Dal 4 all'8 giugno al Piccolo Teatro Studio di Milano, Emiliano Bronzino ha portato, in una dimensione scenica “familiare”, lo “Zio Vanja” di Cechov, scritto nel 1896. È il dramma di chi si accorge di aver lasciato scorrere la propria esistenza, per non aver voluto guardare la realtà della vita, ed ora è lacerato da un conflitto interno che lo porta alla paralisi ed alla inazione. Sullo sfondo la fine di un’epoca, quella della Russia zarista, dove aristocrazia e classe intellettuale, in un’indolenza malata, si avviano verso una lenta e sicura decadenza morale ed economica, che tanto peserà sulle generazioni a venire.

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