Mercoledì, 20 Novembre 2019 16:09

Amadeus - Teatro Quirino (Roma)

Torna sulle scene, a quarant'anni dalla sua prima rappresentazione, ma in anteprima mondiale in questa messa in scena, l'opera teatrale "Amadeus", fino al primo dicembre sul palco del Teatro Quirino.

L'attore campano Giuseppe Bisogno, ingegno creativo in continua evoluzione e sperimentazione, torna a raccontarsi sulle pagine di SaltinAria, svelandoci il dietro le quinte del suo ultimo progetto artistico, che l'ha visto collaborare, in qualità di interprete ed aiuto regista, con il grande regista cinematografico e teatrale Andrej Končalovskij per una "Bisbetica domata" decisamente originale che ha recentemente riscosso un calorosissimo consenso di pubblico e critica sul prestigioso palcoscenico romano del Teatro Argentina.

Lunedì, 24 Febbraio 2014 21:41

La bisbetica domata - Teatro Argentina (Roma)

Dall' 11 febbraio al 2 marzo. Regia e scenografia impeccabili, raffinate, nella miglior tradizione della rivista italiana d’epoca e del teatro di intrattenimento appena patinato. Teatro corale. Trasportare la vicenda nell’Italia del Ventennio del Novecento, rende l'intreccio narrativo concreto, lo eleva - anziché snaturarlo - e lo rende appetibile. Interessante e originale la scenografia, citazione culturale, ricostruzione storica e un pizzico di ironia. E’ evidente l’esperienza cinematografica e anche la conoscenza della storia culturale e dello spettacolo italiano. Lavoro ben interpretato dove la compagnia si muove come un unicum, un‘orchestra che mette sullo stesso piano le comparse rispetto ai protagonisti, prova di un lavoro curato e armonico. Mai c’è posa in un angolo del palcoscenico. Teatro classico, con un tono da intrattenimento forse senza guizzi di emozione ma, conoscendo il balletto russo, è nel pathos dell’insieme che si coglie l’emozione, mai nel singolo passaggio o nell’interpretazione individuale. Costumi curati e non leziosi. Forse qualche sintesi potrebbe essere necessaria nella seconda parte, anche se il pubblico gode di un certo approfondimento.

Giuseppe Bisogno

La vita di un attore corre su migliaia di chilometri e racconta nello spazio di pochi minuti, al massimo qualche ora, il lavoro del cantiere di una comunità che per un tratto di strada vive quasi come una famiglia. Intimità, per necessità e per virtù, sembra la parola chiave e un gioco di sguardi incrociati tra attori della stessa compagnia, e tra attori e registi che talora sono attori a loro volta, magari nello stesso spettacolo. Giuseppe Bisogno non ha dubbi: coinvolgersi e mettersi in gioco è l’unica strada percorribile. Il rischio della ripetizione come una routine? La musicalità lo reinventa ogni volta.

Sabato, 20 Ottobre 2012 19:42

Re Lear - Teatro Quirino (Roma)

Re Lear

La stagione del Teatro Quirino di Roma si apre con un capolavoro della drammaturgia shakespeariana, il “Re Lear” nella versione diretta da Michele Placido e Francesco Manetti, presentato la scorsa estate in quattro memorabili serate al Teatro Romano di Verona. Fino al 28 ottobre calcherà il palco del Quirino dove alla prima, andata in scena il 16 ottobre, il pubblico ha assistito numeroso. Volti noti in sala: il direttore artistico del teatro Geppy Gleijeses con Mariano Rigillo, Ugo Pagliai e Paola Gassman, Fausto Bertinotti, Paola Pitagora, Maria Rosaria Omaggio, Enrico Brignano e molti altri si sono uniti in un tributo generoso all’estro creativo di Michele Placido, per la prima volta regista di un’opera del celeberrimo drammaturgo inglese.

Il gufo e la gattina

Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Trastevere dal 20 al 23 settembre, dal 27 al 30 settembre e dal 4 al 7 ottobre. Debutto riuscito alla prima prova registica per Giuseppe Bisogno, che sceglie una commedia brillante, con una sua storiografia consolidata, assente però da qualche anno dai palcoscenici. Buono il lavoro sugli attori che superano la prova di un dialogo serrato. In scena un crescendo a partire dall’inizio, appena un po’ gridato, quindi l’accento sul testo. In evidenza la limatura di adattamento, frutto di sintesi a vantaggio dell’incisività e dell’ironia che rivela una vena ritmica del regista. Divertente e gradevole la scelta del gioco di luci e ombre.

