Mercoledì, 01 Marzo 2017 13:54

Quello che non ho - Teatro Quirino (Roma)

Fino al 5 marzo Neri Marcorè, accompagnato dalle chitarre e dalle voci di Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini, porta sul palco del Teatro Quirino "Quello che non ho", un inedito pezzo di teatro-canzone scritto e diretto da Giorgio Gallione che alterna le ballate di Fabrizio De André e i pensieri di Pier Paolo Pasolini per raccontare le contraddizioni dell'Italia e del mondo di oggi.

Presentata alla stampa e al pubblico la nuova stagione teatrale del Teatro Quirino Vittorio Gassman che punta ad un ventaglio di proposte variegate confermandosi come “Teatro POP”, attento alla tradizione senza perdere di vista i linguaggi della contemporaneità.

Sino al 1 maggio, al Teatro Leonardo di Milano, sono in scena gli Oblivion, un gruppo comico-musicale che fa teatro cabarettistico tra mimo e canzoni, con ironia, leggerezza e competenza. Stravolge ritmi, testi e contesti; ma travolge il pubblico proprio come il Supercalifragilistichespiralidoso di Mary Poppins. In scena Graziana Borciani, Davide Calabrese, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli e Clara Maselli. I testi sono di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda, che firma anche le musiche; la regia è di Giorgio Gallione.

Domenica, 22 Novembre 2015 21:06

Father and son - Teatro Argentina (Roma)

Dal 17 al 22 novembre al Teatro Argentina di Roma Claudio Bisio ha portato in scena "Father and son", scritto da Michele Serra e diretto da Giorgio Gallione. Ispirato ai libri di Serra "Gli Sdraiati" e "Breviario comico", "Father and son" racconta dei padri e dei figli, del loro inceppato comunicare senza pudori e con un linguaggio in continua oscillazione tra l’ironico e il doloroso, tracciando una riflessione sul nostro tempo che rivela in filigrana una società spaesata e in metamorfosi.

Sono 15 i percorsi che compongono la nuova Stagione di Progetti del Teatro di Roma, riconosciuto dal MiBACT Teatro Nazionale: 95 spettacoli complessivi, di cui 19 produzioni, 7 prime nazionali, 676 alzate di sipario. Un’offerta che può apparire eccessiva, ma è una messe necessaria, strutturata in capitoli che hanno ciascuno il proprio senso e la propria ragione. Un processo già attivato dalla passata stagione che, attraverso un “cantiere” articolato in progetti e percorsi, ha rilanciato il Teatro della Capitale come luogo “plurale” e di tutti. In questa ottica di teatro della città e di città nel teatro, il direttore Antonio Calbi e il presidente Marino Sinibaldi presentano la Stagione di Progetti 2015/2016, vivace, articolata e multidisciplinare, con un percorso di 12 mesi di continua attività offerta tutti i giorni, a tutte le generazioni di pubblico e con più proposte quotidiane.

Lo spettacolo “Father and Son”, dal 24 marzo al 3 aprile al Piccolo Teatro Strehler, è tratto da "Gli sdraiati" e "Breviario comico" di Michele Serra, un beffardo e tenero racconto sull'incomunicabilità di oggi, tra padri e figli. La regia di Giorgio Gallione porta in scena il monologo di un padre, Claudio Bisio, che, tra ironia, comicità, blanda presa di coscienza e lieve amarezza, cerca per la prima volta di comunicare con il figlio, nel solo frammento di tempo rimastogli: l' ultimo attimo della sua infanzia.

Dall'8 al 19 ottobre. Un "Magical mistery tour" tutto condotto sullo stesso palco, quello del Piccolo Teatro Strehler di Milano. Ecco cos'è "Beatles Submarine", un concentrato della leggenda dei Beatles, tra arrangiamenti innovativi e travolgenti dei loro grandi successi, aneddoti, e momenti entrati nella storia di questa band che Neri Marcorè e la Banda Osiris omaggiano a cuore aperto. Imperdibile!

Vincitore di due premi Ubu e di tre David di Donatello, Giuseppe Battiston arriva al Piccolo Teatro di Milano con "L’invenzione della solitudine" di Paul Auster, in scena nella sala storica di via Rovello dall’ 8 al 13 aprile.

Dal 6 al 10 marzo e dal 14 al 17 marzo. “Vedo l’utopia. Sta all’orizzonte. Io mi avvicino due passi, lei si allontana due passi. Cammino dieci passi verso l’orizzonte, e l’orizzonte si allontana dieci passi più in là. Per molto che io cammini, mai la raggiungerò. A che serve allora l’Utopia? A questo serve: a camminare”. Uno spaccato di storia italiana e di un’epoca dove l’idea di politica come sacrificio, abnegazione, servizio, sembrava ancora possibile.

TOP