Domenica, 03 Settembre 2017 12:23

“Morte a San Siro” di Alessandro Bastasi

“Nulla doveva sfuggire alle regole del “sopire, troncare”. Figurati la fuga di una figlia, un’onta da nascondere agli occhi del mondo, una vergogna…”

La vita è bizzarra, mai lineare. È tortuosa e carsica. Che sia tornato Iachino proprio ora avrà forse un senso, ma lo scoprirò a carte giocate.

Un simpatico libro di 347 pagine scritte da uno che le parole le ama così tanto da usarne perfino troppe, come si legge fin dalla prefazione in cui per quasi due pagine troviamo varianti sul significato della bellezza autunnale, anche un po’ malinconica, ma traboccante di colori e luci fino a che la nebbia non sommerge ogni cosa. L’idea è di offrire un sequel al giornalista Dante Ferretti che in precedente noir si è dedicato con amici e la ragazza a fare il detective, ottenendone pericoli adrenalinici e il risultato di avere fiuto anche più dei poliziotti locali. Questa volta anche e i lettori fidelizzati ne saranno felici, come anche i nuovi che leggono allo scopo di passare il tempo in modo diverso di chi guarda la televisione.

In un’epoca ormai lontana, nasce la storia del Dott. Salmoni. 140 pagine che si muovono in pochi mesi compresi tra il 1944 ed il 1945. Un’epoca non ancora troppo lontana e troppo difficile da dimenticare, anche per chi la conosce solo attraverso le pagine di storia, video, film e testimonianze di chi c’era.

Il ricordo è proprio dietro l’angolo della mente e tutto sembra così vicino per Sandro Bontempi, da un lontano aprile 1981, distante ormai trent’ anni ma che torna a fare capolino con strane telefonate e minacce, che fanno riapparire nella sua mente quei giorni intensi che lo videro protagonista, con i suoi compagni di ideali e di lotte armate, di una vera e propria tragedia.

Domenica, 27 Settembre 2015 13:06

"La sarta. Torino, 1942" di Roberto Gandus

La storia prende lo spunto da un fatto di cronaca avvenuto nel centro storico di Torino nell'inverno del 1942. A innescarla è la morte di un'anziana sarta: suicidio o omicidio? Incaricato dell'indagine, il commissario Mercatalli che non è del tutto estraneo alla vicenda.

Sabato, 25 Luglio 2015 19:16

“L’ammiratore” di Roberto Carboni

Il dottor Riosti entrò e guardò in giro. Le porte scrostate, le pareti annerite, i libri accatastati a terra. Fece una smorfia: “Un po’ cupo”.
“Sto cercando di entrare mentalmente in un altro romanzo”.
Il vicequestore annuì: “Ah, già, l’ispirazione…”.

Il commissario di polizia Mario Botteghi si alza dall’asfalto umido della notte, riprendendo lentamente i sensi. Davanti a lui, nel buio del parcheggio dietro la chiesa diroccata nel centro storico di Livorno, c’è la sua pistola ancora fumante. Poco più in là un cadavere. Qualcuno è riuscito a incastrarlo per bene.

Martedì, 16 Giugno 2015 16:54

"Tortona nove corto" di Pier Emilio Castoldi

Ferrero è fulminato dal pensiero di essere il più scarso tra i dilettanti. Prima l’avventura conclusasi con la sparatoria in aperta campagna, finita bene solo grazie all’intercessione di chissà quale congregazione di santi, ora questa missione notturna in scooter come due dementi. A raccontarle sembrerebbe più una sceneggiatura da vaudeville. Chissà perché, invece, nei libri noir le trame riescono così perfette? Perché tutte le cose si combinano e c’è sempre un ispettore o un commissario che segue una buona pista?

Nell’estate del 1858 il conte di Cavour incontra l’imperatore Napoleone III per convincerlo ad affiancare il Regno di Sardegna nella guerra contro l’Impero austriaco. L’operazione va in porto e il conte mette in allerta il marchese Arconati Visconti, a capo del “circolo di Cassolo”, luogo di ritrovo per patrioti, cospiratori e intellettuali del calibro di Alessandro Manzoni. Proprio il padre dei Promessi sposi giunge in Lomellina, ospite del marchese. Nel palazzo di Cassolo arriva anche il colonnello Enrico Strada, confidente del ministro della Guerra, Ferrero della Marmora. E in quei giorni d’estate, una spia inviata dal governatore del Lombardo-Veneto, terra al di là del Ticino soggetta all’Impero austriaco, s’insinua nel “circolo di Cassolo” scompaginando le carte dei patrioti lomellini.
Attraverso una Mortara occupata nella primavera successiva dalle truppe del feldmaresciallo Gyulai, si arriverà al colpo di scena finale sulle sponde della Sesia.

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