Sabato, 04 Marzo 2017 15:46

Ophelìa - Teatro India (Roma)

E’ in corso la settimana in sostegno del Teatro dell’Orologio negli spazi del Teatro India, battezzata “S’è fatto tardi molto presto”. Ad aprirla, in anteprima nazionale e rappresentazione unica, è “Ophelìa”, spettacolo di Giacomo Sette, diretto da Gianluca Merolli e subito sold-out. Più evocazione che rilettura vera e propria della storia di Amleto, lo spettacolo è una fantasiosa successione di immagini sceniche originali ed espedienti giocosi dal bell'impatto visivo. Un complesso racconto a più voci più forte visivamente che narrativamente.

Dal 29 marzo al 3 aprile al Teatro Vascello di Roma va in scena "Yerma" spettacolo prodotto da Andrea Schiavo | H501 srl insieme a La Fabbrica dell'attore - Teatro Vascello, tratto dall'omonima opera teatrale di Federico Garcia Lorca, con la regia di Gianluca Merolli e la traduzione e l'adattamento di Roberto Scarpetti.

Sono trascorsi ormai otto anni da quando la straripante creatività di Luciano Melchionna e Betta Cianchini concepì quell'unicum performativo che porta fieramente il nome di "Dignità Autonome di Prostituzione"; un format che, dopo 39 edizioni, 377 repliche e oltre 370mila spettatori abbracciati in location inconsuete e suggestive, così come nei più prestigiosi teatri della tradizione italiana e in celebri festival internazionali, non accenna minimamente a perdere smalto, trascinante originalità e funambolico eclettismo. Gli oltre quaranta prostituti e maitresse dell'inconfondibile "bordello dell'arte", capitanati dall'incontenibile ed immarcescibile Papi Melchionna, accolgono stavolta i loro clienti nella storica cornice degli Studios di Cinecittà in un irripetibile cortocircuito tra l'atmosfera rorida di storia di questo tempio dell'arte cinematografica e la straordinaria potenza espressiva di una compagine di artisti foriera di un teatro irriverente, goliardico, commovente ed appassionato, in una parola imperdibile.

Dopo 39 edizioni, 377 repliche e oltre 370mila spettatori-clienti, nei teatri e nei luoghi più significativi della tradizione italiana e dei festival internazionali, Dignità Autonome di Prostituzione, il sorprendete spettacolo di Luciano Melchionna scritto a quattro mani con Betta Cianchini, muove verso il suo ritorno a Roma per un evento straordinario a Cinecittà.

"Come simbolo della nostra ventisettesima stagione abbiamo pensato ad un cerchio magico ellittico, un vortice, una spirale, uno spazio bianco da riempire, ma anche un occhio! Occhio come sguardo totale e periferico, sguardo al futuro e al passato. Uno sguardo sulla realtà che ci circonda, un occhio che vigila, attento indagatore, specchio dell'anima inteso come animus mundi. Occhio che si accende come un riflettore sul mondo, che svela bellezza e atrocità, fonte di lacrime e stupore e appagamento." Così il direttore artistico Manuela Kustermann ha presentato oggi la ricchissima stagione 2015/2016 del Teatro Vascello.

Dopo lo straordinario successo di Notre Dame de Paris, David Zard ritorna con un nuovo grande progetto musicale: “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo”. L’opera, tratta dal capolavoro di William Shakespeare con musica e libretto del grande compositore francese Gérard Presgurvic, nella versione italiana avrà la regia di Giuliano Peparini con i testi a cura di Vincenzo Incenzo. “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” debutterà il 2 e 3 ottobre 2013 con due attesissime preview all’ARENA DI VERONA, per poi sbarcare a ROMA al Gran Teatro dal 18 ottobre.

Favole di Oscar Wilde

Il Teatro La Comunità, inconsueto spazio incastonato nel cuore di Trastevere, che per oltre quarant’anni ha costituito il fulcro della ricerca e sperimentazione teatrale di Giancarlo Sepe, risorge finalmente a nuova vita tornando ad ospitare lo spettacolo “Favole di Oscar Wilde” che all’inizio dello scorso decennio fu accolto da uno straordinario successo raggiungendo le 440 repliche. La cifra stilistica del regista casertano, fortemente immaginifica e densa di contaminazioni tra drammaturgia ed altri linguaggi espressivi - in primo luogo ineffabili suggestioni musicali e visive – si concretizza in una performance site-specific dall’impatto emozionale dirompente e dalla pregiata ricercatezza, incarnata da sei giovani attori di indiscutibile carisma e sensibilità interpretativa.

