Con uno slogan che vuole essere garanzia di affidabilità per la qualità dei lavori proposti, il direttore artistico del Teatro Sistina, Massimo Romeo Piparo, fa un bilancio dell’opera di rilancio avviata tre anni fa, dichiarandosi indubbiamente soddisfatto. Alla conferenza stampa del 28 maggio erano presenti alcuni dei protagonisti della nuova stagione come Enrico Montesano, Serena Autieri, Alessandro Siani, Sabrina Ferilli, Marco Morandi.

Quando sulla scena entra in modo prepotente la poesia, il risultato è sempre quello: empatia, commozione, una timida felicità. E’ questo che Beppe Fiorello sta regalando dal vivo nei teatri di mezza Italia, dopo che la fiction televisiva dedicata a Domenico Modugno gli ha offerto un successo nazionale sbalordendo tutti gli increduli di scoprire un magnifico cantante nell’attore, bravo, ma che certo non aveva mai usato la sua voce con le tante fioriture sonore di un innovatore musicale come il Mimmo Modugno tanto amato dagli italiani pure all’estero. Comunque Giuseppe Fiorello compie l’impresa e ringrazia al termine dello show il suo regista e amico Giampiero Solari che lo ha invitato e spronato a mettersi in gioco a teatro, permettendogli di dimostrarsi in possesso di caratteristiche decisamente speciali e potenti. Non di questo si vanta Beppe, però, bensì del fatto che in questo modo ha potuto parlare di suo padre e della sua infanzia felice. A Milano è al Teatro Manzoni dal 13 al 30 novembre con le musiche eseguite dal vivo da due chitarristi straordinari, Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma.

Il pubblico del Teatro Manzoni di Milano troverà per la nuova stagione un cartellone ancora più ricco, pronto a soddisfare le esigenze più variegate. Una stagione con tante stagioni o meglio con più programmi.

Dal 30 gennaio al 16 febbraio. Beppe Fiorello è ancora una volta nei panni di Domenico Modugno: dopo averli portati, con successo, nella fiction televisiva prodotta dalla Rai “Volare”, l’attore torna ad indossarli sul palcoscenico teatrale. La storia è la stessa, ma il punto di vista questa volta è completamente cambiato: l’occhio di bue non sarà più centrato sulla vita privata del cantante pugliese, bensì sul percorso canoro che lo ha reso celebre, indissolubilmente intrecciato con l’intera storia familiare di un Giuseppe Fiorello in erba.

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