Sono gli uomini senza voce, quelli ridotti al silenzio, considerati dalla società persi da perdizione, come diceva di un amore non tollerato Marguerite Duras in "Occhi blu, capelli neri", che interessano a Galliano Mariani. Sono le persone considerate solo individui da rieducare o da restituire come vuoti a perdere in una discarica della vita, quelle alle quali l’attore presta la sua attenzione, non per schierarsi contro coloro che pretendono di stare dalla parte dei giusti ma perché ci sia uno spazio per ognuno di noi. Dopo aver particolarmente apprezzato il precedente lavoro da lui interpretato, "Sissy Boy", abbiamo incontrato Mariani in occasione delle repliche romane del suo nuovo progetto "Millennium Bug" - firmato da Sergio Gallozzi e diretto da Christian Angeli - liberamente ispirato a "Il Maratoneta" di Luca Coscioni.

Dal 6 al 9 novembre, sul palco dei Filodrammatici a Milano, torna “Illecite//Visioni”, la rassegna di Teatro Omosessuale, con la direzione artistica di Mario Cervio Gualersi, in collaborazione con CIG Centro d’Iniziativa Gay, Comitato Provinciale Arcigay di Milano. Il festival, promosso dal Teatro Filodrammatici e nato quasi come timida scommessa tre anni fa, ha registrato l’anno scorso un grande successo di pubblico, segno anche che la domanda culturale di questa città, in fermento per l’Expo, sta cambiando e che ci sono spazi culturali in grado di soddisfarla, se non addirittura di prevenirla. Per questo la rassegna ha avuto sin da subito il contributo di Comune di Milano Assessorato alla Cultura e Assessorato alle Politiche Sociali / Casa dei diritti e  Regione Lombardia / Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie con il patrocinio di U.N.A.R. Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Pari Opportunità.

"Sissy Boy" è stato lo spettacolo - un monologo tratto da una storia vera ambientata negli Stati Uniti e adattata con ironia e incisività all’ambiente italiano - incastonato nel cuore della giornata dedicata dal Calàbbria Teatro Festival agli ‘amori diversi’, non riconosciuti. Una prova di valore per un testo articolato, complesso, sottile, che merita una lettura oltre lo spettacolo; una regia essenziale ma altamente simbolica che nasce intrecciando il testo alla scenografia e all’interpretazione come un percorso iniziatico.

Mercoledì, 05 Febbraio 2014 21:15

Sissy boy - Teatro Lo Spazio (Roma)

Dal 28 gennaio al 9 febbraio. C'è una cura per correggere i più intimi desideri, le propensioni più fisiologiche, i bisogni più radicati? E chi stabilisce cosa è giusto o sbagliato, chi, cosa è normale? Ispirato alla vicenda reale di Kirk Andrew Murphy, morto suicida nel 2003, e colpevole solo di essere omosessuale, “Sissy boy” è un resoconto di una vita a cui, sin dagli albori, viene strappato brutalmente il sogno, la libertà.

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