Lunedì, 18 Dicembre 2017 20:09

Saved - Teatro Vascello (Roma)

“Saved” del 1965 è una delle prime opere del drammaturgo inglese Edward Bond ma già reca ben riconoscibili i segni distintivi del suo universo teatrale altamente controverso, denso di cieca violenza e di una radicale condanna senza redenzione della società britannica. La pièce suscitò sin dal debutto un intenso clamore ed il dibattito innescato contribuì in maniera determinante all’abolizione della ferrea censura operata dal Lord Chamberlain. A cinquant’anni di distanza, nulla si è offuscato della sua carica dirompente, che la regia di Gianluca Merolli esalta con vigore e personalità, ben sostenuta da un ensemble di interpreti di brillante caratura all’interno del quale spiccano la sensibilità dello stesso Merolli nel plasmare a tutto tondo il personaggio del generoso e solido Len, la prova muscolare del ruvido Marco Rossetti, la livida disperazione iniettata da Manuela Kustermann nel ruolo di una madre giunta al capolinea della disperazione, e soprattutto la viscerale, potentissima Lucia Lavia magistralmente nei panni della protagonista Pam. Il risultato? Un lavoro teatrale di sorprendente maturità che attanaglia lo spettatore, scorticandone la coscienza ed emozionandolo in profondità.

L’Ecole des Maîtres è un progetto di formazione teatrale avanzata, creato da Franco Quadri nel 1990 e che giunge quest’anno alla ventiquattresima edizione. Obiettivo formativo dell’Ecole des Maîtres è innescare una relazione fra giovani attori, formatisi nelle accademie d’arte drammatica e nelle scuole di teatro d’Europa già attivi come professionisti, e rinomati registi della scena internazionale, per dare vita a un’esperienza di lavoro fortemente finalizzata al confronto e allo scambio di competenze sui metodi e le pratiche di messinscena, partendo da testi, lingue e linguaggi artistici differenti, nel corso di atelier a carattere itinerante. Alla guida dell’Ecole des Maîtres 2015 il regista croato Ivica Buljan, personalità teatrale che si rispecchia in diverse culture europee, dalla mediterranea alla mitteleuropea, dalla cultura francese che ha scelto per la sua formazione, alla cultura tedesca.

Al Teatro Franco Parenti il cartellone rischia di diventare un tale accumulo di proposte da rendere quasi impossibile scegliere, meno che mai assistere a tutto, spesso neppure a tante cose che sarebbe bello vedere ma, si sa, il dono dell’ubiquità non è umano. Così gli spettacoli che premono l’uno sull’altro rappresentano sì la possibilità di offrire un palcoscenico a tantissimi artisti, giovani e non, che fremono dal desiderio di partecipare e apparire in una piazza importante come Milano, ma mi chiedo...chi riuscirà davvero a seguirli? Comunque, durante i giorni 7 e 8 dicembre, nell’arco di sei ore circa, si sono susseguiti i quattro protagonisti di altrettante piccole opere che si sono meritate una menzione speciale all’interno del Premio Scenario 2013.

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