Il Teatro Sala Vignoli, sotto la guida del direttore artistico Eugenio Dura, è pronto a presentare un cartellone ricco di appuntamenti. La seconda stagione promette di intraprendere un indirizzo netto e preciso rivolgendosi ad una drammaturgia contemporanea e ad autori giovani, proponendo grandi classici rivisitati, opere di prosa e musical, con uno sguardo anche sulla romanità.

Parte il 18 settembre il Progetto Lunga Vita, la manifestazione organizzata da Tradizione Teatro che fino al 24 settembre vedrà susseguirsi ogni giorno per oltre quattordici ore consecutive spettacoli teatrali, proiezioni, retrospettive, balletti, esposizioni artistiche, performance, meeting, residenze e workshop. Tanti gli artisti coinvolti in questo progetto voluto dal direttore artistico Davide Sacco e dalla direttrice organizzativa Ilaria Ceci, rientrante nel programma dell'Estate Romana 2017 con il contributo di Roma Capitale e in collaborazione con SIAE. Ad ospitare la manifestazione sarà il Teatro Marconi di Roma, su due palcoscenici (uno interno e uno esterno).

Aria di grande rinnovamento alla conferenza stampa di presentazione della Stagione Teatrale 2015/2016 del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo. In una gremita sala del Palazzo delle Esposizioni un emozionatissimo Luca Barbareschi prende la parola dopo la piacevole introduzione di Franco Di Mare, chiamato a condurre la presentazione. Con la voce spezzata dall’emozione dei ricordi e del prossimo importante traguardo anagrafico (compirà 60 anni l’anno prossimo), introduce - dopo l’intervento dell’Assessore Marinelli e prima di passare alla presentazione degli spettacoli in cartellone - le novità “dirompenti” che renderanno il teatro più glorioso di Roma un polo d’eccellenza. L’obiettivo è creare una “community”, realizzare un punto di aggregazione che possa ampliare la possibilità di offerte culturali. Non solo spettacoli, ma una commistione sinergica tra arte e scienza, tra intrattenimento e servizi di accoglienza, scuola di recitazione e formazione, bar e servizi di ristorazione.

Giovedì, 17 Ottobre 2013 20:28

Uomo e Galantuomo - Teatro Manzoni (Milano)

Eduardo De Filippo viene ricordato più spesso per la sua maschera di profonda tragicità e ironia che per altre sue doti e talvolta si dimentica come sapesse creare farse dalla comicità prorompente, infantili nelle loro disarmanti ingenuità. E’ il caso di questa gustosissima commedia che il Teatro Manzoni presenta dal 10 al 27 ottobre, "Uomo e Galantuomo", scritta nel 1922 e facente parte di un gruppo d’opere a cui aveva attribuito il nome di Cantata dei giorni pari. Eduardo la scrisse per Vincenzo Scarpetta che ne allestì la prima un paio d’anni dopo usando il titolo "Ho fatto il guaio? Riparerò". E’ interessante ricordare questi antichi dettagli perché la storia tutto sommato somiglia a una fiaba, eppure è stata raccontata così tante volte nel mondo dell’arte. Racconta di una scalcagnata compagnia d’attorucoli di giro che si trovano in una zona di villeggiatura dalle parti di Napoli, invitati da un conoscente che paga loro le spese e l’alloggio in un alberghetto. Ed è qui che ha inizio tutto il primo atto, cioè sul terrazzo abitato temporaneamente dagli artisti che ci fanno di tutto: cucinano, mangiano, litigano, fanno le prove, ricevono visite, compiono sbagli madornali sul filo dei migliori feuilleton di fine Ottocento, alla Feydeau per intenderci.

ArmadioDall’8 al 27 gennaio. Un armadio per nascondere una famiglia di ebrei dalle persecuzioni razziali. Una storia ambientata in uno dei quartieri popolari di una Firenze devastata dalla seconda guerra mondiale. La lotta interiore della protagonista, divisa tra la necessità di salvaguardare il proprio nido familiare e l’impossibilità di rimanere indifferente davanti allo sterminio di altre vite.

Compagnia Totò

Dal 19 al 29 gennaio Francesco Paolantoni e Giovanni Esposito portano in scena al teatro Ambra Jovinelli “Compagnia Totò”. Testo scritto e diretto da Giancarlo Sepe, lo spettacolo, che ha debuttato il 26 dicembre al Teatro San Ferdinando di Napoli, oltre ad essere un accorato e sincero atto d’amore ad un grande comico quale è stato Totò, costituisce anche un’occasione per riflettere sul teatro stesso e su quello che rappresenta, o meglio dovrebbe rappresentare, in una società come quella odierna.

TOP