Lunedì, 05 Ottobre 2015 17:16

Geppetto e Geppetto - Teatro India (Roma)

Nonostante l'apparente indifferenza (o forse ostracismo?) delle istituzioni e la conseguente assoluta assenza di risorse economiche a disposizione, prosegue il cammino del Garofano Verde, giungendo temerariamente e orgogliosamente alla ventiduesima edizione. La rassegna, concepita e curata da Rodolfo di Giammarco, è stata anche quest'anno accolta dall'abbraccio protettivo del Teatro di Roma diretto da Antonio Calbi, che ha offerto per tre serate il Teatro India per raccontare storie in cui autentiche emozioni, improcrastinabili istanze sociali ed i linguaggi della scena teatrale contemporanea si intrecciano nel comune denominatore di un'omosessualità che non richiede accettazione né tantomeno tolleranza, ma l'affettuosa accoglienza che dovrebbe essere naturalmente connaturata ad una società che si fregi dell'appellativo di civile. Protagonisti di questo trittico teatrale Licia Lanera con il reading "La donna nell'uomo" tratto da "Orgia” di Pier Paolo Pasolini, Saverio La Ruina con il work in progress "Masculu e fìammina" e Tindaro Granata con il reading "Geppetto e Geppetto", embrione iniziale della commovente riflessione dell'artista siciliano sul tema dell'omogenitorialità.

Mercoledì, 20 Maggio 2015 18:33

Macadamia Nut Brittle - Teatro India (Roma)

Torna a travolgere la scena e incatenare gli spettatori “Macadamia Nut Brittle”, secondo appuntamento del Trittico Furioso, focus che il Teatro di Roma dedica ai lavori provocatori e geniali di ricci/forte. “Macadamia Nut Brittle” è una favola nera, spietata e violenta, ironica ed esplicita, in cui intensi monologhi si alternano ai più bizzarri episodi per raccontare il dolore e lo spaesamento dell’adolescenza in una società massificata. Un’opera che può far discutere ma che incide a fondo il suo graffio.

Venerdì, 15 Maggio 2015 18:58

Still Life - Teatro India (Roma)

"Still Life", dal 12 al 14 maggio, ha aperto il focus dedicato dal Teatro di Roma ad una delle coppie più vive ed attive del teatro contemporaneo, ormai conosciuta in tutto il mondo: Stefano Ricci e Gianni Forte, che da anni utilizzano lo strumento teatrale per stimolare la sensibilità del pubblico e metterne in discussione le false sicurezze, grazie all’utilizzo di immagini al contempo forti e tenere. "Still Life", nato per rendere omaggio all’adolescente romano omosessuale suicidatosi nel 2012 con la sua sciarpa rosa, è una condanna alla discriminazione, alla crudeltà verbale e fisica di un mondo che cerca di annientare le differenze, fino ad uccidere la dignità umana.

Dal 12 al 21 maggio al Teatro India va in scena TRITTICO FURIOSO, focus dedicato al teatro di ricci/forte con le riprese di Still Life, Macadamia Nut Brittle e Imitationofdeath.

La giovane compagnia siciliana Vuccirìa Teatro apre la rassegna “Garofano Verde - Scenari di teatro omosessuale”, con “Io, mai niente con nessuno avevo fatto”, lo spettacolo vincitore del Roma Fringe Festival 2013 e del San Diego Fringe Festival 2014. Abbiamo incontrato Joele Anastasi, Enrico Sortino e Federica Carruba Toscano nel foyer del Teatro Argentina, subito prima della cinquantesima replica dello spettacolo, raccogliendo nei loro occhi e nelle loro parole l'entusiasmo di un così ambizioso traguardo, raggiunto con talento, tenacia ed instancabile impegno, e scoprendo i loro prossimi numerosi progetti in cantiere.

Giovedì, 11 Settembre 2014 19:44

Un bacio - Teatro Argentina (Roma)

In scena al Teatro Argentina il 10 settembre, per la Rassegna Garofano Verde, “Un bacio” di Ivan Cotroneo.

Mercoledì, 10 Settembre 2014 20:44

Birre e rivelazioni - Teatro Argentina (Roma)

Martedì 9 settembre al Teatro Argentina, Roberto De Francesco e Andrea Renzi hanno portato in scena Birre e rivelazioni di Tony Laudadio per il secondo appuntamento del Garofano Verde, la rassegna di teatro omosessuale ideata e curata da Rodolfo di Giammarco.

Già vincitore del Roma Fringe Festival 2013, “Io, mai niente con nessuno avevo fatto” ha ora conquistato anche il Teatro Argentina di Roma. Proposto nell'ambito della rassegna “Garofano Verde - Scenari di teatro omosessuale”, lo spettacolo della promettente compagnia siciliana Vuccirìa Teatro ha catturato e commosso il pubblico grazie a un testo denso, duro e toccante e alle talentuose e vigorose interpretazioni dei tre giovani attori in scena. Temi dolorosi e impegnati come l'omosessualità, la violenza e la malattia sono raccontati con toni originali ed emozionanti, il dialetto siciliano dà calore a un testo già potente, l'impianto scenico essenziale non distoglie dagli accurati ritratti dei personaggi. Ne esce così uno spettacolo delicato e brutale che prende allo stomaco, oltre che al cuore.

Il punto interrogativo che campeggia nel titolo di questo articolo non rappresenta uno spaurito refuso o il frutto della prima cocente calura di una stagione estiva che non cessa di farsi desiderare. Lo definirei piuttosto un segno dei tempi. Quelli in cui la politica culturale di una città si articola con fulminei bandi a dir poco bizzarri, postille, ricorsi e lotte intestine. Quelli in cui una rassegna storica e dall'indubitabile valore artistico come il "Garofano Verde", giunta alla ventunesima edizione, sembra condannata all'oblio dettato dalla crisi economica e soprattutto dall'ottusa cecità degli operatori culturali; invece di sostenere, promuovere e valorizzare gli strenui sforzi degli organizzatori di una rassegna che non solo ha ospitato nell'intima cornice del Teatro Belli alcuni degli artisti che hanno contribuito a definire la drammaturgia e l'arte attoriale italiana con maggior vigore negli ultimi due decenni (un elenco inevitabilmente lacunoso include ricci/forte, Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, Andrea Baracco, Valter Malosti, Massimo Verdastro, Luciano Melchionna, Maria Paiato, Valentino Villa e Giovanni Franci) ma ha anche instancabilmente propugnato ideali di uguaglianza, partecipazione e integrazione sociale, l' inestimabile ricchezza di questo patrimonio viene dimenticata a cuor leggero e tutto sprofonda nel silenzio. Così nella speranza di un, tardivo, rigurgito di assennatezza da parte delle istituzioni rivolgiamo lo sguardo a quella che avrebbe dovuto essere una mera anteprima della rassegna, ospitata sul prestigioso palcoscenico del Teatro Argentina, e che ha visto protagonisti Pippo Delbono, con uno studio tratto da "La notte poco prima della foresta" di Bernard-Marie Koltès, e Antonio Latella, con la mise en espace del testo di Federico Bellini "Caro George", magistralmente interpretato da Giovanni Franzoni.

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