Francesco Mattana

Articoli di Francesco Mattana

Mercoledì, 18 Febbraio 2015 19:46

La donna che legge - Teatro Out Off (Milano)

C’è uno strano triangolo amoroso che lega Mirco, Giada e Federica, i tre protagonisti de "La donna che legge" di Renato Gabrielli, per la regia di Lorenzo Loris, andato in scena al Teatro Out Off. Tre personaggi che si cercano con passione a vicenda, ma come per uno scacco del destino, sempre nel posto e nel momento sbagliato.

Il triangolo no, non l'avevamo considerato. Perlomeno, non in queste sembianze così originali, così spiazzanti. Del resto la geometria non è un reato, così come è tutt'altro che criminoso il teatro sperimentale. Di più: il palcoscenico, oggigiorno, è uno dei pochissimi luoghi sulla terra in cui ci si può consentire, seppur con fatica, di reagire ai miasmi dell'omologazione e dell'appiattimento, proponendo al gentile pubblico dei salutari pugni sullo stomaco. Questo è Trilogia del triangolo, proposto al Tertulliano dal 14 al 18 gennaio: un benefico cazzotto in faccia che non rintrona gli spettatori bensì li risveglia dall'intorpidimento spirituale.

Mercoledì, 24 Dicembre 2014 12:14

Buona Novella - Tieffe Teatro Menotti (Milano)

Dal 5 al 31 dicembre. Dopo il successo di All'ombra dell'ultimo sole, replicato per ben tre anni, è ancora il mondo di Fabrizio De Andrè a ispirare la nuova produzione, Buona Novella. La doppia essenza di Cristo, mistero profondo e impenetrabile così come la doppia essenza dell’uomo, in lotta tra carne e spirito, tra bene e male. Domande senza risposta, forse, ma domande che hanno attraversato la storia del nostro pianeta, scatenato guerre, costruito pace, ispirato pensatori e artisti di epoche, lingue, culture differenti.

Domenica, 21 Dicembre 2014 13:44

Le Beatrici - Teatro Litta (Milano)

In scena al Teatro Litta dal 16 al 31 dicembre, “Le Beatrici” di Stefano Benni, per la regia dello stesso Benni e del Collettivo Beatrici, una produzione Litta produzioni e Bottega Rosenguild.

Giunto alla settima edizione, il Festival Dreamtime è un evento nato per mostrare nuovi progetti d’integrazione a favore dei disabili fisici, mentali e sensoriali. Il nuovo genere performativo, ancora poco conosciuto in Italia, permette di accogliere la propria diversità attraverso la danza. Lunedì 1 dicembre grandi interpreti di danza classica e contemporanea hanno animato al Teatro Manzoni di Milano il Gala Internazionale Dreamtime. Attraverso il prezioso sostegno di personalità di primo piano dell'universo del balletto, la serata si annunciava - e si è rivelata - assolutamente magica.

La contemporaneità non può che essere acchiappata per frammenti. Finiti i bei tempi in cui Pico della Mirandola o Marsilio Ficino, pur sprovvisti di Google Maps, avevano delle capocce talmente grandi da contenervi dentro tutta una visione globale del mondo. Del resto non tutti i mali vengono per nuocere: se anche noi, come gli intellettuali rinascimentali sopra citati, possedessimo delle antenne ricetrasmittenti così potenti, il paesaggio che si parerebbe davanti ai nostri occhi non sarebbe dei più allegri. Ma non c'è di che essere pessimisti, ragazzi: finché al mondo ci sono persone come il drammaturgo inglese Martin Crimp e i giovani del Simposio - che con lucida ironia raccontano le storture dei tempi nostri - l'effetto è catartico, per gli attori come per gli spettatori: i primi si liberano dei fantasmi angosciosi muovendosi in scena; i secondi, seguendo le loro spericolate peripezie sul palco.

I libri si dividono in tre categorie: inutili, passabili e imperdibili. Il grosso volume del giornalista marsalese Giacomo Di Girolamo Dormono sulla collina. 1969-2014 appartiene, senza dubbio alcuno, alla terza categoria. Si avvicina oltretutto Natale, e potrebbe essere un'ottima idea per un regalo. Nella lettera a Gesù Bambino bisognerà però premurarsi di aggiornare quest'ultimo sugli strani eventi accaduti in Italia negli ultimi 45 anni: una volta venuto a conoscenza di quali schifezze abbiano sporcato il suolo patrio nelle decadi trascorse, lui stesso farà in modo che la spedizione del testo avvenga con posta prioritaria.

PACTA . dei Teatri dà il via per il settimo anno consecutivo alla Rassegna Tεatr0inMatεmatica: la traduzione di concetti scientifici e matematici, apparentemente astrusi, in personaggi e trame avvincenti. Dall’11 al 23 novembre la rassegna inizia al Teatro Oscar con APPUNTAMENTO AL LIMITE - Il calcolo sublime con la drammaturgia di Riccardo Mini, la regia di Valentina Colorni e in scena Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini, Vladimir Todisco Grande.

Dal 5 al 22 novembre. La nuova produzione di Spazio Tertulliano affronta la vicenda dei tre grandi re Shakespeariani, attori di un’incontestabile svolta nella storia della monarchia inglese: se con Riccardo II la monarchia è emanazione divina e caposaldo intoccabile, con Enrico IV ed Enrico V il potere si sgretola e conduce ad una nuova concezione che trova fondamento sul consenso del popolo. I fatti storici dell’Inghilterra del XIV secolo riecheggiano alla luce del nostro tempo: i crimini commessi e i flussi di denaro sperperati dagli scandali del Mose e dell’Expo impongono al popolo il giudizio e l’immediato intervento.

Fosse facile comprendere se l'approccio all'arte - da artista o da semplice fruitore - sia più un vizio o più una virtù. Ma poi in fondo, chi se ne frega? L'essenziale, l'unica cosa realmente importante, è vivere l'emozione, quel trasporto unico che solo un buon prodotto creativo è in grado di regalare, sia esso una poesia di Wystan Auden o una composizione per pianoforte di Benjamin Britten. Oppure Il vizio dell'arte, in scena in questi giorni all'Elfo. Si parva licet, la premiata ditta Bruni-De Capitani sforna, stagione dopo stagione, delle rappresentazioni che un giorno diventeranno classici, al pari di Funeral blues e Death in Venice. Per il momento, in attesa della gloria postuma che arriverà senz'altro, si godono da vivi il successo di pubblico. Sono tanti quelli che seguono le loro peripezie sul palco, e crescono di anno in anno: Il vizio dell'arte ha superato perfino come numero di spettatori (paganti e non, i conti si fanno poi alla cassa) The History Boys, che a suo tempo fu un trionfo all'apparenza irraggiungibile.

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