Dal 13 marzo al 1° aprile. Una coppia di intellettuali vede volatilizzarsi i propri risparmi e sta per perdere anche l’ultimo baluardo di sicurezza economica, rappresentato dalla casa di proprietà. In un Paese in crisi, dove persino chi appartiene ad una classe privilegiata può trovarsi, all’improvviso, in difficoltà, può succedere che si aprano, per uno scherzo del destino, nuove opportunità. Conoscenza dei meccanismi finanziari, fine analisi psicologica e dialoghi serrati sono gli atout di questa pièce, che non risparmia i colpi di scena e racconta come spesso, quando tutto sembra perduto, tutto possa cambiare.

La stagione si è appena conclusa (e ottimamente, con 28.500 spettatori e 15.000 abbonati) e il sipario del Teatro de’ Servi si è subito riaperto per gli attesi e ormai consueti “Assaggi di stagione”, il modo più vivo e piacevole per presentare il nuovo cartellone. Due serate di live trailer-show, condotte da Marco Simeoli, in cui tutte le compagnie previste per il 2015/2016 hanno offerto al numeroso pubblico un breve estratto dei loro spettacoli.

Quarta Stagione per il Teatro dei Conciatori eppure non è ancora tempo di bilanci. Vogliamo restare ancora "in Progress" e continuare il nostro percorso. 26 spettacoli, quasi 300 giorni di programmazione e un numero imprecisato di artisti si avvicenderanno sullo spazio scenico del Teatro dei Conciatori per presentare le loro ultime creazioni o per riproporre spettacoli dal consolidato successo ottenuto nelle precedenti stagioni.

La prima stagione del Teatro dei Conciatori - Contemporary Urban Theatre, si è conclusa con la consapevolezza dell’affermazione del teatro di Via dei Conciatori, come una delle realtà più importanti nel panorama teatrale romano. E’ con questa consapevolezza che il 24 settembre avrà inizio la seconda stagione con 22 nuovi spettacoli all’insegna della buona drammaturgia contemporanea e non solo!!!

Dal 19 al 24 febbraio. La morte è per sempre e per sempre si aprono nuovi scenari: il morto ‘par che dorma’ ma chiacchiera molto, urla e rivela, con il suo non essere e i suoi immutabili silenzi. Commedia noir, con qualche tratto grottesco, la risata a mezza bocca che lo spettatore trattiene, pudico, di fronte a qualcosa che è un misto di dolore, struggente nostalgia, e insieme una nota orrida, irriverente e a tratti rabbiosa. Un testo che si presta a molti spunti, riflessioni che dipingono l’Italia di oggi, delle famiglie di tante apparenze e segreti del sud Italia, della lingua che intreccia il dialetto, della facilità di cadere in disgrazia e soprattutto della complessità psicologica dell’essere femminile, così articolata e contorta. Ben interpretato da entrambe le attrici che svelano un buon affiatamento. Un testo forte, che strattona lo spettatore e non può lasciare indifferenti di fronte a quel fiume in piena di sentimenti taciuti e repressi, che nella parola scurrile trovano il loro sbocco liberatorio.

Teatro dei Conciatori

Nasce una nuova vita nel cuore del quartiere Ostiense, una sfida alla dimensione urbanizzata massificata, decisamente in contro tendenza: la scommessa è totale, impresari, direttori artistici e interpreti, Gianna Paola Scaffidi e Antonio Serrano, annunciano un cartellone ricco, con nomi importanti. Nello stile di una galleria d’arte urbana dove archeologia industriale e design di tendenza si incontrano, la piccola sala accoglie gli spettatori quasi sul palcoscenico. La voglia di essere sul territorio e nel quartiere per raccontare storie. Così inizia la stagione con un ospite d’eccezione: Paolo Ferrari lettore e narratore, che raccontando si narra.

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