Giuseppe Sciarra

Articoli di Giuseppe Sciarra

Roma, 2089. Un anziano rimpiange i vecchi tempi, quando bastava poco per divertirsi: "ce davi uno smartphone, un social network... Oggi questi che c'hanno?". Suo nipote Robertino, infatti, è il tipico adolescente del 2089 ossessionato dalla telepatia, che si teletrasporta anche a tavola. Quando gli chiede un consiglio su come sedurre una penta-sessuale, il nonno non lascia speranze: "I giovani d'oggi c'hanno avuto troppo, per questo so' così strani". Claudio Morici porta in scena "L'ultima volta che mi sono suicidato" al Teatro dell'Orologio, nell'ambito della rassegna Inventaria 2016.

Il 4 e 5 febbraio al Nuovo Cinema Palazzo è andato in scena "Mind the Gap - Waiting for an Happy End" con Diletta Acquaviva, Carolina Cametti, Gianluca Enria, Claudio Losavio, Riccardo Pumpo ed Emanuela Valiante, scritto e diretto da Paola Tarantino. Sei personaggi e una panca. Sei individui al crocevia di una strada da cui non si può più tornare indietro: bisogna solo andare. Si avvicinano l’un l’altro, si scoprono simili, ma ciò non basterà ad evitare il conflitto poiché ciascuno di loro si nutre di un'inappagabile esuberanza che deve compiersi, deve esplodere, deve manifestarsi. La loro vita è su una corda che prima o poi si spezzerà e ci racconterà la loro storia comune: la corsa verso il suicidio.

Domenica, 14 Febbraio 2016 15:23

Fosse - Doppio Teatro (Roma)

Un uomo, una donna, una panchina, due bicchieri... L'uomo e la donna si amano, si sono sempre amati e, forse, si ameranno per sempre... Si incontrano per caso in un cimitero ed in questo luogo di profonda oscurità si rivelano il loro grande bisogno l'uno dell'altra. L'abitudine, le promesse di giovani innamorati, la casa e tutto quello che comporta una convivenza metteranno a dura prova questo legame. Enrico Maria Carraro Moda porta in scena il suo nuovo lavoro "Fosse" al Doppio Teatro di Roma.

Con la sola forza del suo canto, Orfeo prova a strappare la sposa Euridice dal regno dei morti. La forza e la poesia del mito si intrecciano in questo lavoro con due temi controversi: l'accanimento terapeutico e l'eutanasia. Senza offrire risposte, lo spettacolo interroga lo spettatore sulla forza e la grandezza dell’amore. Per la prima volta a Roma è andato in scena al Teatro dell’Orologio "Orfeo ed Euridice", scritto e diretto da Cèsar Brie e interpretato da Giacomo Ferraù e Giulia Viana.

Teatrodilina e Progetto Goldstein presentano in prima nazionale al Teatro dell'Orologio "Gli uccelli migratori", scritto e diretto da Francesco Lagi, con Anna Bellato, Francesco Colella, Leonardo Maddalena e Mariano Pirrello. “Ci ho provato per anni. All’inizio nulla. Io parlavo e non mi rispondevano come se nemmeno mi sentissero. Poi una volta mi sono trovato da solo con una beccaccia. E mi ha sentito, sono riuscito a parlarci. Io parlavo e lei mi rispondeva. Lei parlava e io le rispondevo. E questa beccaccia mi ha raccontato della sua infanzia. Della prima volta che ha volato, della paura che ha avuto. Sai la paura che hanno la prima volta che volano, gli uccelli? Si buttano nel vuoto. Non sanno che le ali li possono tenere su. Non sanno nulla delle ossa cave, dell’aerodinamicità, del movimento ascensionale delle ali, nulla. Cadono. E poi, all’improvviso, rimangono su. È una cosa molto impressionante”.

E' andato in scena al Teatro dell’Orologio, in prima nazionale, lo spettacolo "Viaggio verso Itaca", un progetto di Selene Gandini. In scena Caterina Gramaglia, Carlotta Piraino, Alessandra Salamida e Claudia Salvatore, con la regia della stessa Gandini. Ulisse raccontato dalle parole di chi lo ha amato, odiato, atteso e ritrovato. Le donne che l’eroe della guerra di Troia incontra durante il suo lungo cammino si ritrovano su una spiaggia richiamate da un sogno. Protagoniste di un amore passionale, difficile, corrisposto, rifiutato, insieme realizzano un altro viaggio creando una tela rossa, i cui fili vengono intrecciati attraverso un linguaggio creato da parole, suoni, canti e danza.

Su una spiaggia, un giorno di vacanza per i signori Lagonìa, una coppia di anziani. Parlano, ma la loro è una comunicazione fatta di intimità silenziosa e di risate improvvise, furie e riconciliazioni, pianti e mazzate sulle ginocchia. In questa giornata c’è il tempo per una maledizione e una nuotatina a largo, per il ricordo di una bimba e per quello di una dieta finita già di lunedì, c’è un gabbiano che muore d’infarto e una nuvola a forma di coniglio, c’è una canzone di Gianni Morandi e la fine del mondo, c’è una barca che li può portare via. Il solo racconto che i signori Lagonìa ci offrono è quello del loro amore spietato e dolce, a tratti dispotico o molesto, l’epica di un matrimonio durato quarant’anni e questo giorno qua, che non è un giorno qualsiasi della loro vita.

Martedì, 27 Ottobre 2015 20:07

Antropolaroid - Teatro dell'Orologio (Roma)

"Antropolaroid" è la fotografia di una famiglia siciliana, una polaroid umana che si snoda attraverso la voce e il corpo di Tindaro Granata. Le storie tramandate inconsapevolmente dai nonni di Tindaro, diventano lo spunto originalissimo e poetico per un racconto popolare in cui la famiglia, insieme alla storia di un paese, sono i protagonisti. Personaggi e voci prendono vita esclusivamente con l’aiuto del corpo dell’interprete, solo ad abitare la scena vuota. L’attore-autore si distacca dal modello originario di tradizione orale del “cunto” senza però prescinderne, dando vita ad una lingua sconosciuta, un dialetto siciliano ricco di detti familiari, voci antiche, memorie sonore della sua terra d’origine.

Dal 2 al 9 ottobre è in scena al Teatro Studio “Eleonora Duse" lo spettacolo "Purgatorio", di Ariel Dorfman, saggio di diploma dell’allievo regista Samuel Potettu. "Una stanza bianca. Potrebbe essere un carcere, un manicomio, un luogo di tortura, o il Purgatorio… Due personaggi: un uomo e una donna. Un dialogo serrato. Domande e risposte, quasi un interrogatorio. Ma chi è la vittima? E chi il carnefice? Ariel Dorfman riprende gli ingredienti della tragedia classica e scrive una nuova opera teatrale sulla violenza e la crudeltà; forte e intensa come La morte e la fanciulla, da cui Polanski trasse l´omonimo film di successo" (dall'Edizione Einaudi).

Dal 1 al 18 ottobre. L' azzeccatissimo connubio dell’inedita coppia formata da Piera Degli Esposti e Pino Strabioli è nato dopo la fortunata trasmissione di Rai Tre Colpo di scena e dopo una sorprendente serata della rassegna teatrale estiva I Solisti del Teatro. "Wikipiera" è stato l’inevitabile seguito di queste due occasioni. "Wikipiera" è il gioco fra i due che tende a mettere in evidenza il singolare percorso che Piera ha compiuto per diventare attrice e così troveremo, oltre ai curiosi episodi che attraversano la sua brillante carriera, anche brani tratti da Joyce, Campanile e Beckett.

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