Ritorna in scena “TREND - nuove frontiere della scena britannica”, la ricchissima rassegna curata da Rodolfo di Giammarco, giunta ormai alla XVI edizione. L’appuntamento è come di consueto al Teatro Belli, dal 10 ottobre al 17 dicembre.

Dal 23 novembre all’11 dicembre. Una giornalista giovane e determinata affronta un lungo viaggio per intervistare Mario Capaldini, ex scrittore di successo, un uomo burbero e cinico che da alcuni anni ha chiuso ogni rapporto con il mondo dopo aver rifiutato un importante premio letterario. Ma non sarà sola. La storia di tre personaggi alle prese con la propria solitudine. Convincente l’interpretazione di Giampiero Rappa, già navigato nel teatro di parola, brillante e spontanea quella di Giuseppe Tantillo, un po' troppo artificiosa e monotona quella di Alice Ferranti, che incide negativamente sulla riuscita della pièce, rendendone macchinosi i meccanismi.

E’ stata presentata la stagione 2016/2017 del Teatro della Cometa, pronto ad offrire un calendario equilibrato tra commedie brillanti e lavori più strutturati dal punto di vista drammatico, curato con passione dal Direttore Artistico Giorgio Barattolo. Tra ritorni di artisti amatissimi dal pubblico, la leggerezza ed ironia della commedia, un occhio costantemente rivolto alla drammaturgia contemporanea in special modo italiana, contaminazioni musicali e progetti collaterali focalizzati su tematiche culturali, si preannuncia una stagione quanto mai ricca e variegata, pronta ad accogliere gli affezionatissimi abbonati e nuovi spettatori nell'incantevole cornice dell'intimo teatro incastonato tra il Campidoglio e il Teatro di Marcello.

Nella baita ricostruita da Francesco Ghisu al Teatro Argot, dal 5 al 21 febbraio in prima nazionale, "Nessun luogo è lontano", scritto, diretto e interpretato da Giampiero Rappa, in scena con Valentina Cenni e Giuseppe Tantillo e con musiche originali di Stefano Bollani.

Dall'1 al 13 dicembre il Teatro Argot diventa una terra di mezzo tra Italia e Albania, tra futuro e passato, tra padre e figlio, grazie ad "Albania casa mia", scritto e interpretato da Aleksandros Memetaj e diretto da Giampiero Rappa.

Il Teatro Argot Studio è pronto ad accogliere il suo pubblico per la nuova stagione teatrale 2015/2016: Il Folle Volo Continua… Una presentazione originale alla stampa della nuova stagione articolata tra spettacoli di “lunga durata” e progetti, rassegne e laboratori, unendo il classico e soprattutto la rilettura e riscrittura di testi noti a novità in prima nazionale. Presentazione all’ insegna dello spettacolo con le musiche del Maestro Paolo Vivaldi, caratterizzate da note struggenti e di grande raffinatezza.

Dal 18 al 30 novembre ritroviamo al Parenti, Filippo Dini (Premio Le Maschere del Teatro per la grande prova teatrale nel "Romeo e Giulietta" di Binasco) e Arianna Scommegna (Premio Lina Volonghi '96, Premio della Critica 2010, Premio Hystrio 2011) in "Il Coraggio di Adele", di Giampiero Rappa (Gloriababbi Teatri) che cura anche la regia. Le scene sono di Barbara Bessi.

Trent’anni di storia 1984-2014/2015 proiettati in avanti, come recita il titolo della presentazione della prossima stagione teatrale, Visioni dal futuro. Un lavoro centrato sul testo non solo contemporaneo ma sulla sua attualizzazione. Il Teatro Argot Studio per la presentazione della stagione in modo originale sceglie di non recitare il Bignami degli spettacoli ma di trasferirne lo spirito, le ragioni e le scelte.

