddistinti da colori fluo, o quanto meno stravaganti e plasticosi. Anche la musica è pop, francese, allegra e, incredibile, quando lo spettacolo inizia, i testi sono originali e di antica foggia. Un vero Goldoni sotto mentite spoglie?

Dal 6 maggio all'1 giugno. Una scelta singolare, provocatoria, che arriva addosso e scuote: un musical per raccontare l’orrore, non solo tratto da una storia vera, cronaca dei nostri giorni, ma che la ricalca, come se…ed è ancora peggio perché i nuovi protagonisti, Jessica e Christian, sono tra i tanti possibili imitatori del male che fa più proseliti, si sa, del bene. Potente gioco di luci, in un ambiente singolare, un palcoscenico sdoppiato, una regia strutturata, belle le voci soprattutto dei giovani protagonisti e valida decisamente l’interpretazione. Il musical ha pretese e lo spettacolo convince appieno, nel ritmo incalzante e originale: due tempi, per due storie, non solo il seguito; la cronaca fino al processo e alla condanna, la vita in carcere fino alla libertà e il nuovo incontro tra i protagonisti, ma soprattutto il vissuto mediatico. “E’ tutto uno show” è lo slogan di un programma televisivo che diventa metafora assurda della nostra società che è incollata alla tv e conquistata dal sangue che batte perfino lo sport. Impegnativo, malgrado la forte ironia e la capacità di giocare; non è un amusement, è un testo che fa riflettere e decisamente originale, che dimostra che il musical a volte può essere solo italiano.

Giovedì, 27 Febbraio 2014 18:01

Cirano di Bergerac - Teatro Menotti (Milano)

Dal 25 al 27 febbraio. Corrado D’Elia ripropone al Menotti di Milano, per soli tre giorni, il suo Cirano, da oltre sedici anni presentato nelle sale di tutta Italia. L’opera, scritta da Edmond Rostand nel 1897, esalta il valore dell’eroismo e regala il coraggio e la voglia di continuare a sognare e di essere eroi. Eroi non solo di spada, ma anche di spirito. Di uno spirito libero, che rifugge protezione e convenzione e paga la sua libertà, con la morte.

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