Neri non amava i funerali perché non amava i preti e i loro discorsi insulsi; e ancora peggio detestava il ricordo del defunto da parte dei vivi. Il più delle volte erano patetiche balle pronunciate in nome di un buonismo ipocrita. […] Neri pensò a quello che avrebbero potuto dire di lui: sarebbe stato ricordato come un porco deviato, gran sodomita, cinico, bestemmiatore della prima ora, incarognito verso il prossimo, razzista nel midollo, ma onesto. Perlomeno con se stesso. Queste parole sarebbero piaciute a Neri, specie se pronunciate solennemente da qualche suo amico ubriaco.

Dopo anni ed anni di letture, dopo aver ascoltato superficiali disquisizioni sulle differenze tra giallo e noir, sulle distinzioni tra polizieschi e thriller, sulle inutili sottocategorie che opponevano il giallo mediterraneo a quello anglosassone, si era convinta che esistessero solo due generi di cui tener conto: le storie raccontate da chi sapeva indicare compiti e procedure degli inquirenti (e allora il protagonista era un soggetto che per dovere istituzionale svolgeva le indagini, come un poliziotto, un avvocato, un magistrato) e le storie inventate da chi tali procedure non le conosceva. In quest’ultimo caso il protagonista era un soggetto qualunque, incappato per caso in una vicenda più grande di lui. Cavolo! La stessa cosa che era capitata a lei”.

<<... Quando arriva, la vittima è già coperta da un lenzuolo e c'è un discreto stuolo di caramba e autorità investigative, più o meno importanti, rinchiuse nei cappotti in cachemire dal bavero alzato e borsalino d'ordinanza. Stanno dentro il recinto delimitato da un nastro in politene bianco e rosso. Off limits. Zona cadavere! La polizia ferroviaria l'ha scoperto a lato dei binari. Anche se a dire il vero, la scoperta l'ha fatta un barbone che li ha subito avvertiti, ed ora è lì che rilascia al brigadiere il suo mezzo resoconto. L'ha casualmente incontrato intorno alle due, quando a momenti gli rovina sopra inciampandogli nelle gambe. E quello non s'è nemmeno scusato. Racconta di averlo illuminato con l'accendino. “Eh... proprio una brutta scena che m'è venuto da voltare lo stomaco” dice grattandosi una barba pepe e sale dai riflessi nicotina “sangue... un mucchio di sangue.”...>>

Omicidi, misteri e la terrificante eredità di un sadico criminale. Presente e passato si fondono in un noir avvincente dal ritmo incalzante con protagonisti personaggi reali del quartiere Brera e dell’Aprica (SO)

Impegni, lavoro, scadenze, obiettivi da raggiungere. Chi di noi non ci è cascato? Una vita di corsa, sempre sul filo del rasoio.

Il libro descrive il percorso culturale dell'uomo e dell'artista attraverso più di vent'anni di produzione discografica,analizzando le sue canzoni e interpretando la sua poetica.Attraverso le parole del cantautore e la ricercatezza dei suoi testi poetici. l'autore del volume ha cercato di far vivere le tante pagine scritte negli anni, oltre la traccia del disco. Il libro si presenta, quindi, non solo come un viaggio nei suoni e nei colori della cultura partenopea, ma segue un percorso più ampio alla ricerca delle sonorità dell'intero Mediterraneo. Nel lavoro sono presenti l'intervista a Pino Daniele,la discografia e la filmografia.La prefazione è di Renato Marengo.

Sono stanco, fuori moda, sporco di bava e di grasso, sono incazzato e dal profondo della mia imbottitura, salvo il cane e il meccanico, vi odio tutti! Detesto voi e questa dannata città, questo manicomio luminoso per clown, questo divorzio orizzontale che tutto divora e tutto si prende”.

Lunedì, 15 Dicembre 2014 22:26

"La variabile Costante" di Vincenzo Maimone

“Nella mente di Costante il quadro andava chiarendosi. Certo, mancavano ancora delle tessere importanti, ma lo sfondo, il tema generale, sembrava essersi ormai completamente dipanato. Bisognava solo collocare le pedine nella corretta posizione. Come in una sorta di marchingegno meccanico, il funzionamento era collegato alla corretta armonia tra gli ingranaggi. Ed era questa la parte del suo lavoro che Costante amava di più. Quel miscuglio sapiente di mano e ingegno, intuizione ed esperienza”.

La globalizzazione ha modificato, negli anni, abitudini, ambienti e persone a Sannazzaro de' Burgondi, piccola cittadina di provincia nei pressi di Pavia, per lasciare spazio al consolidarsi di nuove routine.

È la seconda metà di novembre. In una discarica abusiva è stato ritrovato il corpo di un uomo, senza documenti.

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