Al Piccolo Teatro Studio, dal 22 ottobre al 22 novembre, va in scena in prima assoluta Le donne gelose di Carlo Goldoni, la nuova produzione del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Giorgio Sangati, dipingendo una Venezia scura, tra culto del denaro e angosce di miseria.

Dopo la breve pausa estiva sono riprese, con il consueto vigore creativo, le intense attività del progetto “Carissimi Padri - Almanacchi della Grande Pace (1900-1915)". Ideato e diretto da Claudio Longhi, promosso da Emilia Romagna Teatro Fondazione, il progetto culturale prosegue la sua attività con incontri, cene-spettacolo, letture, laboratori e un Atelier che si svolgerà a Cesena presso il Teatro Bonci. Così come fu per “Il Ratto d’Europa”, anche “Carissimi Padri” culminerà in uno spettacolo finale che sarà in scena al Teatro Storchi di Modena dal 7 al 17 gennaio 2016.

Dal 9 al 14 giugno al Teatro India è andato in scena un pezzo di Storia del nostro Paese, "L’Esposizione Universale" di Luigi Squarzina per la regia di Piero Maccarinelli, una produzione del Teatro di Roma. Potente affresco ambientato nel 1946 fra gli scheletri degli edifici rimasti incompiuti nello spazio dell’Esposizione Universale Romana, più nota come EUR42, che nelle intenzioni del regime avrebbe dovuto celebrare anche il ventennale della marcia su Roma.

Il rapporto coi propri padri, si sa, è sempre questione complessa. Amore, paura, riconoscenza, odio, senso del dovere, tenerezza…: tutto si mescola in un groviglio difficile a districarsi, da cui bene o male siamo nati. E i padri si fanno così “carissimi”: oggetto di affetto profondo, ma anche figure ingombranti e per più aspetti “costose”.

Umberto Orsini, Roberto Valerio e Maurizio Balò firmano l'adattamento di “Il giuoco delle parti” di Pirandello, in scena al Piccolo Teatro di Milano dal 10 al 22 marzo. I tre artisti immaginano che Leone, il marito tradito che resta sempre imperturbabile ed arriva a fare ammazzare l'amante nel duello ordito dalla moglie per eliminarlo, si ritrovi vecchio e solo in una casa di cura. É ossessionato dal tentativo di ricomporre il quadro della sua vita e dei suoi ricordi. Ma questi si confondono sempre di più, mentre più nitidi appaiono il gioco della vita, che non concede felicità, e la consapevolezza dell'illusione di averne compreso le regole.

Dal 29 gennaio al 15 marzo. C’è un teatro che non ha bisogno di stupire per incantare, che riesce a trasferire il respiro di un sogno ad un fatto di cronaca, offerto come una ballata allo spettatore per indurlo ad una riflessione ad ampio spettro su un secolo di storia americana globalizzata. Al centro la dialettica del denaro che da strumento e benedizione diventa ossessione e avidità. Quando il mondo ridotto a mercato, a valore dove tutto ha un’etichetta, soffoca l’identità religiosa e la memoria dei padri a favore della nazionalità che è, ancora una volta, un modo di nominare il mercato. Un lavoro di grande raffinatezza, elegante, dove il togliere arricchisce, dove la cura meticolosa del particolare non è un dettaglio decorativo ma una sottrazione, nella scenografia come nei costumi e perfino nei gesti, nella parola. Tutto diventa stilizzato, eppure caricaturale. Un lavoro orchestrale senza picchi, dove il primo violino si nutre dell’accompagnamento. Magistrale. Compiuto.

Dal 29 gennaio al 15 marzo. Un racconto epico che con passo rituale e inesorabile ci conduce verso un finale già noto: il drammatico crollo di una delle più grandi banche d'America, la Lehman Brothers, che nel 2008 morì definitivamente dopo essere più volte caduta sotto i colpi della finanza speculativa, riuscendo sempre a risorgere dalle proprie ceneri. Un'epopea familiare che ci racconta l'evoluzione del capitalismo americano attraverso il cambio generazionale: dall'economia reale dei tre saggi fratelli Lehman partiti da un piccolo paese della Baviera, alla spavalda economia speculativa delle giovani generazioni che giocano con parole e numeri costruiti su fondamenta di sabbia.

Graziano Sirci, attore, regista e direttore artistico del Teatro Civico di Norcia, ci svela tutti i dettagli dello spettacolo "Toh, quante donne!", attualmente in scena nella prestigiosa cornice del Festival di Todi. In questo progetto teatrale Sirci rivisita gli immortali personaggi che hanno costellato l'universo umoristico di Franca Valeri, affidandone l'interpretazione en travesti a Mauro Bronchi con cui aveva già avuto l'occasione di collaborare recitando accanto alle mitiche Sorelle Bandiera. Un progetto insolito e curioso, tra recupero della tradizione e spunti di accattivante originalità.

Mercoledì, 14 Maggio 2014 19:37

Il Ratto d'Europa - Teatro Argentina (Roma)

Per un paio di settimane Roma e in particolare il fulcro nevralgico della sua anima teatrale, lo storico ma vitalissimo Teatro Argentina, è stata fatta oggetto di un'invasione tanto tumultuosa quanto pacifica: gli agenti, fiancheggiatori e simpatizzanti del Ratto, divertentissima mascotte dell'articolato progetto multiculturale orchestrato con inesauribile passione ed entusiasmo da Claudio Longhi, hanno portato in scena una drammaturgia collettiva e partecipata dalla profonda valenza civile; "Il Ratto d'Europa" ha rappresentato una preziosa occasione per interrogarsi sul significato della convivenza di popoli fortemente eterogenei sotto l'egida di un'unica bandiera, sulle radici ed il destino di un organismo politico, economico e sociale troppo spesso strumentalmente vilipeso ma invece imprescindibile per un futuro di pace e prosperità. Il tutto attraverso uno spettacolo trascinante, ironico e godibilissimo che ha coinvolto l'intera cittadinanza - finendo per incuriosire e galvanizzare anche persone decisamente lontane dall'identikit dei frequentatori abituali delle platee teatrali - salutato da una viva attenzione del pubblico, da calorosissimi applausi e da sold out a ripetizione, nonchè accompagnato da una serie di iniziative collaterali e laboratori con studenti liceali e universitari, centri anziani, istituzioni politiche ed attive nel sociale.

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