Tre giorni. Tanti ne servono a Pirandello per scrivere la commedia prima di leggerla personalmente alla compagnia di Dario Niccodemi. «Ma nessuno aveva capito niente», racconta lo stesso Niccodemi per spiegare uno straniamento che presto coinvolge anche il pubblico. Alla prima romana del 1921, la platea si divide tra entusiasmo convinto e chi urla “Manicomio! Manicomio!”. Prima di applaudire senza riserve, il pubblico ha bisogno di familiarizzare con lo spettacolo, il teatro di abituarsi all’idea di rappresentare se stesso. «I Sei personaggi sono una lunga avventura alla quale vado incontro», spiega Gabriele Lavia, interprete del Padre e regista di quest’edizione del 1925 arricchita con elementi del 1921: «È certamente uno degli spettacoli più difficili che abbia mai fatto. Quando ho cominciato a studiarlo ne ho avuto subito la sensazione. Siamo sempre in 21 in scena. Sempre.» L’effetto è di una costante tensione narrativa, un recitare anche solo facendo respirare il personaggio. O l’attore. O entrambi.

La compagnia Carrozzeria Orfeo ha presentato al Romaeuropa Festival il suo nuovo spettacolo Animali da bar, andato in scena al Teatro India dal 13 al 15 novembre. Fondata nel 2007 da Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti, la compagnia conferma la sua vocazione: raccontare la realtà del XXI secolo, affrontare il presente attraverso la tragicommedia, con uno stile che rimanda a un genere recente e attuale, definito dalla critica come neo-ironico.

Giovedì, 12 Novembre 2015 22:03

La bottega del caffè - Teatro Argentina (Roma)

Il piacere e il desiderio di tornare a parlare di Venezia e del suo Carnevale con un testo pensato in veneziano e mandato alle stampe in italiano, per un cambiamento di idea repentino dell’autore, portano a Roma e al Teatro Argentina “La bottega del caffè”, uno dei testi più fortunati del Goldoni, dal 10 al 15 novembre con la regia di Maurizio Scaparro, le musiche di Nicola Piovani, le scene e i costumi di Lorenzo Cutùli.

Nell’ambito del festival “Teatri di Vetro”, Simone Perinelli, con la sua compagnia “Leviedelfool” porta in scena la sua ultima produzione “Made in China - Postcards from Van Gogh”, uno spettacolo che vuole mettere in relazione la sublimazione ed il tormento dell’arte con il suo sistematico ed asettico mercimonio. Un “cortocircuito che prende vita e nella mente trasforma per qualche secondo un ombrellino cinese in un girasole in pieno stile Van Gogh. Due universi molto distanti, eppure vicino Hong Kong esistono fabbriche a cielo aperto interamente dedicate alla riproduzione di opere d’arte destinate al merchandising dei Musei. Tra le opere più gettonate La Gioconda di Leonardo da Vinci e Dodici girasoli in un vaso di Vincent Van Gogh. Van Gogh, l’artista/operaio (846 tele, 1000 disegni, 821 lettere), e l’operaio/artista impiegato a Shenzhen. Da una parte il genio, la follia, il caso. Dall’altra la ricerca di un metodo infallibile per riprodurre miracoli su richiesta. Entrambi specializzati in girasoli ma scommettendo su destini diversi. Uno spettacolo su Van Gogh, ma soprattutto per Van Gogh.”

In piena Expo, il Piccolo Teatro Grassi di Milano porta in scena, dal 16 al 21 giugno, “La bottega del caffè” di Goldoni, con la regia di Maurizio Scaparro, l’interpretazione di Pino Micol e le musiche del premio Oscar Nicola Piovani nel rispetto della volontà di Goldoni che nel 1736 aveva scritto un intermezzo musicale appunto per questa commedia. Lo spettacolo, come tutti quelli in scena durante Expo, è sovratitolato in inglese.

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