La macchina dei desideri

Dal 9 ottobre al 4 novembre. Ad aprire la stagione teatrale del Piccolo Eliseo un debutto nazionale, “La macchina dei desideri”, atto unico surreale, ironico e grottesco a firma di Giampiero Rappa, che ci conduce in un suggestivo reame dai connotati favolistici: ritmo narrativo avvincente, intelaiatura drammaturgica fantasiosa ed originale, e la capacità di interrogarsi con leggerezza su tematiche di scottante attualità quali l’opprimente crisi economica e la stoltezza di un potere coercitivo ed insensibile ai più elementari bisogni del cittadino. Una pièce godibilissima e divertente, ricca di sorprendenti colpi di scena ed interpretata con maestria da una compagnia particolarmente affiatata ed istrionica, capace di catturare senza riserve l’attenzione di un pubblico di ogni età.

La macchina dei desideri

PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI
9 ottobre | 4 novembre 2012
LA MACCHINA DEI DESIDERI
testo e regia Giampiero Rappa
con Silvia Ajelli, Cristina Cavalli, Fortunato Cerlino, Massimiliano Graziuso, Sergio Grossini, Francesco Guzzo,
Mauro Pescio, Antonio Zavatteri
scene Barbara Bessi
costumi Anna Coluccia
luci Gianluca Cappelletti
musiche originali Arturo Annecchino
assistente alla regia Stefano Patti
Teatro Eliseo / Gloriababbi Teatro

 

