Francesco Mattana

Articoli di Francesco Mattana

La compagnia “Scimmie Nude” torna al Teatro della Contraddizione di Milano con il debutto dello spettacolo "Cromosomie", confermando un rapporto di ospitalità artistica che prosegue ininterrotto dal 2008. Gaddo Bagnoli, direttore artistico di Scimmie Nude, dirige Andrea Magnelli, attore storico della compagnia, in un monologo che è il risultato di una ricerca sugli aspetti incompatibili e complementari che esistono tra le caratteristiche maschili e femminili nel corpo, nel cuore e nella mente di ciascun individuo.

Lunedì, 06 Aprile 2015 08:29

Fragile/Kyoto - Teatro Libero (Milano)

Fragile e Kyoto sono due atti unici di David Greig, due racconti vissuti durante la notte, quando la logica del giorno e della luce svaniscono, lasciando il posto alla verità, alla nostra pancia. Li ha portati in scena al Teatro Libero di Milano il regista Vittorio Borsari, con protagonisti Silvia Giulia Mendola e Alberto Onofrietti, per una produzione CHRONOS3 in collaborazione con PianoInBilico.

Martedì, 31 Marzo 2015 19:11

Palloncini - Spazio Tertulliano (Milano)

Dal 25 al 29 marzo. Sceneggiatore del film "Tra cinque minuti in scena" premiato dal pubblico e dalla critica come Miglior Film Indipendente, Gabriele Scotti presenta il suo nuovo spettacolo: un ritratto tragicomico per riflette sulle diversità. Per una madre alle prese con i preparativi della festa di compleanno del figlio, una banale domanda sul colore dei palloncini si trasforma nella porta d’accesso a un flusso ininterrotto di pensieri e paure sull’identità di genere. Tra riflussi gastrici e ricerche su Google emergono veri e falsi problemi, ipocrisie e sinceri timori. Dedicato a chi pensa che di diversità se ne parli fin troppo.

Creatrice di forme, Camille Claudel lavora con le mani e con il cuore, esprimendo una forza che la reclusione nell’ospedale psichiatrico di Ville-Evrard, all’età di quarantotto anni, fa emergere con una potenza distruttrice e alienante. Sì, perché la decisione di non creare più è tanto forte, per chi ha nella testa e nel cuore “del genio”, quanto quella di creare: forse di più. All’Accademia Colarossi incontra Auguste Rodin, che le chiede di entrare nel suo atelier. È l’inizio di una travagliata storia d’amore, forse la parte più nota della sua esistenza. Perché Camille non crea solo forme, dà le sue forme alle sculture di Rodin e dietro al volto femminile dello splendido e sensuale Baiser, eccola comparire… Ma lo stile di Camille non è quello del maestro. Dal 1883 in avanti espone le sue opere a Parigi e il suo nome comincia a circolare. Scolpisce L’Âge mûr, incarnazione della sua sofferenza, quando il sentimento per Rodin inizia a trasformarsi in odio, odio infinito, insopportabile, folle. «Delirio di persecuzione basato principalmente su false interpretazioni e false immaginazioni», la sua cartella clinica. Muore sola.

Sabato, 21 Marzo 2015 14:22

Il Bosco - Teatro Delfino (Milano)

Per Ruth e Nick, i protagonisti della pièce "Il Bosco", l’interrogativo di fondo è la possibilità degli uomini di essere liberi e di riuscire ad amare. La risposta provano a darla i due personaggi, che si sono allontanati dal frastuono della città per qualche giorno, rifugiandosi nella pace di una casa sul lago, completamente immersi nella natura. I due sono convinti che il silenzio li aiuti nella scoperta reciproca, come se il caos cittadino impedisca agli individui di ascoltarsi. Nick e Ruth sono alla ricerca di autenticità e credono di trovarla nell’aria pura, nel silenzio del bosco, nel volo degli uccelli... Il “Bosco” è uno dei piu’ impressionanti, lucidi e spietati ritratti che ci sia dato leggere sulla vita di coppia, sui fantasmi dello stare insieme, sull’atroce distanza (che può farsi lancinante, tragica) tra chi si ama, tra chi (cerca) di amarsi.

Lunedì 16 marzo 2015 presso il Teatro Franco Parenti di Milano si è tenuta l'edizione annuale della serata benefica a favore di Alyn Hospital di Gerusalemme. L’ospedale ha una forte rilevanza internazionale per la ricerca medica all’avanguardia e per le specifiche terapie che vi vengono applicate. Ma è anche uno straordinario simbolo in Medio Oriente di collaborazione tra popoli.

In occasione della “Festa della donna" è andata in scena al Teatro Oscar di Milano una pièce eccentrica sull’arte della prostituzione: lo spettacolo "Donne Donnine Donnacce" di Gianni Gori ricorda i volti noti delle “signore” che hanno praticato, per scelta o per vocazione, il mestiere più antico del mondo e la loro capacità di stregare l’universo maschile. Gianna Coletti, Giovanna Rossi e Vicky Schaetzinger rivisitano, con allegria e un pizzico di malinconia, un’insolita “viaccia” dove tornano a passare, spesso accompagnate dai loro scalcinati protettori, donnine allegre, disperate mantenute, protagoniste dei marciapiedi, da Berlino a Buenos Aires, dai bastioni di Milano ai carruggi di Genova.

Salieri contro Mozart nella prima “cena con delitto” della Storia. Un duello a colpi di musica, mentre il fuoco della passione brucia insieme al fuoco dell’invidia. L’inevitabile conseguenza di un dialogo fatto di “non detti”, parole schivate e sguardi incrociati, è il delitto, consumato subdolamente, senza il coraggio del gesto plateale, al punto che la morte di Mozart resterà per sempre avvolta nel mistero. A partire dal breve, ma potentissimo testo di Aleksandr Puskin, da cui Peter Shaffer e Milos Forman hanno tratto un grande film, lo spettacolo di Alberto Oliva e Mino Manni, in scena al Teatro Out Off dal 18 febbraio all'8 marzo, propone una discesa negli inferi della mediocrità, dell’ambizione artistica tarpata dal senso di inferiorità.

Domenica, 22 Febbraio 2015 14:32

Fucking the Leviathan - Plaza Cafè (Milano)

Fucking the Leviathan è il riassunto della personalità del suo ideatore Matteo Loglisci. O meglio di quel lato del suo carattere che egli da sempre mostra in pubblico, cioè l'anarco-individualismo, la rabbia frammista a disincanto, il citazionismo mai fine a se stesso. Questo è mr Loglisci: sempre stato così e sempre lo sarà. Anche se un aguzzino dell'Isis gli mostrasse il coltellaccio non cambierebbe, fidatevi di uno che lo conosce da anni. Che questo sia un bene o un male, lasciamo ai posteri l'ardua sentenza. Lui nel frattempo ai posteri mostra i posteri...ori, perché lo sberleffo indisponente appartiene al suo DNA.

Una cosa è certa: il commissario Maigret avrebbe provato una simpatia istintiva nei confronti dell’omicida Charles Alavoine. Senza dubbio lo avrebbe consegnato alla giustizia, ma di fronte alla carica umana di questo medico di campagna si sarebbe commosso, accantonando per un attimo il contegno burbero che lo contraddistingueva. Parliamo di Maigret perché è il personaggio più noto creato da Georges Simenon. E Lettera al mio giudice è il romanzo del narratore belga che Giuseppe Scordio ha riportato al Tertulliano per la seconda volta, dopo una prima assoluta nella scorsa stagione che aveva riscosso grande attenzione da parte del pubblico.

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