Un noir italiano, più che un giallo. Un bel ritmo che solleva la polvere sotto il tappeto, rovescia la tesi nel suo “esatto contrario”, con uno stile incisivo, senza scivolare nel colpo di scena plateale, nell’effetto pulp o nella morbosità. Una cronaca ordinaria, domestica e per questo più sconcertante, che ci aspetteremo di leggere sui nostri quotidiani o di ascoltare ai tg. Un libro che è già una sceneggiatura: in attesa sul piccolo schermo? La non banalità di un buon libro da intrattenimento è nella prospettiva dell’autore che rende l’incontro di un giornalista con un fatto di cronaca nera che in qualche modo ha fatto parte della sua vita, un’occasione per riflettere su se stesso e uno spunto per un cammino interiore.

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