Francesco Mattana

Articoli di Francesco Mattana

Mercoledì, 18 Giugno 2014 21:08

Closer - Teatro della Memoria (Milano)

Era una notte buia e tempestosa. I ragazzi, con professionalità d'altri tempi, sabato 14 giugno hanno proposto Closer nonostante in sala ci fossero appena cinque spettatori paganti. Le ragioni di questa diserzione di massa? 1. Fuori pioveva che Iddio la mandava giù, un diluvio che avrebbe turbato anche un espertone in materia come Noè; 2. L'Italia, proprio quel giorno lì, debuttava ai Mondiali color verdeoro (peraltro contro l'Inghilterra, Paese in cui si svolgono le tormentate vicende d’amore del quartetto in scena). A questo si aggiunga un terribile mal di collo della protagonista Alessandra Basile, che l'ha fatta patire parecchio anche durante la rappresentazione. Insomma, una sequela di sfighe difficilmente ripetibile, che però i nostri quattro valorosi eroi - Alessandra Basile, Luigi Guaineri, Dario Merlini e Valentina Pescetto - hanno saputo affrontare con coraggio.

Piccoli Ponghi crescono. Ciascuno di loro riuscirà, con l’ottimismo della volontà e della ragione, a conquistare nel tempo la propria fisionomia da attore, quei caratteri peculiari che permettono a un interprete di essere unico e inimitabile. Ma ciò può avvenire solo grazie all’aiuto di un maestro: Massimo Pongolini li sta prendendo per mano uno a uno e, a giudicare dai risultati, sembra proprio che stia facendo bene il suo lavoro. Parliamo dei giovanissimi protagonisti di Ma…stiamo tutti bene?, andato in scena al Teatro della Memoria la sera (afosissima) del 10 giugno.

Sabato, 14 Giugno 2014 11:56

Assassine - Teatro Libero (Milano)

Due donne che discutono animatamente costituiscono una situazione interessante. Ma volete mettere la bellezza di cinque rappresentanti del gentil sesso che si scannano tra di loro? Oltretutto con quell'ouverture - tipicamente femminile - di rabbia sotterranea che poi, in un crescendo inarrestabile, si evolve in ripicche e accapigliamenti reciproci. Il bello di Assassine, andato in scena al Teatro Libero dal 3 all'8 giugno, è che le protagoniste si sono messe in gioco con sincerità. Bando alle ipocrisie di facciata, allo stereotipo millenario della creatura angelicata, stilnovista, petrarchesca: in un'ora di performance ci è passato davanti il dark side of the women.

Ognuno di noi, nel suo piccolo, è corresponsabile del fatto che al mondo non tutto va bene. Il problema forse è addirittura universale: quando un marziano sbarcherà per davvero sulla Terra ci racconterà che pure alle sue latitudini le cose non procedono affatto come si deve. C'è chi però, come la compagnia Òyes, ritiene infruttuoso abbandonarsi a sterili lamentazioni e preferisce veicolare la propria rabbia attraverso l'attività creativa. La forza di Va tutto bene consiste soprattutto in questo: è un testo scritto e interpretato da un gruppo di trentenni che hanno il coraggio di guardare in faccia la realtà; che osservano il paesaggio che li circonda con uno sguardo al contempo pessimistico e aperto a prospettive ottimistiche, disincantato ma disponibile ad accogliere l'incanto della vita.

Domenica, 01 Giugno 2014 17:20

Teorema Fornasari: il sogno nel segno

Ogni donna, è noto, conserva dentro di sé un mistero. Ma c’è anche chi come Teorema Fornasari custodisce più di un segreto nello scrigno della sua anima. A cominciare dal nome di battesimo: cosa si cela dietro il nom de plume Teorema? Io lo so, perché me lo ha confidato in un soleggiato pomeriggio genovese, ma me ne guardo bene dal rivelarlo ai quattro venti.