Favole

Teatro La Comunità
Favole di Oscar Wilde
“per cominciare a leggerle”  
uno spettacolo di Giancarlo Sepe
Produzione Associazione Culturale Teatro La Comunità 1972
in collaborazione con Teatro Eliseo
Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma
con Gianluca Merolli, Ivano Picciallo, Selene Jovy Rosiello, Mario Scerbo, Federica Stefanelli, Luca Trezza
scene Carlo De Marino
e Bruno Di Venanzio, Stefania Vecchione
luci Perceval
musiche Harmonia Team    
ricerca musicale Pino Tufillaro
collaboratore alle musiche Davide Mastrogiovanni
foto Tommaso Le Pera
collaborazione ai costumi Rachele Terrinoni
datore luci Guido Pizzuti
macchinista Simone Zapelloni
macchinisti costruttori Pietro Pignotta, Guido Pizzuti
organizzazione Pino Le Pera
Regia GIANCARLO SEPE


Favole di Oscar Wilde
“per cominciare a leggerle”
uno spettacolo di Giancarlo Sepe

 

Più che narrare, si sondano i territori della favola. Gli umori che presiedono alla loro lettura. È come descrivere lo stato d’animo che porta alla necessità del racconto favolistico, la spinta a varcare quella soglia che divide l’uomo, immerso nella sua realtà quotidiana, dal realismo magico del sentimento, che pure ci attraversa nella vita di tutti i giorni e al quale non cediamo per pudore o per paura di sprofondare nell’analisi del nostro sentire.
È come una sequenza ininterrotta di immagini, di passaggi, di attori, che un po’ raccontano della loro vita e un po’ delle storie che hanno depositate nella propria memoria.
Un’iterazione di suoni come fosse una sola musica, con i relativi andante, largo, crescendo, diminuendo ecc.
A loro sono abbinati i colori, che cambiano con gli sfondi, l’alternarsi delle stagioni…
Piccoli cristalli di azioni che potrebbero essere viste dentro una casa, ma che non hanno niente di magico. La magia è il dolore del sentimento non corrisposto, dell’amore incapace di abbattere gli steccati della diversità. L’angoscia che diventa ansia e si muta in speranza. Il sacrificio che non aspetta e non vuole ricompensa. Favole: come dedizione, appartenenza, coraggio e visione tollerante e solidale della vita. Una palestra emotiva dove si attivano le sensazioni sopite e destate dalla confessione interiore, l’accorato pensiero di personaggi che, timorosi di esprimersi, grazie alla favola che irrompe e sovverte il sentimento prudente, trovano l’ardire per esercitare la loro passione.
Giancarlo Sepe

 

Associazione Culturale Teatro La Comunità 1972
via Giggi Zanazzo, 1  00153 Roma
Tel/Fax 06/5817413  e-mail 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Fonte: Ufficio stampa Compagnia

 

Lorenzo Balducci

Dal 28 giugno al 7 luglio. Il “Bordello dell’ Arte” riapre i battenti, per la gioia dei suoi fedelissimi avventori, nella suggestiva cornice del Casale della Cervelletta di Roma. Tra la conferma di una formula indiscutibilmente vincente ed alcune intriganti novità, l’ “immarcescibile” amministratore Luciano Melchionna ed il suo nutrito florilegio di prostitute e prostituti in vestaglia da camera ci accolgono pronti ad offrirci l’ennesima nottata indimenticabile.

Dignità Autonome di Prostituzione

Dal 27 ottobre al 13 novembre. “Mi paghi prima. E anche dopo se ti è piaciuto”. DAdP è la Casa Chiusa dell’Arte, dove gli attori – come prostitute - sono alla mercè dello spettatore. Rigorosamente in vestaglia o giacca da camera, adescano e si lasciano abbordare dai clienti/ spettatori che – muniti di dollarini, il denaro locale – contrattano il prezzo delle singole prestazioni con una “Strana  Famiglia” tenutaria della Casa. Conclusasi la trattativa, il “cliente” – uno, due o piccoli gruppi a seconda delle “perversioni” – si apparta, con l’attore scelto, in un luogo deputato dove fruirà di una o più pillole del Piacere: monologhi o peformances del teatro classico e contemporaneo, atti ad emozionare, far riflettere e divertire lo spettatore in uno “stupore nuovamente sollecitato”.

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