Dall’8 al 20 gennaio, al Piccolo Teatro Studio Melato, va in scena “La signorina Else”, il capolavoro di Arthur Schnitzler, con Lucrezia Guidone e Martino D’Amico, una produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi e Associazione Teatrale Pistoiese. Un testo sublime, crudele, affresco di una società eppure indagine universale dell’epoca contemporanea. Spettacolo fatto soprattutto di regia che si adegua alla partitura: il risultato è raffinato, pulito, filologico, quasi chirurgico; con la conseguenza forse che ne risulta un po’ schiacciata l’interpretazione, poco emozionale. Giusto equilibrio nella sintesi e nel calibrare i tempi.

Dal 9 al 24 gennaio la Scatola Magica del Teatro Strehler di Milano ospita Iliade, mito e guerra, una produzione del Piccolo Teatro in collaborazione con l’Associazione Culturale Mitmacher, per la regia di Stefano Scherini. Lo spettacolo ripercorre la vicenda del poema epico forse più famoso di tutti i tempi, l’Iliade, in chiave contemporanea, fornendo allo spettatore medio - che del poema omerico ha una visione al più generalizzata, stereotipata - una visione esotica dello stesso. Non già - o non solo - la guerra che diventa matrice di tutte le guerre, l’Iliade come mito di ieri e guerra di oggi, ma la profonda umanità di tutte le persone che animano i canti. La carne e il sangue, la paura di morire, il dolore della perdita, sì, ma anche la rabbia e la violenza, che sono innegabili istinti nascosti in ognuno di noi, pronti a riaffiorare in qualsiasi momento.

Sabato, 23 Aprile 2016 13:21

Calderón - Teatro Argentina (Roma)

Un testo possente, quello in scena dal 20 aprile all’8 maggio al Teatro Argentina. Federico Tiezzi firma la regia del "Calderón", tragedia in versi scritta da Pier Paolo Pasolini nel 1967 e pubblicata nel 1973, una produzione Teatro di Roma e Fondazione Teatro della Toscana. Sandro Lombardi conferma la sua capacità di affabulazione, quasi un burattinaio che tiene insieme gli attori, la trama, l’intreccio tra sogno e realtà, simbolicamente, e non solo personaggio padre e figlio ad un tempo, oltre che narratore. Un testo densissimo, fino agli ultimi istanti, un concentrato della poetica di Pasolini e una summa del teatro che la regia esalta anche nella scelta della scena unica che racchiude idealmente temi e secoli che attraversano il dramma.

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