"Il Gufo e la Gattina"
di Bill Manhoff
con Luca Lampronti, Gabriella Petti, Doriano Rautnik
regia di Giuseppe Bisogno
assistenti alla regia sono Annabella Calabrese e Veronica Loforese
scene di Luigi Petti
consulenza musicale di Maurizio Surico
audio e luci di Pietro Frascaro

Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Trastevere (via Jacopa de' Settesoli) dal 20 al 23 settembre, dal 27 al 30 settembre e dal 4 al 7 ottobre.
Giuseppe Bisogno, alla sua prima prova di regia mette in scena un testo giocato, in modo singolare, sulla coppia. Lui, lei... Felix, Doris. Due personaggi come tanti nella storia della drammaturgia. Felix è uno scrittore fallito con montagne di componimenti spediti agli editori e regolarmente respinti. Così si mantiene facendo il commesso in un negozio di libri e passa la sua vita tra il lavoro e il proprio appartamento nel quale (grazie ad un cannocchiale), si dedica alla osservazione voyeristica dei comportamenti umani, giustificando la propria curiosità come un’attività professionale: “uno scrittore è un osservatore!”...
Lei, Doris, attricetta-squillo con scarsa cultura e nessuna possibilità artistica. Probabilmente, anche grazie alle sue attività para-artistiche, ha girato due spot pubblicitari di poco conto, ma di cui va fiera.
Lui, lei... Diversi, per certi versi all’opposto, che per volontà del destino - incarnato, in questo caso, nella penna di Bill Manhoff che agisce al di sopra delle loro teste - improvvisamente si trovano uno di fronte all’altra....
Questo il primo incontro come lo avrebbe descritto lui: Notte dormo come d’abitudine - dormo
e nel buio un rumore - nel buio sento un rumore e chi è? Chiedo - chi è? ripeto... lentamente apro la porta ed è LEI
.
 
Questo il primo incontro come lo avrebbe descritto lei: Quel figlio di puttana viscido schifoso verme bastardo finocchio... mi ha spiata, mi ha vista con un paio di gentiluomini e chissà cos’ha creduto!... Io sono una modella, vacca porca!... e un’attrice!... ho fatto anche due pubblicità in televisione!... ma quella carogna pidocchio bastardo chissà cos’ha creduto e lo ha detto a Gould, il padrone di casa... che mi ha cacciata!... vacca porca mi ha cacciata di casa alle due del mattino... ma ora che vedo quel lurido pidocchio rognoso gliene dico quattro!... DEPRAVERTITO!

