Dopo le citazioni legate a Marziale e a San Paolo, quest’anno il Teatro 7 ha scelto di fare appello ad un aforisma di Chopin per connotare la sua nuova programmazione. A succedersi sul palcoscenico, saranno Massimo Wertmuller, Michele La Ginestra, Nicola Pistoia, Claudio Gregori, Sergio Zecca, Giulia Ricciardi, Federica Cifola, Beatrice Fazi, Fabio Avaro, Marco Falaguasta, Gianni Ferreri e Daniela Morozzi. La presentazione della stagione e l’intervista al direttore artistico Michele La Ginestra.

Il Teatro degli Audaci sta crescendo e sabato 12 settembre 2015 alle ore 19.00, in Via Giuseppe De Santis, 29 - Roma (zona Porta di Roma), arriva a inaugurare la sua terza stagione teatrale con 15 spettacoli scelti accuratamente per soddisfare i gusti di un pubblico che lo ha seguito fin dall’inizio o che lo ha scoperto per caso, affiancandolo in un cammino di crescita comune. Tante le nuove proposte che arrivano da giovani talenti e da chi nel mondo del teatro è conosciuto già da anni. Una novità, che contribuisce a rendere questa stagione 2015-2016 una stagione esagerata, è la presenza di eventi speciali con alcuni dei più noti protagonisti del panorama artistico italiano, come Rocco Papaleo in Una piccola impresa meridionale e il trio al femminile composto da Iva Zanicchi, Corinne Clery e Barbara Bouchet in Tre donne in cerca di guai.

Nell’affascinante cornice del teatro romano di Ostia Antica prosegue per il secondo anno consecutivo il meritevole progetto “Ostia Antica Ragazzi”: opere di famosissimi autori del teatro classico antico rivivono nella loro collocazione più naturale e suggestiva in una rassegna dedicata interamente agli studenti delle scuole di ogni grado. Dopo l’apertura con “La donna di Samo” di Menandro, ha debuttato anche “I fratelli (Adelphoe)” di Terenzio, commedia ancora attuale nonostante i suoi 2175 anni.

Dal 23 settembre al 12 ottobre. Un testo spassoso con un fondo amaro, il trionfo dell’amore perché il solo possibile scopo per il quale si nasce e si muore, l’unica cosa davvero straordinaria della vita. Una commedia degli equivoci sui generis con una lezione di amore profondo, quello dell’accoglienza, la capacità di ridere anche di se stessi su temi che incontriamo tutti i giorni, con il gusto della leggerezza senza note becere. Ben recitato. Uno spettacolo nello spettacolo che è un invito al coraggio di essere se stessi e anche al dovere della trasparenza.

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