Francesco Mattana

Articoli di Francesco Mattana

In occasione del quarantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, dal 26 ottobre al 2 novembre a Teatro Libero è andato in scena "Più dei santi, meno dei morti - La notte in cui Pasolini", spettacolo della compagnia Fenice dei Rifiuti premiato ad Asti Teatro nel 2013.

C'è chi con granitica certezza si è convinto che Shakespeare fosse antisemita. Ma poi c'è anche chi, come Alberto Oliva e Mino Manni, considera tale questione essenzialmente secondaria, preferendo di gran lunga soffermarsi sulla bellezza inarrivabile della sua letteratura, sulla sterminata vitalità delle sue pagine, che manterranno inalterata la freschezza nei secoli dei secoli. Shylock. Io non sono come voi - in scena al Litta, Sala Cavallerizza, fino all'1 novembre - è un atto d'amore, niente affatto scontato, verso il Bardo.

La cornice del Tunnel del Soratte ispira Raphael Bianco a rappresentare situazioni di attesa, fuga, scampo, nell’ambiente claustrofobico di uno spazio che è stato testimone di sofferenza e strategie militari e dove danza e musica dal vivo interagiscono nella linea contemporanea di un dialogo aleatorio evocando suggestioni e stati d’animo attraverso l’interazione fra suono e gesto danzante. Le testimonianze recitate con le voci fuori campo contestualizzano ulteriormente questi luoghi, in momenti storici ben definiti, echi, ricordi da non dimenticare, vicende umane durante le guerre recenti e passate. Le immagini del regista Stefano Rogliatti, rendono visibili alcuni scorci non accessibili al pubblico. "Fuga - L’ultimo rifugio" è una riflessione sulle fughe, la guerra e la violenza di tutti i tempi attraverso uno spettacolo multimediale che riserva in ultimo uno slancio di speranza per tempi migliori.

La parodia di uno slogan storico diventa il titolo del nuovo spettacolo di Diego Parassole. Un titolo esagerato? Forse, ma non troppo! Comico e umorista di impegno, Parassole ci ha abituato a spettacoli di contenuto sociale, ecologico e umano. Certo, è una provocazione. I consumisti non mangiano i bambini… però tutti da tempo stiamo mangiando il loro futuro. Lo spettacolo parla di questo. Di come continuiamo a sopravvivere ascoltando più la pubblicità che il medico. Di come mangiamo ogni giorno il doppio di quello che ci serve. Di come, così facendo, creiamo un mondo dove da una parte si muore d’indigestione e dall’altra di fame.

Martedì, 29 Settembre 2015 19:31

Agrodolce - Teatro della Cooperativa (Milano)

Parlare di alimentazione ironizzando sulle abitudini degli italiani a tavola, attraverso i territori più o meno conosciuti delle frodi, delle sofisticazioni alimentari e della ristorazione. Per la gran parte degli italiani mangiare è una cosa sacra: siamo l’unico popolo che parla di cibo mentre mangia! Ma oggi non siamo più quello che mangiamo, come diceva Feuerbach, siamo quello che compriamo. Ma cosa compriamo? Facciamo male la spesa e il 30% della nostra spesa finisce nella pattumiera. In "Agrodolce" Claudio Batta porta lo spettatore a riflettere sulla tematica dell’alimentazione e degli sprechi con ironia e intelligenza, condendo il tutto con una buona dose di sane risate.

Arriverà il giorno in cui, accoccolata sul divano di casa e col portatile sulle ginocchia, scriverà la propria autobiografia. Materiale con cui riempire un libro ne avrà tanto, davvero tanto, solo che bisognerà pure trovare un titolo gagliardo, per invogliare la gente a leggerlo. Propongo Monica e il desiderio, come il film di Ingmar Bergman. Ma niente di pruriginoso, come qualcuno maliziosamente potrebbe intendere. Il desiderio della Faggiani è più nobile: è voglia di sincerità nei rapporti umani, di coerenza tra etica pubblica ed etica privata, di amore inteso come condivisione e non come possesso, di arte con la A maiuscola. Questa sono io, attualmente al Teatro Libero, è il suo ultimo impegno di stagione.

