Giuseppe Bianco

Articoli di Giuseppe Bianco

 

[al volo] Al loro secondo album gli L'inferno di Orfeo sostanzialmente ripetono l'ottimo esordio di “Canzoni della voliera”, uscito un paio di anni fa. “L’idiota” è un pò retrò, un pizzico progressive, tanta ironia e, in una sola parola: Rock italico al 100%. Due brani da ascoltare sicuramente, “La manovra” e “La guerra è qui”, entrambi sintetizzano tutte le qualità della Band. Niente di nuovo sotto questo cielo ma di certo niente di così terribilmente scontato… manca il salto di qualità, che certamente arriverà: aspettiamo fiduciosi!

[al volo] Il primo nome che mi viene in mente ascoltando i Misachenevica è Afterhours, il secondo, manco a dirlo è Marlene Kuntz. Ecco, questo non è certo uno scandalo, anzi... Ma comunque tutte le considerazioni possono in qualche modo essere condizionate da questa variabile pendenza o dipendenza nei confronti dei nomi citati. "Come pecore in mezzo ai lupi" rimane un ottimo lavoro di Pop Rock Nazionale con lo sguardo rivolto all’Inghilterra; basta ascoltare “Il nostro paese diviso in due” per capire che questi ragazzi hanno le carte in regola per cercare una strada personale che li conduca al disco perfetto… in attesa godetevi quest’anteprima.

Oggi andate lenti, mettevi sulla strada sbagliata e ascoltate solo Cave Man, sarete fulminati dalla tempesta… è sarà un dolce viaggio!

“Suono fantasma” t’aiuta quando sei solo, è il mezzo per non distrarti, è il calore di una tempesta, è il disco che ti accompagna nel sogno!

[al volo] Potenza espressiva inaudita, questo è quanto posso dire per semplificare i motivi del mio amore per l’ascesa dei Twoas4. Da qualche parte in “Audrey in pain english” troviamo reminiscenze Edgeiane, colori utopici dei migliori Giardini di Mirò, e poi tutta la New Wave, ma proprio tutta, dai Joy Division agli Interpol.

[al volo] Una sintesi fra le parti più sperimentali dei Calibro35 e le scorrerie No-Wave degli Uzeda. Gli argini della memoria delineano contorni serrati di antologie Kraut memorabili, affreschi che parlano di Jazz nascondendo senza nasconderla la vera attitudine Punk. Gli Upon camminano all’ombra, con passo lento, ma di certo andranno lontani!

Mercoledì, 26 Febbraio 2014 17:57

FAUSTO BALBO - Login (Snowdonia/AFE Records, 2012)

Dalle ceneri della tradizione avanguardistica, dalla seducente freddezza dell’elettronica analogica, Fausto Balbo, con “Login”, si dipana sulle alture dei bit che scorrono lasciando una piacevole scia di morbida illusione.

Lunedì, 24 Febbraio 2014 18:13

FLEBOLOGIC - Shipwreck (Autoproduzione, 2012)

Ottimo esordio e buone prospettive per i Flebologic: quando la musica è fatta con il cuore!

Caldi, suadenti, a volte mistici, gli Shoe’s Killin’ Worm si concedono al Pop, e lo fanno in un momento della loro carriera fondamentale: quando è giunta la maturità stilistica.

Antonio Pignatiello è un clandestino di amori lacerati, affranti, mai ritrovati. Antonio sa nascondere l’amarezza della vita con la passione per le parole in musica; “Ricomincio da qui” è il suo disco d’esordio: si auspica che sia, appunto, solo un nuovo inizio!

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