Il Teatro Eliseo si accinge a spegnere le sue prime cento candeline ma lo sguardo certamente non è solo rivolto ad una nostalgica rievocazione del passato: inesauribile energia creativa e linfa vitale pervadono la nuova stagione dello storico teatro di via Nazionale con una calibratissima miscela di prosa tradizionale e drammaturgia contemporanea, una grande attenzione dedicata ai migliori artisti emergenti ed uno sguardo rivolto alla cultura in tutte le sue declinazioni - scienza, letteratura, poesia, arte, musica, cinema, cucina - ed attento a tutte le generazioni. Alcuni dei protagonisti in arrivo sui palcoscenici di Eliseo e Piccolo Eliseo? Il padrone di casa Luca Barbareschi, Gabriele Lavia, Glauco Mauri e Roberto Sturno, Michele Riondino, Giorgio Tirabassi, Lello Arena, Carrozzeria Orfeo, Ficarra e Picone, Licia Maglietta, Eros Pagni e tanti altri… scopriamo i dettagli di una stagione 2018/2019 da non perdere, attraverso le parole del direttore artistico Luca Barbareschi.

Martedì, 03 Ottobre 2017 21:01

Finale di Partita - Teatro Eliseo (Roma)

Dal 26 settembre al 15 ottobre. Il Teatro Eliseo apre la sua nuova stagione con il surrealismo esistenziale di Samuel Beckett, Premio Nobel per la Letteratura del 1969. Glauco Mauri e Roberto Sturno sono diretti da Andrea Baracco in “Finale di partita”, uno dei testi più significativi dell’autore e sempre attuale, così come la caducità della condizione umana segnata dalla sofferenza e dall’assurdità dell’essere, dai limiti e dalle possibilità della libertà individuale, dalla solitudine di ciascuno di fronte al mondo. Scritto nel 1956, in Italia fu messo in scena per la prima volta solo due anni dopo, da Andrea Camilleri.

Non perde il piglio appassionato che lo caratterizza ogni volta alla presentazione degli spettacoli scelti per la nuova stagione. Che piaccia o no, che ispiri simpatia o meno, Luca Barbareschi affronta la numerosissima platea del suo teatro con aria benevola, empatica, passionale. Concentrato esclusivamente sul valore dell’arte e nella convinzione dell’importanza delle politiche culturali. Rimarrà deluso chi si aspettava la sua controffensiva alle manifestazioni di dissenso espresse da molti addetti ai lavori sul conto del noto emendamento (ormai legge) che attribuisce al Teatro Eliseo un finanziamento di 8 milioni di euro per il biennio 2017/2018.

Fino al 12 febbraio. 2500 anni sono passati da quando Sofocle compose “Edipo Re” e “Edipo a Colono” e ancora oggi il mito di Edipo, eroe tragico alla ricerca della verità ad ogni costo e in lotta contro il Fato, torna sul palco in un doppio allestimento. Andrea Baracco e Glauco Mauri dirigono due messe in scena opposte e complementari - cupa e modernizzata l'una, classica ed essenziale l'altra - per un unico lungo racconto di ombre e luci. Intensa l'interpretazione dell'ottantaseienne Glauco Mauri, riuscitissime le scenografie di Marta Crisolini Malatesta.

Mercoledì, 20 Gennaio 2016 20:41

Una pura formalità - Teatro Ghione (Roma)

Fino al 24 gennaio "Una Pura Formalità" è in scena al Teatro Ghione, uno spettacolo ricco di atmosfere sospese e suspense, impreziosito dalla classe impareggiabile dei suoi due protagonisti, Glauco Mauri e Roberto Sturno.

Si presenta ricco di eventi il cartellone della stagione 2015/2016 del Teatro Parioli Peppino De Filippo, articolato com’è fra commedie della tradizione italiana, classici internazionali, musica, danza ed operetta. Fra gli interpreti che si alterneranno sul palcoscenico di via Giosuè Borsi Lello Arena, Isa Danieli, Sebastiano Somma, Edoardo Siravo, Franco Branciaroli, Ugo Pagliai, Gianrico Tedeschi, Glauco Mauri.

In scena fino al 26 aprile al Teatro Carcano di Milano "Una pura formalità", la regia di Glauco Mauri tratta dall'omonimo film di Tornatore del 1994. Una storia che sembra mettere in scena tutti gli elementi del delitto perfetto, che inizia con una prospettiva distorta, confusionaria e finisce nella luce, con la limpidezza di chi finalmente scopre quello che ha fatto e che dovrà fare. Un energico Glauco Mauri si confronta sul palco con un altrettanto bravo Roberto Sturno.

Questo lo slogan scelto per la programmazione 2014-2015 del palcoscenico romano intitolato a Peppino De Filippo e diretto dal figlio Luigi. Oltre agli spettacoli in cartellone, tante le iniziative culturali studiate per l’occasione: concerti, proiezioni cinematografiche, lavori per bambini. Previsto anche un testo per ricordare l’allenatore della Lazio Tommaso Maestrelli, che quaranta anni fa portò il club romano alla vittoria del suo primo scudetto. Fra gli artisti presenti alla conferenza, Nello Mascia, Tato Russo ed Andrea Giordana.

In scena al Teatro Parioli Peppino De Filippo, dal 27 marzo al 13 aprile, Glauco Mauri e Roberto Sturno in Una pura formalità, versione teatrale e regia di Glauco Mauri dal film di Giuseppe Tornatore.

Dal 3 al 21 aprile. Glauco Mauri e Roberto Sturno, che da decenni operano sul corpus delle opere di Samuel Beckett, confezionano anche questa volta uno spettacolo di alta scuola che si potrebbe definire a “doppio strato”. I due grandi interpreti in Italia della tradizione beckettiana ripropongono due classici come “Atto senza parole” (Sturno) e “L’ultimo nastro di Krapp” (Mauri), oltre ad un meno noto “Improvviso dall’Ohio” scritto dal grande autore irlandese in occasione del suo 75esimo compleanno celebrato dall’università americana di Columbus.

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