Il 9 ottobre, alle ore 20.45, si apre la stagione del Piccolo Eliseo Patroni Griffi con il debutto nazionale di La macchina dei desideri, il nuovo spettacolo di Giampiero Rappa, prodotto dal Teatro Eliseo e da Gloriababbi Teatro. Interpreti dello spettacolo sono Silvia Ajelli, Cristina Cavalli, Fortunato Cerlino, Massimiliano Graziuso, Sergio Grossini, Francesco Guzzo, Mauro Pescio, Antonio Zavatteri.
In concomitanza alla messa in scena dello spettacolo La macchina dei desideri, il Piccolo Eliseo ospita negli spazi del foyer la mostra di opere d’arte di Alessandra Amici, Veronica Botticelli, Marco Colazzo, Mauro Silvestre, Seboo Migone, Francesca Romana Pinzari e Caterina Silva. Questi sette artisti, che hanno tutti gli studi al secondo piano degli ex magazzini di Via Arimondi, sono stati invitati a realizzare ognuno un lavoro liberamente ispirato alla commedia.
La macchina dei desideri è una commedia divertente capace di far viaggiare lo spettatore in un luogo senza tempo. In un villaggio chiamato Obetrek, in piena crisi economica e con il problema della siccità, due commercianti stranieri costruiscono una macchina in grado di realizzare i desideri della gente. Cosa succederebbe se i desideri di ogni individuo si realizzassero ma fossero in contrasto gli uni con gli altri? E quali sarebbero le conseguenze per il villaggio se tra questi desideri ci fossero anche quelli di un Sindaco narcisista, assettato di potere e senza scrupoli? Da queste domande nasce la brillante e grottesca storia scritta da Giampiero Rappa nel 2007, dove otto attori interpretano tredici personaggi, riscostruendo la vita intera di Obetrek. L’eroe della favola è un bambino di nome Eliot che si adopera per la felicità degli altri. Nel suo animo ci sono ancora l’altruismo, la creatività e l’ottimismo che gli altri abitanti hanno perso, troppo impegnati a soddisfare i propri effimeri bisogni. Una metafora dei nostri tempi narrata con grande ironia e profondità dalla Compagnia Gloriababbi Teatro che ripropone una commedia dopo il grande successo di ”Sogno d’amore”.
All'ingresso del Teatro Eliseo
è stata posta una ricostruzione della macchina dei desideri per accogliere i desideri del pubblico. Alla fine di ogni replica dello spettacolo verrà letto dagli attori della compagnia un desiderio scelto tra quelli inviati.
Note di Regia
Ho scritto il testo de La macchina dei desideri nell’estate del 2007 e a cinque anni di distanza mi trovo a farne la regia, dopo che molti dei temi in essa trattati sono diventati di attualità, sia nel mondo che nel nostro Paese, tra cui l’avvento della crisi economica che pone dei limiti alla realizzazione dei desideri dei singoli. Anche il tema dell’acqua, che nella storia ha un ruolo prettamente simbolico, oggi spinge molti individui a unirsi e a lottare per un bene comune imprescindibile. Molti conflitti nel mondo riguardano proprio la gestione dell’acqua, infatti alcune persone non sono più disposte ad accettare la speculazione dei più potenti.
Nella messa in scena abbiamo lavorato sui personaggi cercando di non giudicare il ruolo dei “cattivi”. È vero, nelle favole esistono i buoni e i cattivi, ma ho chiesto agli attori di immaginare il proprio personaggio come vittima di se stesso, della propria ambizione. Il modo in cui il Sindaco gestisce il suo villaggio ci fa pensare ai leader apparentemente democratici oggi in carica, come il premier russo e quello ungherese, che stravolgono le regole della democrazia con l’indifferenza e l’accettazione della maggioranza del popolo e, nel caso ungherese, anche dei paesi della comunità europea.
Per raccontare la favola abbiamo utilizzato due registri recitativi. Nella casa del piccolo Eliot il tono è volutamente drammatico, mentre nella bottega il tono è da commedia, a parte alcuni punti di svolta nella storia dei personaggi. Era importante alternare i due stili per permettere al pubblico di arrivare nella fase finale senza sentire pressante la morale della storia. Le gag comiche non sono state trovate in fase di prova, ma sono state scritte prima e gli attori le recitano cercando di trovare la motivazione nel carattere del personaggio. Esempi di questo sono il militare Pavol, che parla spesso in modo inopportuno per conquistare ossessivamente la stima del Sindaco, così come il servo Orfice nei confronti del padrone Gherbò. La madre Naria invece, metateatralmente parlando,  è come un attrice convinta di recitare  in un dramma e non può fare diversamente, vista la sua povertà e condizione fisica, che poi scopriremo essere condizionata da un aspetto psicologico. I clienti rappresentano quella tipologia di persone che ha perso completamente la capacità di riconoscere i propri veri desideri. Entrano nella bottega infelici ed escono euforici, in apparenza soddisfatti di aver pagato caro il proprio desiderio. In realtà, come drogati in astinenza, sono costretti dopo breve tempo a tornare nella bottega per esprimere un nuovo desiderio ancor più costoso. I loro occhi sono simili a quelli della gente persa nei giochi delle slot machine o nelle scommesse dei cavalli. La loro concitazione è simile a quella di chi passa la notte in un sacco a pelo ad attendere le offerte del nuovo centro commerciale.
I costumi caratterizzano fortemente i personaggi e gli attori giocano come nella commedia dell’arte, eliminando il tono naturalistico e portando il personaggio più verso il pubblico che verso sé stessi, senza psicologismi.
Rimane poi un mistero: la macchina funziona veramente?  Guardando le azioni del camaleontico venditore Gherbò potremmo dire subito di no ma poi nella favola i desideri sembrano realizzarsi veramente. La verità non si conosce, la lasciamo all’inventore della macchina a quella parte creativa che è in ognuno di noi e che è in grado, credendoci fermamente, di realizzare i propri desideri più profondi.
Costruire la macchina dei desideri non è stato facile per tanti motivi. Nello spettacolo ci sono tredici personaggi recitati da otto interpreti. Due attori fanno tre ruoli a testa, di cui un uomo interpreta una donna, un attrice adulta recita il ruolo di un bambino, un attore non anziano il ruolo di un vecchio, un’altra interprete ha sia il ruolo della madre che della prostituta. I luoghi dove si svolge l’azione sono cinque. Solo tre elementi scenici essenziali sul palco per far rivivere i tre punti cardini dove si svolge la storia. L’ambientazione non è definita e i costumi non sono contemporanei. Il registro recitativo contiene sia il tono della commedia che del dramma e l’equilibrio e sempre  appeso sempre a un filo.
Giampiero Rappa


PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI
Via Nazionale, 183 −  00184 Roma  
tel. botteghino: 06 4882114 | 06 48872222
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.teatroeliseo.it
ORARIO SPETTACOLI: Martedì, giovedì, venerdì – ore 20,45 / Sabato ore 16,30 e 20,45 /Mercoledì e domenica – ore 17,00. Lunedì riposo
COSTO DEI BIGLIETTI: poltronissima 22 euro – poltrona 16 euro

 

Fonte: Ufficio stampa Benedetta Cappon

 

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