All’interno della monografia dedicata dal Teatro di Roma al percorso artistico di Lucia Calamaro, autrice e regista romana dallo sguardo inesorabile, magistrale anello di congiunzione tra teatro e letteratura, si inserisce “L’origine del mondo”, vincitore di tre Premi Ubu nel 2012 (migliore novità italiana il testo, migliore attrice protagonista per Daria Deflorian, migliore attrice non protagonista per Federica Santoro). «Da cosa è composta la vita di un essere umano: un corpo e i suoi andazzi, una mente e i suoi rovelli, le cose e la necessità di gestirle - riflette Lucia Calamaro - e poi gli altri, sotto forma di affetti, rivali, problemi, salvezza, ristoro, passione, vantaggi, limiti. Ecco cosa si occupa idealmente di proiettare drammaturgicamente, forse anno ad anno, per ora pezzo a pezzo, come un puzzle, questo lavoro: una vita».

Elvira Frosini e Daniele Timpano tornano al Romaeuropa Festival con il loro teatro caustico e irriverente. Dopo Dux in scatola e Aldo Morto, Acqua di colonia affronta il tema del Colonialismo italiano e mette in crisi l’ideologia dominante attraverso una scrittura scenica capace di descrivere l’attualità affondando le radici nel tessuto storico della società italiana. Una storia iniziata già nell’Ottocento, quella del colonialismo italiano, e protrattasi per oltre sessant’anni ma che, nell’immaginario comune, si riduce ai soli cinque anni dell’impero Fascista. Una serie di eventi assopiti, che, nonostante tutto, plasmano ancora oggi il nostro immaginario insinuandosi in frasi fatte, luoghi comuni, canzoni, letteratura, perfino fumetti e cartoni animati.

“Nessun teatro si salva da solo” è una necessità. La necessità, l’ appello del Teatro dell’Orologio per questa stagione 2016/2017, la volontà di continuare a costruire un luogo che sia uno spazio aperto sotto cui ripararsi, dove il teatro, gli artisti che hanno voglia di sporcarsi con il teatro, possano essere. Un luogo costruito dall’incontro con l’altro, una disposizione ad accogliere, ad ascoltare per cercare di essere attenti. L’attenzione trasversale all’intero panorama contemporaneo nazionale, mista al rapporto vigoroso con le giovani realtà teatrali, rendono il lavoro dell’Orologio fluido e disarticolato: l’obiettivo è surfare tra il divenire del contemporaneo, dell’attuale.

In "Apparecchio" si osserva da vicino una solitudine: la vita di un anziano in una casa di riposo. E se pure tutto ha avuto inizio dal ricordo vago del nonno dell’autrice, il signor Amleto, con la sua figuretta magra e sghemba, questo “vecchio” ora incarna la visione della nipote Francesca della sua (e nostra) futura vecchiaia. Il personaggio vive in attesa che la mamma venga a prenderlo, solo, tra le ombre di altri ospiti, nel ricordo fastidioso del suo compagno di stanza, Mario.

Sabato, 08 Novembre 2014 12:32

Zombitudine - Teatro dell'Orologio (Roma)

Dal 2 al 23 novembre. In occasione della commemorazione dei defunti, al Teatro dell'Orologio ha debuttato in prima romana lo spettacolo "Zombitudine", ultimo lavoro della compagnia Frosini/Timpano, nell'ambito della ventinovesima edizione del Romaeuropa Festival. Insieme ai progetti collaterali, le performance urbane Walking Zombi, e il workshop Corpo Morto, lo spettacolo, già successo di pubblico e critica, ha debuttato a dicembre 2013 al Teatro della Tosse e a Fuori Luogo di La Spezia e nel corso del 2014 ha fatto tappa in diversi festival, tra cui l'Asti Teatro Festival, il RIC Festival di Rieti e l'Opera Estate / Festival B.motion di Bassano Del Grappa.

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