Un teatro storico della Capitale rilancia una stagione con una proposta articolata e varia, dalla commedia alla magia, dalle incursioni culturali in teatro, a formule di teatro-studio di omaggio a grandi personaggi, con una forte presenza della musica dal vivo, fino ad un format di teatro immersivo, perché tutto quello che è racconto al pubblico da un palco è teatro. In fondo con “Rumori fuori scena” c’è posto anche per un classico, senza che la prosa classica sia citata. Il direttore artistico, Viviana Toniolo, passa in rassegna la sua proposta per la nuova stagione da uno dei palchi storici di Roma che non è mai stato solo teatro ma impegno per il pubblico in senso ampio, anche politico. Il cartellone racconta bene la metafora di un teatro inteso non solo come spettacoli in senso classico: prosa comica e tragica, ma ben altro. Esordisce affermando che il teatro non chiude - precisazione d’obbligo viste le tante recenti polemiche e troppe voci di corridoio, non è venduto ma resta in vendita.

Presentata alla stampa e al pubblico la nuova stagione teatrale del Teatro Quirino Vittorio Gassman che punta ad un ventaglio di proposte variegate confermandosi come “Teatro POP”, attento alla tradizione senza perdere di vista i linguaggi della contemporaneità.

Numeri e poesia si incontrano e si fondono nella vita di Ada Lovelace Byron, figlia della matematica Anne Isabella Milbanke e di Lord George Byron. Dal mescolarsi di razionalità e fantasia nasce Ada, affascinante contessa matematica, figura purtroppo assai poco conosciuta. Nel bicentenario della nascita di Ada Lovelace Byron, Valeria Patera ci restituisce un suo ritratto completo ed inedito, affidandone lo spirito all'elegante interpretazione di Galatea Ranzi.

Dopo la recente nomina a Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione presenta una Stagione che riconosce la linea di lavoro e ricerca che negli anni ha visto ERT crescere assieme alla sua città. È proprio quella con la città la prima relazione che il Teatro deve tessere, riconoscendovi un luogo privilegiato di riflessioni, crescita personale, sviluppo di senso critico ma anche un importante momento di confronto con la realtà e la contemporaneità che ci circondano.

Giovedì 19 e venerdì 20 marzo il Teatro Palladium ha ospitato il monologo con il quale Galatea Ranzi, insieme all’autore Paolo Modugno, ha voluto omaggiare la memoria di una delle icone del teatro italiano, Marisa Fabbri. Lo spettacolo a lei espressamente dedicato non ha però nulla di biografico: ciò che della Fabbri si è voluto evocare è stato il suo modo di intendere la vita, la società e ovviamente il teatro; il suo approccio critico che ha lasciato in eredità a chi, come la Ranzi, è stato suo allievo.

Il Teatro di Roma propone un ciclo di appuntamenti dedicati alla drammaturgia contemporanea. Quattro incontri a cura di Piero Maccarinelli per quattro testi presentati in forma di letture sceniche al Teatro Argentina il 12 e 26 gennaio, il 9 e 23 febbraio: L’esposizione universale scritta da Luigi Squarzina, L’onda di Maometto di Alberto La Volpe, Il drago di carta di Sergio Pierattini e Disperata felicità di Melania Mazzucco e Luigi Guarnieri. Quattro scritture del presente per riflettere sulla cultura, la politica, la memoria, la realtà del nostro tempo.

Da mercoledì 26 novembre 2014, al Parco della Musica di Roma, prende il via Flautissimo a Teatro, con la direzione artistica di Stefano Cioffi, organizzato dall’Accademia Italiana del Flauto in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e con il sostegno di Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica. Tre giorni di proposte teatrali innovative, con produzioni in prima assoluta, che vedranno in scena tre grandi attori, Massimo Popolizio, Valerio Aprea e Galatea Ranzi tutti accompagnati da musiche originali eseguite dal vivo.

Lunedì, 10 Novembre 2014 20:09

Fedra - Teatro Franco Parenti (Milano)

Con Galatea Ranzi, che è Fedra sul palco del Parenti dal 5 al 16 novembre, compiamo un viaggio nel tempo. La drammaturgia di Eva Cantarella e la regia di Consuelo Barilari ci portano a ripercorrere a ritroso, partendo da una Fedra anni ’60, le tappe del suo lungo percorso: dalla penna di Euripide alle contaminazioni dovute al passare dei secoli. Un lungo cammino in cui la donna Fedra si affranca dalla classicità che la vuole sottomessa all’uomo, per cercare la libertà di essere. Passa anche dal cinema, con il film "Phedra" che Jules Dassin, già assistente alla regia dello stesso Hitchcock, gira nel 1961. Ed ora, qui, sul palco del Parenti, liberata dalla schiavitù delle passioni, dal peso delle convenzioni, sceglie di morire di nuovo, non per vergogna, ma per gridare al mondo la sua consapevolezza di donna e il suo diritto di amare al di là dei limiti imposti dalla società benpensante.

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