E’ la prima volta che mi avventuro fino allo Spazio Tertulliano, un teatro milanese leggermente periferico, insediato in una specie di capannone industriale che, una volta entrati, svela un piccolo interno laterale trasformato in sala. Ha circa un centinaio di comode poltrone rosse e in fondo alla saletta c’è un basso palco. Qui già da fuori si sente musica, che precede l’inizio e accoglie gli spettatori bagnati dalla pioggia insistente che ha reso uggiose molte serate quasi estive. Stasera però c’è un tributo a uno dei personaggi musicali più amati e rimpianti del rock, l’indimenticabile e affascinante Jim Morrison cantante dei Doors, portato in scena dalla Compagnia Artistica Tertulliano con la regia di Giuseppe Scordio.

Una stagione difficile si apre per uno spazio privato, “piccolo”, che ha scelto la via del teatro per professionisti, in un ex capannone industriale della periferia di Milano. Sesta stagione orientata decisamente al contemporaneo per lo Spazio Tertulliano, con venti titoli in cartellone e proposte originali, ispirate a lavori noti ri-scritti e rivisitati.

TOP