“Ballano, cantano, senti che brivido…questa è la vita fantastica di St. Tropez” cantava Peppino Di Capri facendo sognare intere generazioni sulle estati da brivido nella magnifica cornice del mare francese. Erano anni in cui la vita era dolce, la ricca borghesia in ascesa dava sfoggio dei simboli del proprio benessere: macchine sportive, case confortevoli, lunghe vacanze nelle spiagge più eleganti, abiti di classe, gite a Cannes, domestici in casa, puntate al casinò. L’esistenza scorreva placida, senza preoccuparsi di politica e di denaro, tra una vacanza al mare e l’altra i mariti facevano affari e le donne si occupavano della casa e dell’educazione dei figli. In mezzo ad un mare di tradimenti, scappatelle e piccole infelicità coniugali. In questa cornice si svolge la vicenda di Suzanna Andler, nata dalla penna di Marguerite Duras, nella traduzione di Natalia Ginzburg, messa in scena al Teatro Litta di Milano dal regista Antonio Syxty. Ne sono protagonisti Caterina Bajetta, Guglielmo Menconi, Elisabetta Scarano, Pietro De Pascalis, Maurizio Salvalalio e Gaetano Callegaro.

Manifatture Teatrali Milanesi presenta al Teatro Litta di Milano, sino al 6 marzo, in prima nazionale, “L'amica degli uomini importanti (Vinzenz)”, di Robert Musil. Scritta nel 1923, è l'unica commedia teatrale dello scrittore austriaco esiliato in Svizzera dopo l'annessione dell'Austria; in essa si delinea, tra gli altri, il tema di “L'uomo senza qualità”. L'adattamento e la regia sono di Antonio Syxty che torna a lavorare su un testo di Musil dopo che nel 1996 aveva presentato, in versione integrale, l'altro suo testo teatrale, il dramma “Die Schwärmer” (I fanatici) del 1921.

Domenica, 08 Febbraio 2015 14:10

Il Gabbiano - Teatro Litta (Milano)

Sino al 22 febbraio al Teatro Litta di Milano va in scena, in prima nazionale, un classico della letteratura russa: “Il Gabbiano” di Cechov. Fu scritto nel 1895, e la sua prima rappresentazione fu, a dispetto della sua odierna notorietà, un totale insuccesso: sembrava sconclusionato e sospeso a mezz'aria. Stanislavskij, con il suo nuovo modo semplice e vero di fare teatro, ma fortemente radicato nell'animo dell'attore, ne fece qualche anno più tardi un successo, presentandolo al “Teatro dell'Arte”. Antonio Syxty lo presenta su una scena sobria, che resta immutata per tutto lo spettacolo.

TOP