Un progetto singolare, quello sul silenzio al centro dell’azione scenica, promosso da Francesco Chiantese - napoletano, vive a Pienza e lavora a Siena - con la sua Accademia Minima senese, a metà tra una residenza artistica e una rassegna, in programma a Rocca d’Orcia dal 2 al 4 ottobre, che vive il genius loci.

La passione verso l’opera di un grande maestro del cinema, Andrej Tarkovskij, e il fascino esoterico di un altro Andrej, il pittore russo e santo protagonista dell’omonimo film Andrej Rublëv, sono i cardini attorno i quali si inanella “Andrej - l'assenza di sé”, il nuovo spettacolo di e con Francesco Chiantese, che è stato presentato in anteprima nazionale in forma di studio a Firenze, presso l’ex-ospedale psichiatrico San Salvi. Uno spettacolo straniante, come il luogo che lo ospita, che può essere lo spunto per un lavoro interessante quanto intrigante e complesso per l’intreccio simbolico. In scena in realtà il concept è molto semplice e calca sulla presenza scenica dell’attore e il lavoro intorno al corpo.

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