Francesco Mattana

Articoli di Francesco Mattana

La mamma è sacra, come ben sappiamo tutti noi che abbiamo avuto in sorte d'esser figli, ma non sacra al punto da dedicarle cinque libri stile Pentateuco. Meglio una trilogia. Ancor meglio se la trilogia viene messa in piedi da un'attrice dello stampo di Gianna Coletti, capace di far sorridere e riflettere nel contempo, in virtù di una lunga esperienza collaudata su entrambi i palcoscenici: quello teatrale e quello della vita. Entrambi effimeri, certo, ma entrambi così indispensabili. Dunque la Coletti ha fatto un «trittico» - prima un film, poi un libro, infine uno spettacolo teatrale andato in scena al Teatro Linguaggicreativi in due tranche, dal 10 al 12 e dal 17 al 19 novembre - per raccontare il rapporto, specialissimo, che l'ha legata e la lega ancora indissolubilmente a sua madre Anna.

Renato Mannheimer, ovvero la gioiosa improntitudine nell'affrontare un palcoscenico a settant'anni. Debutto (quasi) assoluto sulle tavole teatrali per lo studioso di flussi elettorali, che in questo spettacolo dal titolo “Il sondaggista. Ovvero i danni del teatro”, portato in scena al Teatro Litta dal 9 al 12 novembre, ha avuto modo di confermare pienamente quelle attitudini istrioniche già intraviste nelle partecipazioni a Porta a porta, allorché tra un grafico e l'altro dava vita a gustosi botta e risposta con la «spalla» Bruno Vespa.

Domenica, 11 Dicembre 2016 09:07

Canto di Natale - Teatro Libero (Milano)

Dal 5 all'11 dicembre, il Teatro Libero di Milano accende l'atmosfera natalizia col dickensiano "Canto di Natale". Ripensato in una lettura contemporanea da Fabrizio Martorelli, lo spettacolo è una riscrittura teatrale non in chiave favolistica dell’omonimo racconto, bensì incentrata sulla valenza salvifica del rivivere il proprio passato con tutta la sconvolgente verità di quando accadde, e con la profonda consapevolezza che la propria storia personale non è scritta una volta e per sempre.

Mercoledì, 06 Luglio 2016 20:14

Identikit di Antonio Syxty

Un po' Duchamp e un po' Oscar Wilde, e non si sa bene chi tra i due sommi artisti gli sia maggiormente affine. Certamente c'è in Antonio Syxty il gusto dada della meditazione, provocatoria e spiazzante, sui confini labilissimi tra vero e falso, tra autentico e posticcio. I baffi della Gioconda erano senz'altro posticci, ma siamo poi così sicuri che la “vera” Monna Lisa sia quella leonardesca priva di peluria sul viso? Sicuramente Antonio questa sicurezza non l'ha mai avuta, e la bellezza dei suoi spettacoli dipende anche - forse soprattutto - dalla certezza che a questo mondo non vi è nulla di certo. “Penso dunque sono”, diceva Cartesio con una certa sicumera, e Syxty pronto gli ribatte: “Penso, ma può essere pure che non sono”. Poi c'è Oscar Wilde, e il suo celebre aforisma “o si è un'opera d'arte o la si indossa”. Antonio Syxty, co-direttore artistico del Teatro Litta, nell'indecisione imbocca entrambe le vie: è un'opera d'arte vivente, ma allo stesso tempo l'opera d'arte la indossa sulla propria pelle. E non c'è pericolo che questi complimenti possano incrementare la sua vanità, perché lui è sempre stato la vanità fatta a persona, con tutto ciò che di buono (nel suo caso) comporta l'indugiare nelle bibliche vanità delle vanità.

A vent'anni dalla scomparsa, Gino Bramieri è riuscito a fare l'ennesimo tutto esaurito al Teatro Manzoni. La serata del 2 maggio, condotta da Marco Columbro, ha visto alternarsi sul palco molti amici coi quali ha condiviso momenti felici della sua vita, nel lavoro come nel privato. E i festeggiamenti non finiscono qui. Sempre a Milano, la Biblioteca Umanistica dell'Incoronata in Corso Garibaldi ospiterà, fino al 29 maggio, una mostra che racconta l'uomo e l'artista in tutte le sue variopinte sfaccettature, tra fotografie, locandine e oggetti personali per la prima volta mostrati al pubblico. L'idea di festeggiare degnamente l'attore milanese è stata promossa con grande impegno dalla nuora Lucia, che ha potuto contare sulla collaborazione dell'Associazione Music and Partners, insieme al patronato della Regione Lombardia e al patrocinio del Comune di Milano.

Giunge al Teatro Carcano di Milano "Matti da slegare", coprodotto dal Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano e Mismaonda. Lo spettacolo, che ha debuttato il 30 gennaio al Teatro Goldoni di Bagnacavallo, visitando successivamente diverse città tra cui Chiasso, Stradella, Bolzano, Conegliano, Rovereto, proseguirà la sua tournée dopo le recite milanesi a Torino, Carrara, Vigevano, Pavia, Genova, Monfalcone, Forlì, Vicenza, Fano e altre piazze. A raccontare la vicenda dei “matti” Giovanni e Elia e il loro percorso di reinserimento nella società un formidabile terzetto formato da Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti (interpreti) e Gioele Dix (regista), ovvero tre fra i più apprezzati, riconoscibili, simpatici, popolari e socialmente sensibili personaggi dello spettacolo italiano.

Due spettacoli andati in scena al Teatro Alfredo Chiesa, facenti parte del progetto DonneTeatroDiritti, giunto alla settima edizione. Venerdì 5 e sabato 6 febbraio “Ipazia, la nota più alta”, affascinante racconto ispirato alla vita della filosofa del IV secolo. Domenica 7 febbraio “Un telescopio tutto per sé”, carrellata sulle astronome che hanno lasciato un segno profondo nella storia della scienza.

Tre serate di teatro al femminile, dall’11 al 13 dicembre, all’Atir Teatro Ringhiera, nella minirassegna “Tre donne per Atir” concepita a sostegno della sala del Gratosoglio, dimora della compagnia, che ha visto in scena tre sue attrici storiche con i loro lavori teatrali più importanti. Tre sguardi femminili, accompagnati da tre madrine d’eccezione. Si tratta di Irene Serini, Chiara Stoppa e Valentina Picello in scena con Moana Porno - Revolution; Il ritratto della salute; Alice, Cara Grazia con le presenze autorevoli in sala di Isabella Santacroce, Franca Valeri e Lella Costa.

Dal 18 novembre al 14 dicembre. Quattro giovani drammaturghi e sei giovani attori guidati da Renzo Martinelli e Francesca Garolla affrontano un percorso sperimentale, a cavallo tra alta formazione e creazione, che ha l’obiettivo di indagare, attraverso una totale riscrittura, "Germania 3. Spettri sull’uomo morto", l’ultimo testo, concluso a pochi mesi dalla morte, di Heiner Mülleruno degli autori più rappresentativi della drammaturgia contemporanea.

L'euforia della festa nella Notte di Sant'Agata fa da sfondo alla morbosa partita giocata tra la giovane contessa Giulia e il suo domestico Jean. Giuseppe Scordio si immerge negli abissi dell'animo umano affrontando il capolavoro che lanciò Strindberg nel firmamento dei grandi autori.

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