Non è facile ricostruire il rapporto tra Elisabetta I e Maria Stuarda; non è facile suggerire agli spettatori quel groviglio psicanalitico, intriso di invidie e livori sotterranei, che vissero le due regine, “parenti serpenti”d'oltremanica. Tutte cose non facili, che per essere portate a compimento necessitavano di una buona drammaturgia, una buona regia e brave attrici. Per fortuna, nello specifico, l'operazione era nelle mani di Paolo Bignamini, Alberto Oliva, Maria Eugenia D'Aquino e Annig Raimondi: fior di professionisti, che hanno mantenuto tutte le promesse e anche di più.

Caparbio. È l'aggettivo che più di tutti riassume la personalità, sfaccettata, di Gennaro D'Avanzo. Chi lo conosce lo sa: ha una grande energia, un temperamento forte che gli consente di ritrovare l'entusiasmo anche dopo aver vissuto, sulla propria pelle, le situazioni più spiacevoli. E sì che la vita lo ha posto di fronte a una sfida bella tosta, di quelle che ammazzerebbero pure un toro: dover rinunciare, contro la sua volontà, alla gestione del Teatro San Babila; dire addio alla sua creatura, a un'esperienza lunga oltre trent’anni che gli ha dato enormi soddisfazioni. Come riemergere da una delusione così cocente? Con la caparbietà, appunto. Ha preso armi e bagagli e, dopo un po' di porte sbattute in faccia, finalmente l'opportunità di proporre la stagione 2013-14 al Politeatro di viale Lucania.

Nella lunga carriera artistica di Adriana Asti è capitato, in più occasioni, che registi di fama internazionale le chiedessero di recitare nuda. Lo racconta lei stessa, con quell'ironia lieve e sottile che la contraddistingue. Ma ciò che fa di lei una grande attrice, destinata a lasciare di sé un ricordo immortale, è un altro tipo di nudità: lo “spogliarello dell'anima”, che ogni volta propone in scena con grande maestria; la capacità di mostrare nella loro trasparenza i sentimenti, le emozioni che si muovono dentro il cuore dei personaggi che interpreta.

Avendo alle spalle un buon numero di interviste posso dirlo con cognizione di causa: è una formula giornalistica interessante, che consente di approfondire l'animo umano. Sulla base di questa esperienza maturata nel tempo, credo di essermi fatto un'idea piuttosto chiara sulla giovane Roberta Pompa, enfant prodige di Ospitaletto (Brescia): la ragazza è tosta, persegue i propri obiettivi con costanza; ha una solidità morale e intellettuale decisamente non frequente tra le sue coetanee 23enni. Verrebbe da definirla addirittura saggia. La definizione calza, ma a patto di non scordare che la follia è il sale dell'attività creativa, il primo motore di qualunque scorribanda nei territori dell'arte. Scorrendo la biografia di Roberta si scopre che ha già mangiato parecchia “polenta e osei”: la partecipazione nella squadra di Mika a X-Factor 7 è solo una delle ultime tappe di un percorso che - tra vittorie ai concorsi canori, condivisione di palchi prestigiosi coi big della musica, il sogno di Sanremo quasi sfiorato - le ha già dato enormi soddisfazioni. Stringimi è il suo ultimo singolo: in radio dal 30 aprile, è il primo estratto dall'album Favola imperfetta che uscirà il 24 maggio. Carattere cosmopolita e sempre aperto a nuove sfide, in futuro potrebbe riservarci chissà quante sorprese. Non soltanto musicali.

Venerdì, 16 Maggio 2014 20:38

Usami - Teatro Aso (Monza)

Per capire la vera indole di una persona bisogna soffermarsi sul linguaggio preverbale: i gesti, la postura, lo sguardo di Massimo Onorato esprimono, più di qualunque parola, il suo bisogno di essere al centro dell'attenzione, di condividere con la gente l'idea che si è fatto sul mondo. C'è chi sceglie di fare teatro per dimenticare se stesso, celando la propria vera natura dietro i personaggi che incarna in scena. Massimo ha intrapreso una strada molto differente: sul palcoscenico racconta di sé e non di altri; rivendica il proprio ruolo nell'universo e ci tiene a ribadirlo in maniera diretta, senza ricorrere a metafore che potrebbero risultare svianti.

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