Fino al 12 febbraio. 2500 anni sono passati da quando Sofocle compose “Edipo Re” e “Edipo a Colono” e ancora oggi il mito di Edipo, eroe tragico alla ricerca della verità ad ogni costo e in lotta contro il Fato, torna sul palco in un doppio allestimento. Andrea Baracco e Glauco Mauri dirigono due messe in scena opposte e complementari - cupa e modernizzata l'una, classica ed essenziale l'altra - per un unico lungo racconto di ombre e luci. Intensa l'interpretazione dell'ottantaseienne Glauco Mauri, riuscitissime le scenografie di Marta Crisolini Malatesta.

Appuntamento ormai irrinunciabile quello con "TREND nuove frontiere della scena britannica", la rassegna curata da Rodolfo di Giammarco che ormai da quindici anni accompagna l'autunno romano con il meglio della drammaturgia contemporanea d'oltremanica. Quindici titoli, due mesi consecutivi di programmazione per sperimentare fino in fondo le parole, i silenzi, i contatti umani, per raggiungere un senso o un inquietante vuoto di senso.

Teatro Ringhiera, da giovedì 14 a domenica 17 aprile: ecco le coordinate del Queer Festival, con la direzione artistica di Serena Sinigaglia e la collaborazione e il supporto di Collettivo Ambrosia, Festival Mix Milano ed Arcigay Milano. Quattro giorni intensi di spettacoli, incontri, cortometraggi, laboratori intorno al tema queer, dj set e aperitivi, momenti di riflessione e qualche altro “momento di puro godimento”. Scopriamo assieme il programma.

Dall'8 al 20 marzo. Le note di Nicola Piovani costituiscono il tessuto connettivo della commedia scespiriana messa in scena da Carlo Cecchi con essenziale classicità. Una compagnia giovane di cui Cecchi si mette a capo nelle vesti esilaranti di Malvolio, su di un palcoscenico popolato da intrighi amorosi aperti a letture ambigue e più che mai attuali.

IL TEATRO FA GRANDE! spettacoli e progetti per spettatori da 0 a 99 anni è il segmento di Stagione che il Teatro di Roma dedica al pubblico dei bambini, dei ragazzi, delle famiglie e delle scuole. Un programma di attività, eventi e spettacoli che dal 21 novembre al 5 giugno animerà gli spazi dell’Argentina e dell’India con 4 nuove produzioni, 6 ospitalità, 119 recite e inoltre laboratori gratuiti per insegnanti e studenti. Il progetto si presenta come un momento di conoscenza, crescita e divertimento per vivere il teatro come “atelier” dove formare le prossime generazioni di spettatori; ma anche luogo dove orientare e sperimentare nuove modalità di interazione e di condivisione familiare e scolastica.

A seguito del successo riscosso nei maggiori teatri d’Italia, Carlo Cecchi approda al Teatro Carignano di Torino con “La dodicesima notte’’ di William Shakespeare, opera sulla quale il regista aveva già avuto occasione di riflettere nell’anno 1992. Lo spettacolo, che si avvale della brillante traduzione di Patrizia Cavalli, viene riproposto in un formato fresco e godibile grazie sopratutto a un cast di giovani attori che insieme concorrono a realizzare una piacevole commedia corale fondata sul gioco degli scambi e sull’equivoco. Una scenografia astratta composta da un minimale fondale nero viene animata dall’utilizzo di abiti colorati e dalla presenza di musicisti che concretizzano una commedia volutamente molto dinamica e leggera, che rifugge dalla pretesa di essere realistica o illustrativa. La follia che percorre l'intero spettacolo trova il suo capro espiatorio nel più pazzo dei personaggi, il maggiordomo Malvolio, interpretato dal bravissimo capocomico Carlo Cecchi, che porta in scena un personaggio eternamente in bilico tra il comico e il drammatico. L’immancabile lieto fine vedrà l’inganno vinto dalla forza dell’amore.

Emma Dante apre, con il primo appuntamento del cartellone, FestiVAL / Festival Internazione di Villa Adriana – Lazio, lavando con la pioggia il sangue di Medea, colpevole per troppo amare.

L'universo drammaturgico viscerale di Emma Dante incontra la potenza evocativa della tragedia classica euripidea dando vita ad un atto unico in cui inquietanti fantasmi del subconscio infestano l'agorà del mito assurgendo a simboli delle nostre più recondite fragilità. A un decennio esatto dal primo incontro con lo spirito incoercibile di Medea, barbara, fattucchiera implacabile e sensuale ammaliatrice, precipitata in un abisso senza ritorno dopo il glaciale abbandono del suo insensibile Giasone, la regista palermitana ne declina le drammatiche vicende con un linguaggio stavolta assolutamente personale, esaltato dall'accompagnamento musicale etnico, impregnato di sangue, terra e sicilianità dei fratelli Mancuso e dalla pregiata alchimia interpretativa che scaturisce dall'incontro, che sia tenero abbraccio o ferina aggressione, tra gli attori della compagnia Sud Costa Occidentale.

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