Con 6 prime assolute, 9 prime nazionali, 2 produzioni originali, 4 co-produzioni, 2 progetti in residenza, 9 laboratori e 2 progetti site-specific, torna a Roma dal 5 al 15 settembre Short Theatre, uno dei più importanti appuntamenti sul piano internazionale con le performing arts e la creazione contemporanea, giunto alla sua XIII edizione. In 10 giorni, fra La Pelanda, il Teatro Argentina, il Teatro India, le Biblioteche di Roma e alcuni spazi urbani, le creazioni di 55 fra artisti, gruppi e compagnie nazionali e internazionali con oltre 250 artisti presenti per un totale di 120 appuntamenti e uno spazio, decisamente ampio, dedicato alla formazione.

Roberto Latini presenta a Roma, al Teatro Vascello, il suo ultimo spettacolo, dedicato al “Cantico dei cantici”, per il quale lui stesso si è aggiudicato, nel 2017, il Premio Ubu come Miglior attore o performer e Gianluca Misiti il Premio Ubu 2017 come Miglior progetto sonoro o musiche originali. Una sentita dedica ad uno dei testi d’amore più antichi della letteratura, una voluta testimonianza di quanto, sfrondato dal male quotidiano, può esser prezioso l’animo umano.

Roberto Latini, premio Ubu 2017 come miglior attore, riporta in scena al Teatro Vascello, con la sua compagnia Fortebraccio Teatro, la sua interpretazione de “I giganti della montagna”, l’ultima opera, rimasta incompiuta, di Pirandello; si tratta del primo spettacolo di una trilogia che comprende anche “Amleto + Die Fortinbrasmaschine” e “Il cantico dei cantici”. Attraverso il filo conduttore della sensibilità pirandelliana, Latini sa condurci per mano fra disadattati, attori e giganti, con la sua consueta ed apprezzatissima umana arte, un viaggio a cui nessuno di noi è destinato, disperatamente ma fortunatamente, a sottrarsi.

Sabato, 12 Novembre 2016 15:28

Ubu Roi - Teatro Sala Fontana (Milano)

“Ubu Roi” è il testo che, per antonomasia, ha sancito l’esordio del teatro contemporaneo: è dirompente, estremo, denso e feroce. Una serie di caratteristiche, queste, che Roberto Latini ha saputo far proprie in modo personale, ma, allo stesso tempo testualmente fedele: la sua versione, datata 2012, è complessa e ricca di riferimenti teatrali iperstratificati che, pur mantenendo una certa riconoscibilità, sono amalgamati in un tutto unico, omogeneo e ben calibrato. Il testo è arricchito da una serie di espedienti ricorrenti nella proposta di Latini, che costituiscono una sorta di leitmotiv poetico e teatrale: come nel suo I Giganti della Montagna andato in scena al Piccolo Teatro lo scorso maggio, Latini ricorre al microfono e alla voce monologante nei momenti di maggior tensione emotiva. Ancora, tornano i clown e l’atmosfera da circo sgangherato e decadente che già aveva arricchito le Metamorfosi, andate in scena al Teatro I lo scorso ottobre.

La poesia protagonista a teatro. A ricordarci la potenza drammaturgica del verso poetico è Roberto Latini con il suo progetto sulle “Metamorfosi” di Ovidio, nove episodi in scena al Teatro i di Milano all’interno della rassegna Città Balena. A inaugurare il ciclo delle “Metamorfosi”, l’episodio del “Minotauro” di e con Roberto Latini. A seguire i miti delle “Sirene”, di “Ecuba” e di “Narciso”, ideati, messi in scena e interpretati da Ilaria Drago. Quindi i miti della “Sibilla Cumana” e di “Aracne” (i due cui abbiamo assistito). A chiudere la rassegna, due performance: “Corvo” e “Metamorfosi Scatola nera”, entrambe di e con Latini.

Roberto Latini e Fortebraccio Teatro portano in scena al Teatro Vascello, nell'ambito della rassegna Le Vie dei Festival, la loro personale reinterpretazione dell’opera “Die Hamletmaschine” di Heiner Müller, composta sul finire degli anni 70 attorno allo shakesperiano tormento di Amleto. “Un Amleto incapace di sostenere il dolore dell'assassinio del padre trascina il carro della sua infinita pena, e un Roberto Latini nella bellissima metafora di Amleto/atleta ruota su se stesso con il suo lutto, come un ginnasta sugli anelli.”

Welcome back, Teatro i. La quiete dopo la tempesta, mediatica e creativa, che ha lanciato segnali preoccupanti sulle sorti del panorama teatrale milanese, assume le fattezze di un quarto di stagione imperdibile: tra gli spettacoli in programma, accanto a Tim Crouch con il ciclo “I'm Shakespeare” e a Henry James, un posto speciale merita "Le Metamorfosi - di forme mutate in corpi nuovi" proposto da Fortebraccio Teatro.

Mercoledì, 01 Giugno 2016 20:40

Metamorfosi - Teatro Vascello (Roma)

Penso a Le Metamorfosi di Ovidio come a un prezioso vocabolario per immagini." Roberto Latini, uno dei più significativi, intelligenti e poetici autori del teatro contemporaneo italiano, completa la sua presenza stagionale al Vascello, dopo aver portato in scena i suoi “Ubu Roi” e “I giganti della montagna”, con la sua personalissima trasposizione delle “Metamorfosi" di Ovidio. Un lavoro ricercato, prezioso, irrinunciabile, che traduce, mirabilmente, l’essenza del mito nella fragilità irrisolvibile, troppo dissimulata, dell’essere umano.

Fortebraccio Teatro, nella persona del premio Ubu Roberto Latini, porta in scena al Piccolo Teatro Studio Melato “I giganti della montagna”, l'ultimo lavoro di Luigi Pirandello, peraltro rimasto incompiuto.

Premio della Critica 2015 (ANCT), Premio Ubu 2015 come Miglior progetto sonoro o musiche originali, Spettacolo finalista al Premio Ubu 2015 come Spettacolo dell'anno e Roberto Latini finalista, sempre ai Premi Ubu 2015, come Miglior attore o performer: queste le credenziali de "I giganti della montagna", in scena al Teatro India dal 17 al 28 febbraio. Cento minuti, decine di personaggi e un uomo solo in scena: immaginazione e... paura.

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