Un teatro storico della Capitale rilancia una stagione con una proposta articolata e varia, dalla commedia alla magia, dalle incursioni culturali in teatro, a formule di teatro-studio di omaggio a grandi personaggi, con una forte presenza della musica dal vivo, fino ad un format di teatro immersivo, perché tutto quello che è racconto al pubblico da un palco è teatro. In fondo con “Rumori fuori scena” c’è posto anche per un classico, senza che la prosa classica sia citata. Il direttore artistico, Viviana Toniolo, passa in rassegna la sua proposta per la nuova stagione da uno dei palchi storici di Roma che non è mai stato solo teatro ma impegno per il pubblico in senso ampio, anche politico. Il cartellone racconta bene la metafora di un teatro inteso non solo come spettacoli in senso classico: prosa comica e tragica, ma ben altro. Esordisce affermando che il teatro non chiude - precisazione d’obbligo viste le tante recenti polemiche e troppe voci di corridoio, non è venduto ma resta in vendita.

Una donna anziana, sola. Un leggio, un tavolino e un muro imponente. Al Teatro Elfo Puccini con “Muri - prima e dopo Basaglia” torna a calcare il palco una straordinaria Giulia Lazzarini nei panni di Mariuccia, un’infermiera della Trieste basagliana. Uno spettacolo emozionante, firmato da Renato Sarti, che racconta cos’era un manicomio prima della legge 180: non un luogo ma uno schema d’abbandono, una violenza perpetuata. È con l'arrivo di Basaglia che ogni cosa cambia: “Io non so esattamente cosa sia questa follia, io so solo che legare qualcuno che sta male non è terapeutico”. In scena tutta una vita intera a dimostrazione che i muri crollano, sì, ma solo se si è abbastanza coraggiosi da abbatterli.

"Bellezza è verità, verità bellezza, questo solo sulla Terra sapete, ed è quanto basta”. Cita John Keats il direttore del Teatro di Roma Antonio Calbi, pronto ad introdurre le novità della stagione 2016-2017. “Un verso che mi pare si adatti bene al Teatro, che è il luogo della verità e insieme della bellezza, dell’invenzione, della poesia”. Si rivolge subito alle istituzioni presenti sul palco, esortando il Sindaco Virginia Raggi e l’Assessore alla Cultura della Regione Lidia Ravera a marcare l’attenzione in una visione pubblica del Teatro di Roma, una realtà artistica che intende proseguire il suo percorso di rinascita culturale di Roma.

Dalla biografia di Rita Levi Montalcini e da alcune sue lettere indirizzate alla madre ed all'amata sorella gemella Paola, nasce il testo teatrale scritto in prima persona da Valeria Patera e Andrea Grignolio che restituisce l'immagine di una donna sicura, animata dalla passione per la ricerca e la conoscenza, che conserva però ironia e allegria. Sul palco del Piccolo Teatro Grassi di Milano, dal 20 al 24 aprile, Giulia Lazzarini è Rita Levi Montalcini in un recital narrativo che ripropone, oltre alle tappe della sua vita, anche intimi pensieri.

Una stagione, quella del Teatro Elfo Puccini di Milano, di ben 48 titoli (e ne manca ancora qualcuno!) che vuole suscitare sorpresa ed emozione, scoperte e riscoperte, stimolare il dialogo e il fluire delle emozioni tra scena e platea, come avviene negli incontri più veri che fanno esplodere idee e creatività, mischiando le carte tra artisti amati o conosciuti e nuovi talenti. Come avviene, sempre, nelle produzioni del Teatro dell'Elfo che si fondano sul lavoro intergenerazionale e che valorizzano tanto il gruppo che le individualità dei protagonisti e dei più giovani.

Remake

Dal 5 al 14 ottobre. Il Piccolo Teatro Grassi, quello di via Rovello, fa sempre un effetto speciale perché qui è passato tutto il miglior teatro in mezzo secolo di storia milanese. Così, quando calano le luci e il sipario si apre tra lampi e tuoni, folgori e saette, quasi tutti sono pronti a farsi incantare da una promessa segreta, quella del livello qualitativo massimo. C’è sul palco solo una giovinetta, interpretata da Maria Alberta Navello: dorme avvolta in teloni bianchi, si sveglia e cerca di mettere in funzione un apparecchio per proiettare su quei teli, ora sollevati, scene in bianco e nero di un vecchio, lontano spettacolo: “La Tempesta” di Shakespeare diretta da Giorgio Strehler e interpretata da Tino Carraro e la grande compagnia del Piccolo del 1978, che debuttò all’epoca al Lirico di Milano. Ma il video si inceppa e lo spiritello del vento, Ariel, resta sospeso nel nulla. A nulla serve innervorsirsi, il telecomando non funziona più.

TOP