La mamma è sacra, come ben sappiamo tutti noi che abbiamo avuto in sorte d'esser figli, ma non sacra al punto da dedicarle cinque libri stile Pentateuco. Meglio una trilogia. Ancor meglio se la trilogia viene messa in piedi da un'attrice dello stampo di Gianna Coletti, capace di far sorridere e riflettere nel contempo, in virtù di una lunga esperienza collaudata su entrambi i palcoscenici: quello teatrale e quello della vita. Entrambi effimeri, certo, ma entrambi così indispensabili. Dunque la Coletti ha fatto un «trittico» - prima un film, poi un libro, infine uno spettacolo teatrale andato in scena al Teatro Linguaggicreativi in due tranche, dal 10 al 12 e dal 17 al 19 novembre - per raccontare il rapporto, specialissimo, che l'ha legata e la lega ancora indissolubilmente a sua madre Anna.

“Mamma a carico - mia figlia ha novant’anni” è un monologo comico e struggente sul rapporto tra una donna di cinquant’anni, Gianna, e una vecchia ribelle di novanta, cieca, che porta occhiali 3D perché da sempre è abituata ad avere qualcosa sul naso, non cammina più e la testa ogni tanto va per conto suo. Quella vecchia è Anna, la madre di Gianna. Lo spettacolo è tratto dal libro ominimo della stessa Coletti, edito da Einaudi nel 2015, ed è arricchito con proiezioni di scene di vita reale dal docufilm, uscito nel 2013, “Tra cinque minuti in scena”, che vede Gianna e Anna protagoniste. Dopo il film e il libro, il testo teatrale conclude la trilogia del rapporto madre-figlia nel momento più difficile della vita.

Martedì, 31 Marzo 2015 19:11

Palloncini - Spazio Tertulliano (Milano)

Dal 25 al 29 marzo. Sceneggiatore del film "Tra cinque minuti in scena" premiato dal pubblico e dalla critica come Miglior Film Indipendente, Gabriele Scotti presenta il suo nuovo spettacolo: un ritratto tragicomico per riflette sulle diversità. Per una madre alle prese con i preparativi della festa di compleanno del figlio, una banale domanda sul colore dei palloncini si trasforma nella porta d’accesso a un flusso ininterrotto di pensieri e paure sull’identità di genere. Tra riflussi gastrici e ricerche su Google emergono veri e falsi problemi, ipocrisie e sinceri timori. Dedicato a chi pensa che di diversità se ne parli fin troppo.

Lunedì, 28 Ottobre 2013 20:24

Le Poveracce - Spazio Tertulliano (Milano)

Non sempre, bisogna dirlo, il sesso femminile sa essere autoironico. Ma quando sfodera questa magnifica arte, i risultati sono nettamente superiori rispetto agli uomini. Dal 23 al 27 ottobre, lo Spazio Tertulliano ha ospitato Le poveracce: una pièce in cui le tre protagoniste - Gianna Coletti, Beatrice Schiros e Vanessa Korn - hanno dato prova di alta professionalità. Dirette da Gabriele Scotti - maschio abilissimo nello scavare l’universo interiore dell’altra metà del cielo - si sono immedesimate in tre donne sull’orlo di una crisi di nervi. Benvenuti nel mondo di Fortunata Speranza, Zocco Lara (nome che va letto tutto d’un fiato) e l’Avvocato delle Pene.

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