A Palazzo Venezia, lo scorso 24 luglio, è andata in scena, per la prima volta a Roma, una sapiente reinterpretazione della commedia di Molière “La scuola delle mogli”, diretta e interpretata da Arturo Cirillo, nell’ambito della rassegna “Il Giardino Ritrovato”.

Dall’11 al 29 aprile. Frutto dell’immaginazione di Giuseppe Patroni Griffi, che nel 1975 la rese protagonista del romanzo “Scende giù per Toledo”, Rosalinda Sprint arriva a teatro nello spettacolo omonimo portato in scena da Arturo Cirillo - uno degli artisti partenopei più acclamati, vincitore di diversi premi Ubu sia in qualità di regista che di attore -, che ne cura anche la regia.

Al Teatro Manzoni di Milano, dall’11 al 28 febbraio, la Compagnia Gli Ipocriti presenta “La gatta sul tetto che scotta” di Tennessee Williams, una pièce incentrata sulla menzogna e l' ipocrisia all'interno di una famiglia “ricca e felice”. La regia di Arturo Cirillo vi si posa come una lente di ingrandimento e consente allo spettatore di vederle annidate come vermi in qualsiasi gesto, parola, sorriso. Il regista inoltre, mettendo l'accento su dialoghi taglienti e velenosi, lascia molto spazio agli interpreti. In scena, i bravissimi Vittoria Puccini e Vinicio Marchioni, accompagnati da un bel cast di attori.

Si respira la poesia di un autore visionario e lucidissimo, si coglie il ricordo di una eroina fragile che nella spasmodica ricerca di amore raccoglie violente delusioni, si assapora l’atmosfera di un’Italia candida e crudele di cui abbiamo forse conservato la barbarie dimenticando la purezza, in Scende giù per Toledo di e con Arturo Cirillo.

Fino al 15 marzo - “La gatta sul tetto che scotta”, il dramma di Tennessee Williams Premio Pulitzer 1955, torna a teatro. All’Ambra Jovinelli di Roma, Vittoria Puccini e Vinicio Marchioni, coppia unita in un matrimonio infelice senza sesso né figli, ricoprono i ruoli che furono di Elizabeth Taylor e Paul Newman nella famosissima versione cinematografica. Ipocrisia, sessualità, denaro e famiglia sono i cardini di un testo potente che svela il volto drammatico di un nido familiare intriso di bugie, rancori e convenzioni sociali. Arturo Cirillo porta in scena uno spettacolo ben confezionato che però manca del graffio dell’originale.

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