Giovanni Anzaldo, a dispetto della giovane età, è già attore tra i più apprezzati da pubblico e critica, per quell’alchimia di carisma, ironia, presenza scenica e sorprendente versatilità, che gli consente di indossare con naturalezza ed intensità i ruoli più disparati, alternando il teatro di prosa più classico alla drammaturgia contemporanea. Dall’11 al 13 maggio il pubblico romano ha l’opportunità di scoprirlo anche in veste di autore e regista, con il suo “Sullo stress del piccione”, in scena allo Spazio Diamante, una coinvolgente e dissacrante istantanea di una generazione smarrita tra solitudini, silenzi, amori naufragati e paralizzanti inadeguatezze. Lo spettacolo è assolutamente piacevole ed arguto e dunque il consiglio è di non lasciarselo sfuggire; nel frattempo scopriamone il dietro le quinte assieme al suo creatore, curiosando anche tra i suoi lavori recenti e quelli in cantiere per il prossimo futuro.

Quarantacinque anni dopo lo “scandaloso” debutto, torna in scena, in un nuovo e originalissimo allestimento, "Persone naturali e strafottenti", l’opera più controversa e fra quelle di maggiore successo di Giuseppe Patroni Griffi. Una tragicommedia cruda, poetica ed esilarante, fra situazioni grottesche, cinismi, ironia tagliente e surrealismo, in perfetto equilibrio fra Eduardo e Ruccello, e ancora attualissima nella sua geniale spudoratezza. In anteprima nazionale a Roma, dal 3 al 6 Maggio, al Teatro Palladium, in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre. Il lavoro è prodotto da Altra Scena in collaborazione con Sycamore T Company, per la regia di Giancarlo Nicoletti, regista e autore pluripremiato, fra le rivelazioni delle ultime stagioni. Ne sono protagonisti Marisa Laurito, Giovanni Anzaldo, Filippo Gili e Federico Lima Roque.

Un talento multiforme quello di Giancarlo Nicoletti, regista, drammaturgo, attore e produttore. Sangue siciliano nelle vene, un percorso teatrale romano in costante ascesa e la giusta dose di audacia necessaria per rivolgere lo sguardo anche oltremanica. Dopo il luminoso successo della “Trilogia del contemporaneo” (costituita da “#salvobuonfine”, “Festa della Repubblica” e “Kensington Gardens”) e la rivisitazione moderna degli archetipi classici proposta in “Torre Elettra”, torna in scena nelle vesti di attore per il beckettiano “Finale di Partita” firmato da Filippo Gili, mentre nel frattempo registra gli ultimi ingranaggi della sua regia di “Persone naturali e strafottenti”, pronta a debuttare nel mese di maggio. Lucidità di visione, fervida creatività e un incrollabile rigore nel coltivare la propria arte rappresentano le direttrici di un lavoro teatrale onesto ed originale, alla scoperta del quale Giancarlo ci accompagna attraverso le riflessioni di questa intervista a tutto tondo.

A un anno dalla scomparsa di Umberto Eco, che ha segnato indelebilmente la letteratura, la filosofia e la semiologia italiana, il drammaturgo e regista Stefano Massini, successore di Luca Ronconi alla guida del Piccolo Teatro di Milano, rende omaggio al grande scrittore adattando con una versione teatrale l'incredibile romanzo “Il nome della rosa”. In scena al Teatro Franco Parenti dal 2 al 12 novembre.

Agognate una lussureggiante isola utopica in cui le asfissianti dinamiche servo-padrone si ribalteranno svelando da un lato le infinite nefandezze di coloro che detengono saldamente il potere e dall’altro la nobiltà e generosità d’animo dei loro sottoposti, costantemente esposti a vessazioni di ogni sorta? Precursore di questa chimera fu il drammaturgo francese Pierre de Marivaux che, nella sua opera “L’isola degli schiavi” del 1725, ipotizzò questo repentino mutamento di prospettive, destrutturando le norme codificate della Commedia dell’Arte ed arrivando a congetturare tesi di assoluta modernità (oltre sessant’anni prima del deflagrare della rivoluzione francese!). Dopo la memorabile regia strehleriana del 1994/1995, ha debuttato al Piccolo Eliseo il nuovo adattamento italiano a cura di Ferdinando Ceriani - anche regista - e Tommaso Mattei, con la ricercata scenografia ed i pregiati costumi di Marta Crisolini Malatesta ed un quintetto di interpreti coeso e brillante: Giovanni Anzaldo, Ippolita Baldini, Carla Ferraro, Stefano Fresi e Carlo Ragone. Una produzione Khora.Teatro e Teatro Stabile d'Abruzzo.

