Mercoledì, 20 Gennaio 2016 20:41

Una pura formalità - Teatro Ghione (Roma)

Fino al 24 gennaio "Una Pura Formalità" è in scena al Teatro Ghione, uno spettacolo ricco di atmosfere sospese e suspense, impreziosito dalla classe impareggiabile dei suoi due protagonisti, Glauco Mauri e Roberto Sturno.

Aria di grande rinnovamento alla conferenza stampa di presentazione della Stagione Teatrale 2015/2016 del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo. In una gremita sala del Palazzo delle Esposizioni un emozionatissimo Luca Barbareschi prende la parola dopo la piacevole introduzione di Franco Di Mare, chiamato a condurre la presentazione. Con la voce spezzata dall’emozione dei ricordi e del prossimo importante traguardo anagrafico (compirà 60 anni l’anno prossimo), introduce - dopo l’intervento dell’Assessore Marinelli e prima di passare alla presentazione degli spettacoli in cartellone - le novità “dirompenti” che renderanno il teatro più glorioso di Roma un polo d’eccellenza. L’obiettivo è creare una “community”, realizzare un punto di aggregazione che possa ampliare la possibilità di offerte culturali. Non solo spettacoli, ma una commistione sinergica tra arte e scienza, tra intrattenimento e servizi di accoglienza, scuola di recitazione e formazione, bar e servizi di ristorazione.

Umberto Orsini, Roberto Valerio e Maurizio Balò firmano l'adattamento di “Il giuoco delle parti” di Pirandello, in scena al Piccolo Teatro di Milano dal 10 al 22 marzo. I tre artisti immaginano che Leone, il marito tradito che resta sempre imperturbabile ed arriva a fare ammazzare l'amante nel duello ordito dalla moglie per eliminarlo, si ritrovi vecchio e solo in una casa di cura. É ossessionato dal tentativo di ricomporre il quadro della sua vita e dei suoi ricordi. Ma questi si confondono sempre di più, mentre più nitidi appaiono il gioco della vita, che non concede felicità, e la consapevolezza dell'illusione di averne compreso le regole.

Fino al 15 marzo - “La gatta sul tetto che scotta”, il dramma di Tennessee Williams Premio Pulitzer 1955, torna a teatro. All’Ambra Jovinelli di Roma, Vittoria Puccini e Vinicio Marchioni, coppia unita in un matrimonio infelice senza sesso né figli, ricoprono i ruoli che furono di Elizabeth Taylor e Paul Newman nella famosissima versione cinematografica. Ipocrisia, sessualità, denaro e famiglia sono i cardini di un testo potente che svela il volto drammatico di un nido familiare intriso di bugie, rancori e convenzioni sociali. Arturo Cirillo porta in scena uno spettacolo ben confezionato che però manca del graffio dell’originale.

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