Lui, lei... Si incontrano e, naturalmente, si scontrano.
In breve i fatti: Doris viene cacciata dal suo appartamento alle due del mattino, a seguito della denuncia fatta al padrone di casa da parte di Felix che, nelle sue osservazioni notturne al cannocchiale, l’ha vista ricevere uomini in casa sua per prestazioni para-artistiche. Furiosa si presenta alla porta del suo delatore per vomitargli addosso tutta la rabbia che ha in corpo, e non sapendo dove passare la notte, decide di fermarsi nell’appartamento dell’uomo nonostante le sue resistenze. Invade la silenziosa, pulita, rigorosa e monacale casa di Felix con tutti i suoi elettrodomestici rumorosi (un televisore e una radio) che accende perché senza il conforto del loro rumore non riesce a dormire; causa rottura dei suddetti elettrodomestici, Doris chiede a Felix di leggerle qualcosa per farla addormentare.
Ne nasce una conversazione strampalata tra un uomo (il cui unico desiderio è andare a dormire) e una donna (che proprio non riesce a dormire). Una parola tira l’altra, e i due si studiano, si attraggono e finiscono a letto.
Di qui in poi un tira e molla amoroso, che vede Doris fermamente convinta che lui sia l’uomo della sua vita, e Felix fermamente convinto che non sia possibile che proprio lei sia la donna della sua vita.
“Un fmènage comico, a tratti surreale ed esilarante, che si risolverà nelle ultimissime battute del testo... che naturalmente non sveliamo per non rovinarvi la sorpresa..., racconta il regista che aggiunge: “Il gufo e la gattina” è una straordinaria macchina per attori. Una straordinaria macchina comica, intendo. Una commedia di fresca e travolgente simpatia, ma anche di spietata sincerità, che non sfigura al confronto di altri grandi successi del cinema e del teatro di struttura drammaturgica simile (Pigmalione, My Fair Lady o Colazione da Tiffany, tanto per citarne alcuni): c’è un “Gufo”,  apparentemente insensibile al fascino femminile, e una “Gattina” rozza e svampita, ma portatrice di un travolgente e fresca carica vitale”.
Nello spettacolo di Bisogno la Gattina Doris è una donna naturalmente problematica, insicura e ansiosa, ma piena di una vèrve contagiosa e simpatica che solo le persone semplici sanno avere; mentre il Gufo Felix è arroccato sulla sua presunta superiorità intellettuale che lo spinge a vedere la vita da lontano, attraverso il suo cannocchiale (e in un’epoca dominata da relazioni virtuali, nelle quali ci “rappresentiamo” a distanza e a causa delle quali sempre più raramente ci  incontriamo come esseri umani,  a me pare che ci riguardi molto da vicino).
L’irruzione di Doris nella sua vita spingerà Felix (suo malgrado) a mettere in discussione tutte le sue false convinzioni, costringendolo a fare i conti con sé stesso.
Ambientata negli Anni ’70 del Novecento, questa commedia tratta temi importanti come sesso, incomunicabilità, solitudine e frustrazione, passando però sopra a tutto una mano di vernice così brillante che riesce a farci ridere e divertire anche mentre riflettiamo.
Doris e Felix sono due personaggi scontrosi e teneri al tempo stesso, con sogni sproporzionati rispetto alle proprie capacità; protagonisti di una favola moderna tra grottesco e paradosso.
“Metterli in scena, mettere in scena le loro “vite” (perché di vite vere si tratta) – spiega il regista - è stata per me un’esperienza fantastica. Io e i miei compagni di viaggio abbiamo riso e abbiamo finito per raccontarci le nostre esperienze sentimentali, perché ci siamo riconosciuti nei personaggi... perché, per quanto assurdo possa sembrare, le dinamiche dei rapporti d’amore sono sempre e da sempre le stesse... e quando il Teatro ci offre la possibilità di vederle da lontano, pur riconoscendoci in esse, non possiamo far altro che ridere di noi stessi...”.
‘E una risata liberatoria, che ci permette di non prenderci troppo sul serio.
Il regista sarà presente alla prima e durante l'ultima settimana di repliche, quando terrà (sempre al Teatro Trastevere) un seminario sull'endecasillabo dantesco e sulla prima Cantica della “Divina Commedia” (dall' 1 al 6 ottobre, dalle ore 15 alle 20). Si tratta di un’iniziativa originale considerando che nella patria del grande poeta fiorentina, solo Giuseppe Bisogno e  Paola Bigatto, docente alla scuola del Piccolo Teatro di Milano, hanno scelto di affrontarne lo studio partendo dalla struttura metrica per arrivare all'interpretazione.

Giuseppe Bisogno Abruzzese, classe 1967, Attore diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" di Roma nel 1990, ha interpretato, tra l’altro,  il deuteragonista di “Cosmetica del nemico” di Amélie Nothomb, per la regia di Martino D'Amico, andato in scena nel 2011 a Roma, al Nuovo teatro Colosseo e alla Cometa Off; interprete di “The Coast of Utopia” di Tom Stoppard, con la regia di Marco Tullio Giordana che ha debuttato al Teatro Carignano di Torino la scorsa primavera e poi in scena al Teatro Argentina di Roma. E’ nel cast di “Re Lear” di Michele Placido prossimamente sulle scene del Teatro Quirino di Roma. Affianca un’attività di docenza e ora anche di regia.

Giuseppe Bisogno

Il teatro è l’origine, l’archetipo, l’approdo dello spettacolo, e per questo può vivere anche fuori dalla scena, in un’aula di scuola, sul piccolo o sul grande schermo. Basta che sia per passione e con il senso dell’arte autentica, troppo grande per essere nelle mani di un divo qualunque, dato in pasto al mercato. La sua forza è in ognuno quando si sta tutti insieme.

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