Giovedì, 30 Agosto 2018 20:02

Generazione XX - Teatro Comunale (Todi)

L’opera prima di Anton Giulio Calenda, con la regia di Alessandro Di Murro, è una ricerca sulla comprensione delle dinamiche post-moderne di produzione di immagini e stereotipi comportamentali che plasmano l’esistenza delle nuove generazioni. È il risultato della riflessione fatta da una giovane compagnia teatrale che intende indagare e comprendere la propria identità storica e il proprio essere nel mondo contemporaneo. “Generazione XX” ha debuttato al Teatro Comunale di Todi nell’ambito della XXXII edizione del Todi Festival.

Debutta lunedì 27 agosto al Teatro Comunale di Todi, nell’ambito della XXXII edizione del Todi Festival, il nuovo testo di Anton Giulio Calenda, “Generazione XX”, portato in scena grazie alla preziosa sinergia con il Gruppo della Creta, giovane e creativa compagnia cui appartengono il regista Alessandro Di Murro e numerosi degli interpreti. Abbiamo incontrato il drammaturgo alla vigilia del debutto per scavare tra le pieghe di questo lavoro così sfaccettato, variopinto ed aderente all’attualità.

Tre illustri poeti del Novecento letterario italiano. Due presentatori ossessionati dall’abbacinante obiettivo della telecamera. Un reality show in cui eleggere il miglior “poeta in trincea”, attraverso un impegnativo percorso di prove nel più deteriore stile televisivo. Sono queste le coordinate dell’esilarante ed eccentrico progetto teatrale portato in scena dai giovani artisti del Gruppo della Creta al Roma Fringe Festival 2016. La drammaturgia è firmata a quattro mani da Enea Chisci e Alessandro Di Murro, mentre la direzione registica è affidata a Lida Ricci; protagonisti in scena gli stessi Di Murro e Ricci, assieme ad Andrea Carriero e ad un istrionico Cristiano Demurtas, per uno dei progetti più interessanti proposti al Fringe di quest’anno, testimonianza della vigorosa ed originale linfa creativa che contraddistingue questa talentuosa compagnia.

E' andato in scena al Teatro Patologico di Roma - nell’ambito della XXV edizione del Festival del Teatro Patologico “Upside down” - lo spettacolo presentato dal Gruppo della Creta: "Cassandra" di Alessandro Di Murro e Enea Chisci, anche protagonisti assieme a Laura Pannia. Abbiamo incontrato Alessandro Di Murro, che ne ha curato anche la regia, per approfondire la genesi di questo lavoro teatrale e scoprire i numerosi progetti in cantiere per questo giovane e talentuoso artista.

Prosegue al Teatro Furio Camillo il festival Labirinto, organizzato dal giovane ed energico Gruppo della Creta, nato nel 2015 dalla sinergica unione di giovani attori diplomati presso la Nuova Accademia Internazionale di Arte Drammatica del Teatro Quirinetta di Roma. Nove spettacoli, incontri letterari e una esposizione di arti figurative per presentare al pubblico romano una compagine teatrale assolutamente interessante e fuori dagli schemi. Per addentrarci nei meandri di questo affascinante Labirinto, abbiamo incontrato due dei giovani artisti del Gruppo della Creta, Cristiano Demurtas e Bruna Sdao.

Una sfida al labirinto: è così che Italo Calvino definisce il rapporto tra il lettore e la lettura. Un viaggio, un tragitto dell’individuo all’interno della storia, abbandonando il filo di Arianna, ma lasciandosi trasportare dall’emozione e dall’energia dell’intreccio. La lettura in questo senso non rivela la chiave per oltrepassare il labirinto, ma solo l’atteggiamento con cui affrontarlo. Da questa suggestione prende vita il festival LABIRINTO, organizzato dal Gruppo della Creta presso il Teatro Furio Camillo dal 4 al 21 febbraio, in cui tutti gli spettacoli e gli appuntamenti apriranno allo spettatore una vasta scelta di percorsi, nessuno obbligato, ma tutti aperti alla scoperta di nuova drammaturgia e tematiche attuali.

Il "Gruppo della Creta" presenta "La Baruffa", tratto da "Le baruffe chiozzotte" di Carlo Goldoni, con regia di Lorenzo De Liberato. Una commedia ritmata, giovanile, comicissima. Un testo solido e dalle tematiche nitide che lascia spazio all’improvvisazione e al lazzo di commedia, stupendo e divertendo lo spettatore. La mancanza di elementi scenografici complessi e di un disegno luci, lascia spazio alla comunicazione diretta col pubblico, in perfetto stile di commedia, concentrando tutto lo spettacolo sulla potenza del testo, su una recitazione asciutta, ritmata, incisiva e quindi efficace. Il testo veneziano è stato riadattato per arrivare con facilità ad un pubblico più ampio, preservando però alcuni elementi vernacolari strumentali alla comicità Goldoniana.

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