Chissà perché la fantasia di Pongo si è soffermata proprio su Salivoli. È un nome buffo, certo, ma l'Italia propone un variegato campionario di meraviglie consimili: Poveromo, nei pressi di Massa Carrara; Trepalle, frazione di Livigno; Po di Gnocca, zona Rovigo; Belsedere, a un tiro di schioppo (anzi, di s...chiappa) da Siena. Non ci facciamo mancare le allusioni, a quanto sembra. Abbiamo perfino, in Brianza, il masochistico Vergate sul Membro, tanto per ribadire che la sindrome di Tafazzi viene sempre praticata alle nostre latitudini. Casomai, visto che l'autore e regista di questo spettacolo ha voluto raccontare l'omicidio di una vecchia signora in un piccolo centro di periferia, il paese che fa da cornice agli eventi poteva essere Femminamorta, ubicato nell'alta Toscana.

Domenica, 28 Giugno 2015 14:19

Il Calapranzi - Teatro Out Off (Milano)

Dal 23 al 28 giugno. In un seminterrato isolato, Ben e Gus attendono l’ordine e il nome della prossima vittima. Ma l’attesa dei due sicari diventa indice di una minaccia: a poco a poco qualcosa di innominabile, di incomprensibile arriva dal sottoscala. Da un tubo interfonico e nel calapranzi l’ordine si fa ironicamente ordinazione e lo smarrimento si fa sinonimo di tensione. E’ l’inevitabile ritorsione che arriva da fuori e stravolge i piani dei due, crea conflitto, sposta, senza significato apparente, il mirino della loro aggressività, e inesorabilmente le loro paure. Le loro domande come le nostre sono destinate a non ricevere una risposta. La soluzione forse è illogica e insperata come la violenza degli uomini. "Il Calapranzi" di Harold Pinter approda al Teatro Out Off di Milano con la regia di Antonio Mingarelli, protagonisti in scena Fabrizio Martorelli e Alberto Onofrietti.

Dal 15 al 27 giugno. Il destino può riservare strani incontri, come quello tra il commissario Luigi Calabresi e l’anarchico Giuseppe Pinelli, che nell’aldilà si trovano a camminare fianco a fianco. Un confronto surreale e grottesco a cui si aggiungono le voci, ora amare ora rassegnate, di altre vittime del terrorismo e della lotta armata. Lo scenario cambia quando improvvisamente irrompe sulla scena, attraverso un singolare collegamento video, un dio ironico e anticonvenzionale, un vero e proprio deus ex machina impersonato da Paolo Rossi, che decide di rispedire questa strana coppia sulla Terra, ai giorni nostri, a Milano. Renato Sarti e Bebo Storti sono i protagonisti de "Il carnevale dei truffati" di Piero Colaprico, in scena al Teatro della Cooperativa di Milano.

Una scatola bianca, una vetrina per manichini. Proto - post esseri umani in vetrina. Noi ridotti alla radiografia di noi stessi. Noi futuribili - archiviabili - video ricattabili. Voci off, sonorizzazioni e musiche originali costruiscono una drammaturgia sonora in contrappunto, differita, cortocircuito con l’azione. Verso una frantumazione del linguaggio. La parola distorta, ripetuta, fatta a pezzi e poi montata ci restituisce un senso altro del detto. Esplicita il non detto, mixando pensiero, parola, azione e omissione. Una missione linguistica votata alla ricerca dell’assurdo in quello che diciamo. La banalità che si fa spirito. "NIP_not important person", la compagnia Macelleria Ettore_Teatro al Kg in scena al Teatro Out Off di Milano, dal 16 al 21 giugno.

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