Martedì, 29 Gennaio 2013 17:48

Io sono partigiana! - Teatro Litta (Milano)

Dal 22 al 27 gennaio. Buio in sala. Una voce femminile, sottovoce: “Scusi, scusi”. Nell’oscurità hai l’impressione di aver lasciato distrattamente il cellulare acceso, urtando la suscettibilità di una spettatrice. Controlli nella giacca, il cellulare tace educatamente. Meno male. E allora chi è che parla? Ah, ecco: è una donna, armata di ramazza, che emerge dal fondo. Declama i versi del Nobel Szymborska, nell’unica maniera in cui la Szymborska deve essere recitata: con naturalezza, con la spontaneità della chiacchiera tra amici. Per forza: la semplicità è l’arma dei folli. Dell’Accademia dei folli, compagnia di musica-teatro che ha allestito Io sono partigiana: un’altra gemma incastonata in questo piccolo gioiello che è il Litta di Corso Magenta.

Mercoledì, 19 Dicembre 2012 17:40

Sinceramente Bugiardi - Teatro Litta (Milano)

Dal 12 al 31 dicembre e dall’ 8 al 13 gennaio. Gruppo di famiglie in un interno. Borghese, ammobiliato, patinato. Ma qualcosa scricchiola, e questo scricchiolio è il motore di una vicenda che tiene incollati alla poltrona per due ore. Una coppia annoiata dalla routine incrocia una coppietta di freschi fidanzatini. Voilà, la commedia degli equivoci è servita. Sinceramente bugiardi è un titolo che è tutto un programma: un ossimoro che in fondo è la sintesi della vita di ognuno di noi. I drammaturghi italiani hanno tanto da insegnare all’estero, ma di fronte all’asciuttezza stilistica degli inglesi bisogna sedersi e prendere appunti. Quella marcia in più che solo i ‘Perfidi Albioni’ possiedono: l’ironia graffiante ma delicata; la capacità di affondare il coltello, ma con fair-play. Il rigore, la misura, l’eleganza dell’intelligenza: tutti tratti distintivi del teatro ‘made in England’.

Il gioco incrociato delle coppie è al centro di Sinceramente bugiardi: già dal titolo dolcemente contradditorio della pièce traspare lo spirito britannico, l'ironico fair-play che caratterizza inconfondibilmente la scrittura dell'inglese Alan Ayckbourn. Prodotto dal Teatro Litta, diretto da Antonio Syxty, lo spettacolo racconta le vicende parallele di due coppie, che finiranno poi per intrecciarsi, intessute con il tipico gusto anglosassone dell'equivoco e del colpo di scena, tutto giocato sul filo della conversazione.

Giovanna Rossi

Il teatro Litta di Milano ha da sempre un obiettivo precipuo: scuotere lo spettatore, farlo uscire dalla sala con un filo di turbamento che attraversi la sua mente e il suo corpo. Lo spettacolo teatrale un corpo a corpo tra il pubblico e gli attori, e non si esclude che uno dei due a fine recita finisca a tappeto. Per poi rialzarsi subito però, perchè il testo è sì un pugno sullo stomaco, ma è un pugno salutare, rigenerante. Il Censore di Anthony Neilson, andato in scena dal 18 giugno al 7 luglio (per la regia di Antonio Sixty), rientra perfettamente in questa filosofia di fondo del Litta. Abbiamo incontrato la protagonista femminile Giovanna Rossi, che ci ha raccontato le sue emozioni di fronte a un testo che sconvolge.

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