È stata presentata, in anticipo rispetto a tutti gli altri teatri di Roma, la stagione 2015/2016 del Teatro Quirino Vittorio Gassman. Geppy Gleijeses, co-direttore artistico e presidente della società che gestisce il Teatro, accoglie i suoi ospiti - giornalisti, attori, registi, e addetti ai lavori presenti in sala -  vestito in abito completamente bianco, a voler far risaltare all’occhiello, in contrasto, una rosa vermiglia: il simbolo scelto per la stagione che sta per presentare.

Domenica, 15 Marzo 2015 21:57

Il Don Giovanni - Teatro Argentina (Roma)

E' andato in scena al Teatro Argentina di Roma e sta per approdare al Teatro Carignano di Torino, il Don Giovanni assolutamente fuori dagli schemi, provocatorio ed irriverente di Filippo Timi. Prodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano in sinergia con il Teatro Stabile dell'Umbria, lo spettacolo ad oltre due anni dal debutto meneghino giunge finalmente a Roma, preceduto dagli applausi osannanti di un pubblico ormai appassionatamente devoto ai divertissement timiani e dagli strali feroci di una critica a tratti decisamente inclemente nei suoi confronti. In una baraonda di caustica ironia, maliziosa sensualità, costumi sgargianti e scenografie opulente, l'incontenibile estro creativo e registico dell'istrionico mattatore esplode in una summa perfetta del suo teatro, che non ammette posizioni interlocutorie: amore incondizionato o ripulsa senza remora alcuna.

I personaggi di Giuseppe Patroni Griffi non sono fatti della stessa sostanza dei sogni. Otello non è un eroe, ma un ragazzo che rifugge da una etichetta, quella di “Ragazzo di Trastevere”. E’ la storia del tramonto di un eroe, quella ospitata dal Teatro Mercadante. “Ragazzo di Trastevere” è raccontato con un linguaggio semplice; i bisogni di un individuo sono quelli primari e le difficoltà con cui confrontarsi sono di quel genere che ti obbliga a chinare il capo, ma mai lo sguardo. Eppure Otello, pur duellando con lo sguardo con tutti gli occhi che incontra, non riesce mai a proteggersi dal mondo esterno.

Dal 3 al 15 marzo al Teatro Argentina va in scena il mito di Don Giovanni, né secondo Molière né secondo Mozart, ma secondo Filippo Timi che riscrive e interpreta la celebre opera venando il personaggio libertino di humor nero e di grande vitalità. Con spezzature, metafore, allusioni e ironie, l’attore e regista perugino presenta IL DON GIOVANNI. Vivere è un abuso, mai un diritto per raccontare il prototipo di una umanità volubile che ha fame di potere, che ama la mistificazione e l’autoinganno perché sa che è condannata ad estinguersi.

Sino al 21 dicembre, al Teatro Franco Parenti di Milano, va in scena "Il Lavoro di Vivere", di Hanoch Levin. Lo spettacolo ha un duplice vantaggio: farci scoprire questo drammaturgo israeliano di grande spessore poco conosciuto in Italia e presentarci un lavoro intenso, dove la compostezza, la pulizia e il rigore della regia di Andrée Ruth Shammah esaltano la recitazione asciutta, divertita e graffiante di Carlo Cecchi in una quotidianità che si fa metafora.

Domenica, 26 Ottobre 2014 16:36

Enrico IV - Piccolo Teatro Strehler (Milano)

Uno degli attori più osannati del nostro teatro, Franco Branciaroli, da giovanissimo fu il preferito di Giovanni Testori, che scrisse per lui e recitò con lui dal vivo sulla scalinata est della Stazione Centrale di Milano una propria commedia assolutamente indimenticabile. Oggi Branciaroli, che in teatro è ormai un classico, sceglie di interpretare e dirigere per la prima volta una commedia di Luigi Pirandello, che il grande drammaturgo siciliano scrisse nel 1921 appositamente per un attore così grande e celebre che ancora oggi si parla di lui, Ruggero Ruggeri. L’opera, "Enrico IV", andò in scena a Milano nel 1922, mentre Ruggeri entrò a far parte della Compagnia d’Arte fondata due anni dopo proprio da Pirandello per poi diventare, molti anni dopo e assieme a Giorgio Strehler, il più celebre Arlecchino che da Milano girò il mondo intero. Ma tutto questo che c’entra? Nulla forse, salvo che il teatro è creato da gente che ama il teatro, sia che lo scriva, reciti o diriga e così tutto torna. Branciaroli è al Piccolo Teatro Strehler dal 21 ottobre al 2 novembre e offre una messa in scena straordinaria della lucida follia che Pirandello ha sempre cercato di descrivere in tutti i suoi grandi capolavori del malinteso e dell’ironia.

Dal 4 al 15 dicembre, il teatro Franco Parenti di Milano presenta "Niente Più Niente Al Mondo", di Massimo Carlotto, per la regia di Fabio Cherstich, con Annina Pedrini e Annalisa Urti. È un monologo, recitato al limite tra la calma gelida e la lucida follia, di una madre che ha appena ucciso la figlia.

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