“Mar del Plata” di Claudio Fava, con la regia di Giuseppe Marini, è stato senza dubbio uno dei “casi teatrali” della scorsa stagione, debuttando al Piccolo Eliseo e convincendo in maniera altrettanto calorosamente unanime pubblico e critica. Le vicende del La Plata Rugby, i cui giocatori sul finire degli anni Settanta scatenarono inconsapevolmente l’efferata violenza della dittatura militare argentina, finendo per essere sterminati uno alla volta in un massacro di scientifica precisione, rivivono sul palcoscenico in un’opera dalla potenza soverchiante, grazie all’interpretazione vigorosa di una solida compagnia di interpreti, guidata dall’ottimo Giovanni Anzaldo nei panni del coraggioso capitano Raul Barandarian. Abbiamo incontrato Marini e Anzaldo, durante le nuove repliche romane di quest’anno andate in scena al Teatro Vittoria, per scoprire i segreti di un successo sempre più luminoso e incontrovertibile.

A distanza di un anno dall'appassionato ed incisivo "The One" di Vicky Jones, portato in scena con maestria nell'ambito della scorsa edizione della rassegna "Trend - nuove frontiere della scena britannica", Roberto Di Maio torna al Teatro Belli affondando la sua ormai riconoscibile ed affilata cifra registica nel magmatico materiale drammaturgico offerto da "Dedalus Lounge" dell'irlandese Gary Duggan. In scena un trittico di interpreti di grande carisma e potenza espressiva, Giovanni Anzaldo, Piero Cardano e Margherita Laterza.

Sabato, 21 Novembre 2015 22:08

Mar del Plata - Teatro Piccolo Eliseo (Roma)

"Mar del Plata", l'ultima opera di Claudio Fava, con il suo lucidissimo impegno giornalistico a tutela dei diritti civili ed una intensità narrativa foriera di autentico, vibrante trasporto emotivo, approda sulle tavole del palcoscenico grazie alla regia onesta, vigorosa e coinvolgente di Giuseppe Marini. Una storia vera, testimonianza di incoercibile dignità ed eroico coraggio nutrito dai valori sportivi più sinceri ed incontaminati, accende una luce inquietante sulle atroci nefandezze che insanguinarono l'Argentina della fine degli anni Settanta, quella della feroce dittatura dei colonnelli di Jorge Rafael Videla, dell'efferata repressione di ogni opinione non allineata ai dictat del regime, delle migliaia di innocenti desaparecidos destinati al perpetuo oblio di una morte violenta, deprivata finanche delle lacrime degli affetti più cari. In scena al Piccolo Eliseo fino a domenica 22 novembre, con l'interpretazione di Fabio Bussotti, Claudio Casadio e di una squadra possente e incisiva di giovani protagonisti, magistralmente capitanata dal carismatico Giovanni Anzaldo.

Con due mesi di programmazione, non è esagerato dire che “Trend – Nuove frontiere della scena britannica”, in calendario al teatro Belli di Roma dal 13 ottobre all’11 dicembre, rassegna-festival che ha il sostegno del Comune di Roma, è l’appuntamento italiano più solido, più specializzato, più diversificato e più esteso in tema di drammaturgia contemporanea inglese prontamente tradotta e convertita in reading, mise en espace e spettacoli con attori e registi di casa nostra.

Dal 16 al 21 settembre. Il Teatro Argot riapre le porte con uno spettacolo che dà fiducia ai giovani. Il primo testo scritto, diretto e interpretato da Giovanni Anzaldo - premio Ubu under30 nel 2010 - ha debuttato martedì 16 settembre riscuotendo un’ottima accoglienza di pubblico.

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