Un triennio importante quello che si aprirà con la stagione 2018-2019 del Teatro Quirino. Ricorrerà, nel 2021, il centocinquantesimo compleanno della storica sala romana, una grande occasione di festeggiamenti e celebrazioni che seguiranno alle imminenti operazioni di restyling della struttura nata nel 1871. Nel presentare in netto anticipo - rispetto alle consuetudini, e rispetto agli altri teatri romani - la programmazione della prossima stagione, il Presidente - e co-direttore artistico unitamente a Guglielmo Ferro - Geppy Gleijeses sottolinea, in apertura della conferenza, l’avvilente carenza di contributi da parte delle Istituzioni. Non perde neppure l’occasione per un riferimento incisivo alla nota vicenda del finanziamento al Teatro Eliseo, ora alle valutazioni della giustizia amministrativa, avendo presentato, alcuni tra i teatri più importanti della città, un ricorso contro il contribuito assegnato alla sala diretta da Luca Barbareschi.

E…non sei mai stato al Teatro Roma? Che aspetti? È questo il claim che accompagna la stagione 2017/2018 del Teatro Roma, l’accogliente teatro di Via Umbertide 3, a due passi da Piazza di Santa Maria Ausiliatrice. Si perché questa stagione sarà innovativa e ricca di curiosità. Accurata è stata la selezione degli spettacoli grazie alla direzione artistica di Pietro Longhi e Gianluca Ramazzotti, tante nuove produzioni, molte prime nazionali di allestimenti con una lunga tenitura, aspetto assolutamente nuovo questo per la città di Roma, insomma una vera e propria rivoluzione tutta da scoprire!

La traduzione simultanea di uno spettacolo teatrale, “Figli di un dio minore” al Franco Parenti di Milano è il rigoglio di un compromesso, una testimonianza d'amore. Lo spettacolo ha radici antiche: la resa teatrale di Mark Medoff e la versione cinematografica di grande successo interpretata da William Hurt e Marlee Matlin.

Con due mesi di programmazione, non è esagerato dire che “Trend – Nuove frontiere della scena britannica”, in calendario al teatro Belli di Roma dal 13 ottobre all’11 dicembre, rassegna-festival che ha il sostegno del Comune di Roma, è l’appuntamento italiano più solido, più specializzato, più diversificato e più esteso in tema di drammaturgia contemporanea inglese prontamente tradotta e convertita in reading, mise en espace e spettacoli con attori e registi di casa nostra.

Dal 31 ottobre al 9 novembre. La corsa come metafora della vita in cui si va avanti a fare una cosa senza sapere il perché, ma sapendo che si deve farla fino in fondo, uno sforzo senza senso, sotto un cielo muto e privo di dei; ma anche un personale modo per gabbare quell’incubo che è il destino, uno sforzo rabbioso e vitale di dare un senso, un ordine di marcia – in senso letterale, anche – alla propria esistenza. In un’atmosfera onirica e sospesa, su un palco scevro di oggetti scenici ma ricco di evocazioni, si racconta la vicenda di due ragazzi, due amici, presi in quel momento della vita, circa trent’anni, in cui si ha già un passato su cui rimuginare, e di cui tentare un bilancio, ma ancora tanto futuro davanti, forse possibilità.

TOP