Dal 15 al 20 maggio. “Arlecchino servitore di due padroni”, progetto che conta in più di settant’anni di vita svariate migliaia di repliche, rimaneggiato e ristrutturato più volte, approda nuovamente sul prestigioso palcoscenico del Teatro Argentina. Stavolta, però, a cambiare è la figura centrale: nei panni del protagonista, Enrico Bonavera sostituisce l’Arlecchino di sempre Ferruccio Soleri, che segue comunque lo spettacolo come curatore della messa in scena. Manifesto di un modo di fare teatro, questo spettacolo è un prodigio di energia e vitalità che diverte, appassiona e commuove.

Un teatro aperto a tutti, un’agorà civile e culturale che sia fulcro di democrazia partecipata, di pensieri, utopie, emozioni. È questo il senso racchiuso nella composizione della stagione che Antonio Calbi, al suo quarto anno di direzione del Teatro di Roma, presenta in una sala gremitissima del Teatro India.

Jango Edwards torna ad esibirsi a Milano dopo tanto tempo, facendo di nuovo sorridere tutti quelli che erano accorsi a vederlo in occasione del Milano IN Isola Festival, per la seconda delle tre serate introduttive a un nuovo evento che si spera diventi annuale e continuativo. Tende all’ottimismo e al benessere sociale ma non tratta di questioni mediche bensì di arte, anzi arti comiche che producono un F.I.L., ovvero una Felicità Interna Lorda da affiancare al P.I.L., il meglio noto Prodotto Interno Lordo, con l’intento di migliorare l’economia dei cittadini con allegria. Questo è il primo e appena nato di futuri Milano OFF Isola Festival che si è svolto presso il quartiere Isola, dal 30 maggio al 12 giugno in partenariato con il festival internazionale Avignon le OFF. Il tutto è nato da un’idea di Renato Lombardo che da oltre trenta anni organizza eventi legati al teatro e alla musica jazz internazionale, nonché di Palco Off - Autori, attori e storie di Sicilia, rassegna ideata da Francesca Vitale e realizzata nella stagione teatrale 2015/2016 al Teatro Libero di Milano.

Dal 6 maggio al 7 giugno torna, al Piccolo Teatro Studio di Milano, a diretto contatto con gli spettatori, “Arlecchino, servitore di due padroni” con Ferruccio Soleri, incarnazione, memoria vivente di uno spettacolo antico, ma anche giovane, orgoglioso della propria storia e al contempo proiettato nel futuro. La regia è quella di Strehler, carica di tracce delle tecniche smarrite dei comici italiani. La scena ha il cromatismo e la sapienza spaziale di Ezio Frigerio. Gli interpreti vi regaleranno un grande piacere.

Un nuovo progetto del CRT di Milano ha visto prendere corpo, purtroppo solo per pochi giorni, un’idea riuscitissima tesa a dimostrare come, dopo secoli dal parto di tal Goldoni Carlo, un personaggio della Commedia dell’Arte come Arlecchino sia ancora vivo e possa essere declinato in tanti modi, tutti validi e divertenti. A dimostrarlo ci pensa il piccolo, grandissimo Paolo Rossi, sempre più bolso e capace di autoironia (“Ho pensato di inventare il partito degli smemorati… di cosa stavamo parlando?”) ma grandioso nel cabaret alla Dario Fo e capace anche di lasciare spazio ad altri. Per la precisione, la novella Fondazione CRT, appena insediata al Teatro dell’Arte, ha proposto a Paolo Rossi una collaborazione progettuale insieme al Piccolo Teatro che prende avvio proprio con Arlecchino, considerando che una quindicina d’anni fa il grande e indimenticabile regista Giorgio Strehler dichiarò pubblicamente sull’allora più giovane Paolino: “Paolo Rossi sarà un Arlecchino nevrotico e surreale in futuro, in tono con il Terzo Millennio prossimo venturo”. Davvero profetico, stasera in scena l’ex Kowalski dei Navigli diventa Arlecchino per presentarne altri, a partire dal mito: Ferruccio Soleri, l’unico riconosciuto in tutto il mondo.

Dal 3 al 22 dicembre. Arlecchino è una delle maschere più amate della Commedia dell’Arte che Carlo Goldoni seppe creare nel Settecento, assieme a tanti altri personaggi entrati nella tradizione nostrana come Pantalone, Brighella e il Dottore. Persa nello scorrere dei secoli, la leggenda risorse dalle macerie della seconda guerra mondiale grazie alla passione di un giovane deciso a dare a Milano un vero teatro stabile, Giorgio Strehler. Con la nascita del Piccolo Teatro di via Rovello, Arlecchino Servitore di due padroni fu uno dei suoi spettacoli più riusciti. Erano gli anni ’50 quando un grande Marcello Moretti, veneziano autentico, divenne la maschera e interpretò Arlecchino fino alla morte, avvenuta nel 1961. Già da tempo il suo sostituto si chiamava Ferruccio Soleri e prendeva il posto del titolare protagonista una volta la settimana. Infine ne prese il posto non sapendo, di certo, che quello spettacolo sarebbe andato avanti fino a oggi: se Arlecchino ha compiuto 60 anni di palcoscenico, Ferruccio Soleri sta sotto quella maschera da oltre mezzo secolo!

Dal 4 al 16 dicembre al Teatro Argentina in scena il capolavoro goldoniano di Giorgio Strehler, “Arlecchino servitore di due padroni”, con protagonista l’ottantatreenne Ferruccio Soleri, attore della più lunga performance di teatro nello stesso ruolo in uno spettacolo che da 65 anni conquista le platee di tutto il mondo.

Dal 4 al 16 dicembre al Teatro Argentina in scena il capolavoro goldoniano di Giorgio Strehler, “Arlecchino servitore di due padroni” con protagonista l’ottantatreenne Ferruccio Soleri, attore della più lunga performance di teatro nello stesso ruolo in uno spettacolo che da 65 anni conquista le platee di tutto il mondo.

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