L'anno volge al termine e, come ormai da tradizione, la Redazione Teatro di SaltinAria vuole celebrare assieme ai suoi lettori gli spettacoli più emozionanti, gli attori più talentuosi, gli istanti più memorabili vissuti sui palcoscenici negli ultimi dodici mesi. Scopriamo assieme quali saranno secondo noi i più vividi ricordi teatrali di questo 2014...

Dal 25 marzo al 6 aprile al Piccolo Teatro Strehler di Milano, in una architettura scenografica visiva ed illustrativa di grande pregio e impatto, priva di qualsivoglia tentativo di attualizzazione, va in scena "I pilastri della società", di Henrik Ibsen, prodotto dal Teatro di Roma con la Pergola di Firenze e lo Stabile di Torino. Gabriele Lavia, regista ed anche interprete nei panni del console Bernick, riprende l’opera poco rivisitata del drammaturgo norvegese, interprete del dramma individuale e sociale dell' uomo dell’ Ottocento, nonché precursore di quella condizione esistenziale e del "male di vivere" dell'uomo del Novecento, che di lì a qualche anno, si stenderà sul lettino di Freud.

Dal 20 novembre al 22 dicembre. In scena al Teatro Argentina una delle opere di Ibsen meno conosciute e rappresentate sui palcoscenici italiani, "I pilastri della società", in una produzione mastodontica, magniloquente, di matrice essenzialmente tradizionale ma al contempo capace di restituire con inaudito vigore il virulento affondo sferrato dal drammaturgo norvegese al moralismo benpensante e alla cinica logica imperante del profitto a tutti i costi. Un file rouge neanche troppo sottile si dipana dunque tra la Norvegia del secondo Ottocento e la più stringente attualità: ad un capo della matassa i sordidi intrighi del console Bernick, magnificamente interpretato dal maestro Gabriele Lavia, pronto a sacrificare ogni benchè minimo barlume di onestà morale nonchè gli affetti familiari più cari sull'altare del più gretto tornaconto economico e di una squallida maschera di apparenze sociali da preservare scrupolosamente intonsa; all'altra estremità il manipolo di discutibili faccendieri e politicanti che affollano le aule parlamentari odierne, in un parallelismo di lapalissiana evidenza rimarcato dallo stesso regista nel trailer promozionale diffuso sul web, in cui accanto al protagonista delle vicende ibseniane vediamo campeggiare personaggi come Dell’Utri, Scilipoti, Fiorito e De Gregorio. Uno spettacolo barocco ed ipnotico, imponente e sottile, coinvolgente come sfogliare le pagine ingiallite di un romanzo dall'imprinting fortemente decadentista e ritrovarvi una fotografia livida e impietosa del nostro sgangherato presente.

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