Che cosa sappiamo di questo grande Paese dell'Asia Centrale che ciclicamente occupa le prime pagine dei nostri giornali? Un Paese che, in seguito all'attentato dell'11 settembre, è stato invaso per mettere fine al regime dei talebani e nel quale sono tutt'oggi presenti truppe italiane, un Paese che dall'Ottocento è terreno di scontro tra le potenze mondiali per la sua posizione strategica. Da questa domanda ha preso le mosse il Tricycle Theatre di Londra, la più grande officina di teatro politico inglese, e ha costruito l'ambizioso progetto “The Great Game”, uno spettacolo 'all day long' nel quale tredici tra i migliori autori inglesi raccontano i rapporti tra l'Afghanistan e l'Occidente dal 1842 ai giorni nostri e di cui Ferdinando Bruni ed Elio de Capitani dirigono l’edizione italiana.

Dal 23 ottobre al 25 novembre. Un viaggio avventuroso lungo i destini dell'Afghanistan. Dieci brevi storie, poetiche e crudeli, che ci fanno guardare con altri occhi i rapporti tra Oriente e Occidente: perché quello che accade nell’Asia Centrale ha radici lontane, ma oggi ci tocca da vicino; perché il teatro e la storia possono ridisegnare i confini di ciò che pare ignoto e straniero. Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno diretto l’edizione italiana di un progetto di drammaturgia collettiva ideato dal Tricycle Theatre di Londra, firmando due spettacoli - “Il grande gioco” e “Enduring freedom” - che mettono in scena i testi più sorprendenti, da vedere in due serate o in un'unica coinvolgente maratona.

TEATRO. LE FORME DELLA VERITÀ è il principio creativo, sociale, pluralistico su cui si fonda la Stagione 2018/2019 del Teatro di Roma - Teatro Nazionale, espressione delle molteplici identità dell’esistente e degli sconfinamenti del contemporaneo, temi cruciali della comunità civile raccontati sui palcoscenici del Teatro Argentina, Teatro India e Teatro Torlonia.

Martedì 8 maggio è stata presentata la stagione 2018/2019 del Teatro Sala Umberto, la diciassettesima con la direzione artistica di Alessandro Longobardi. Un cartellone all’insegna della drammaturgia contemporanea e della musica, con una particolare attenzione ai giovani e ad un umorismo sempre acuto e sobrio.

Era il 1987 quando la BBC chiese ad Alan Bennett di scrivere dei monologhi per il piccolo schermo. Nacque così “Signore e signori”, una raccolta di sette monologhi pubblicata nel 2004, in cui si riconoscono i segni dell’ironia caustica del drammaturgo inglese. Dei sette scritti, solo “Una patatina nello zucchero” ha come protagonista un uomo, negli altri sei le protagoniste e voci narranti sono donne. Sono storie brevi, drammatiche, ironiche, che raccontano una quotidianità apparentemente insignificante.

Un autore molto letto, molto discusso ma poco rappresentato. Si potrebbe leggere così il ritratto di Oscar Wilde, l’autore de Il ritratto di Dorian Gray”, “Il fantasma di Canterville” e molti altri classici, che sembra trovare poco spazio al di fuori delle antologie scolastiche. Se come romanziere la sua fortuna è evidente, come drammaturgo risulta poco frequentato dai registi teatrali, almeno in Italia. Al Teatro Elfo Puccini di Milano il merito di aver riscoperto e valorizzato l’opera dell’autore inglese, dedicandogli addirittura una maratona teatrale nei primi giorni di dicembre con la messa in scena di ben tre opere: “Atti Osceni”, “Il fantasma di Canterville” e “L’importanza di chiamarsi Ernesto”.

Dal 12 al 23 dicembre Ferdinando Bruni legge “Il Racconto di Natale” di Charles Dickens, una lettura commovente senza enfasi ma suggestiva, che permette di entrare dentro il racconto con la proiezione di disegni dello stesso Bruni di grande raffinatezza, nello stile delle illustrazioni d’antan dei libri. Una produzione Teatro dell’Elfo nella formula della mise en espace che consente la valorizzazione del testo poetico e graffiante ad un tempo, con il gusto noir della letteratura anglosassone ed un messaggio che si rivela di grande attualità. Godibilissimo.

Dal 24 ottobre al 5 novembre. Elio De Capitani, a due secoli esatti dalla sua ideazione, propone al Teatro Elfo Puccini una lettura scenica di “Frankenstein” per cercare di capire il presente e il futuro, superando l'orizzonte della pura attualità e facendo affiorare anche il desiderio di indagare l'infinita stratificazione di stimoli che ci offre il romanzo di Mary Shelley.

Il Teatro Filodrammatici di Milano ha presentato la nuova stagione 2017/2018. In cartellone pièce di drammaturgia contemporanea volte a raccontare la nostra epoca dominata dalla paura, dallo sgomento e dalla pericolosa tentazione di ergere muri per una illusoria sicurezza. Gli spettacoli però, pur raccontando dei conflitti del mondo contemporaneo, offrono attraverso l'arte momenti di dialogo, di pluralità.

Dal 4 al 9 aprile. Considerata una delle migliori commedie di Brecht, scritta nel 1940 a guerra da poco iniziata, Mr Pùntila e il suo servo Matti fu rappresentata per la prima volta quando Brecht rientrò in Europa dall’esilio negli Stati Uniti, dapprima a Zurigo nel 1948, e poi scelta per inaugurare nel 1949 la prima stagione del Berliner Ensemble. Ferdinando Bruni e Francesco Frongia portano sulla scena la commedia “popolare” del drammaturgo, che nella loro versione diventa anche musicale, rivolgendo al contempo l’attenzione alla tematica del capitalismo e delle disuguaglianze sociali.

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